Daredevil - Diavolo Rosso

 
 

Regia: Mark Steven Johnson.
Gli interpreti: Ben Affleck, Jennifer Garner, Michael Clarke Duncan, Colin Farrell, Jon Favreau, Joe Pantoliano, David Keith, Scott Terra, Erick Avari, Coolio, Ellen Pompeo, Kevin Smith, Frankie J. Allison, Lennie Loftin.
Titolo originale: Daredevil.
Durata: 103.
Anno: 2002.
Paese: USA.

 
 
 
  Recensito da: Emanuele Di Nicola
Matt Murdock da bambino restò vittima di un incidente che gli costò la vista; in compenso gli altri sensi divennero particolarmente acuti, permettendogli di captare il minimo movimento anche a larga distanza. Adesso fa l'avvocato di giorno, ma di notte punisce i criminali che sfuggono alla giustizia, vestito da diavolo rosso.
Un altro supereroe della Marvel sbarca sul grande schermo, dopo il successo clamoroso del modesto "Spider-Man" di Raimi; ma rispetto all'aracnide, il giustiziere di Mark Steven Jhonson si rivela decisamente più graffiante.
Intendiamoci: non c'è niente di realmente originale sotto il sole, ma occorre riconoscere che è ben amalgamato. Il personaggio di DareDevil è uno dei più suggestivi mai usciti dalla penna di Stan Lee, e si presta ad una sinistra allegoria: la giustizia è cieca come l'avvocato Murdock, che di notte cessa di essere l'accusa e diventa la giuria. "Io sono dalla parte del Bene", ripete il diavolo; ma la contraddizione è evidente, e finisce per lacerare il personaggio. Non c'è manicheismo nell'interpretazione di Ben Affleck, ma una doppiezza profondamente umana; il più particolare dei supereroi è addirittura disabile, ma non riesce a rinunciare alla sua sfida contro il crimine (il padre fu tragicamente ucciso). La pellicola non esita a diventare cinematograficamente furba, raccogliendo i combattimenti di "Matrix" ed il bacio sotto la pioggia battente di "Spider-Man" (...scena copiata!), stemperando il tutto con il piacevole scetticismo dell'ironia; abusa di espedienti vecchiotti (si inizia dalla fine) ma funzionali alla narrazione; rispetto all'opera di Raimi, non si limita ad una produzione fracassona per bambini, ma sparge quell'atmosfera gotica (New York è dark, perennemente notturna) che lo avvicina di più allo splendido "Batman" di Burton; per una volta sfrutta al meglio gli sfarzi del mondo digitale, nelle coinvolgenti sequenze della vista radar del protagonista; sforna volti conosciuti e bellocci (Affleck, la Garner) per esercitare l'effetto-calamita sulle masse. In compenso, i cattivi sono splendidi: uno psicotico Colin Farrell anima il sicario Bullseye, capace di uccidere con i metodi più strani, mentre il mastodontico Michael Clarke Duncan è il re del crimine Kingpin, in un ruolo strafottente e ghignante (qui è nero, nei fumetti era un gigante bianco). I toni sono troppo cupi per risolversi nel finale conciliatorio; rimane la contraddizione del personaggio, per seminare giustizia (reale o contorta?) sulla Grande Mela in via di putrefazione. L'industria continua il suo corso, ma in questo caso gli riconosciamo carattere, dinamismo ed un'oscura suggestione visionaria.
Voto: 7

 
 
 
  Recensito da: Jamon
Dopo X-Men e Spiderman prosegue la serie dei supereroi americani, ed è la volta di DareDevil. Uscito, come gli altri due, dalle mani magiche di Stan "Marvel" Lee, è l'ennesimo eroe con problemi.
Ma non è l'ennesimo film!
Così com'era stato per Spiderman anche Devil risulta un'ottima trasposizione cinematografica della serie a fumetti, che il prossimo anno ne compirà 40. Se l'uomo ragno riprendeva il personaggio nelle sue vesti anni 60, lento, problematico, e molto psicologico, Devil è invece una derivazione della versione 2000, ma entrambe le pellicole si sono rivelate una piacevole sorpresa.
Non è certo cosa semplice portare sul grandeschermo un personaggio che da quasi 40 anni sforna storie una diversa dall'altra e spesso molto importanti per la continuity , caratteristica principale delle serie oltreoceano, ma Mark Steven Johnson è riuscito nell'intento. Non ha puntato eccessivamente sulla psicologia del personaggio (provate ad immaginare quale possa essere la sua complessità: un supereroe cieco, che di giorno fa l'avvocato e di notte il giustiziere!), ma ha preferito sviluppare le sue doti superiori, trovando escamotage alquanto originali e ben riusciti. Ed ecco allora che ci troviamo immersi nel buio della sala: dopo la comparsa a tutto schermo del logo Marvel (quasi a voler rassicurare gli spettatori della buona riuscita del film) balzano da una parte all'altra scritte brail, fino ad arrivare ad un ormai privo di forze uomo in costume, che piomba in una chiesa e viene soccorso dal prete....che conosce la sua vera identità.
Inizia così il flashback: 10 minuti al fulmicotone! Matt Murdock, un ragazzo studioso, figlio di un ex-pugile, ha molta fiducia nel padre, che lo spinge a studiare per evitare che si riduca come lui. E Matt si impegna, sebbene i libri lo rendano un po' lo zimbello dei suoi compagni più indisciplinati. Ma un giorno si ritrova davanti ad una scena che non avrebbe mai voluto vedere: suo padre che minacciava un altro uomo. Matt scappa ed ecco l'inevitabile colpo di scena: da una tanica piena d'acido fuoriesce il contenuto che lo colpisce dritto negli occhi. Matt è cieco, i suoi occhi non vedono più nulla, ma le sue orecchie percepiscono il cadere di una goccia come l'esplodere di una bomba, il suo tatto legge le scritte in rilevo su un giornale, il suo olfatto percepisce qualsiasi odore nel raggio di diversi metri. Matt capovolge questa sua sciagura a suo favore entrando in perfetta sintonia con i 4 sensi che gli sono rimasti, e che ora gli permettono di vedere senza occhi...nasce Devil!
Geniale il modo con cui viene resa la "vista cieca" di Devil, un tocco di classe che caraterizza tutto il film. Buona la scelta dei cattivi: Bullseye è una macchia di comicità alla stregua del Joker di Batman (anche se non si può certo paragonare il seppur bravo Colin Farrell all'irraggiungibile Jack Nicholson), così come calato perfettamente nel ruolo il mastodontico Michael Clarke Duncan, nei panni di Kingpin. Lascia forse a desiderare Jennifer Garner, che rimane troppo la bella di turno, lasciando da parte la sostanza.
Insomma, un film da vedere, con gli occhi del lettore di fumetti: solo così si potrà apprezzare a pieno la sua completezza.
Voto: 8