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Intacto |
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Regia: Juan Carlos Fresnadillo.
Gli interpreti: Leonardo Sbaraglia, Eusebio Poncela, Mónica López, Antonio Dechent, Max von Sydow, Guillermo Toledo, Alber Ponte.
Titolo originale: Intacto.
Durata: 108.
Anno: 2001.
Paese: Spagna.
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Recensito da: Luca Baroncini
Continua l'affermazione internazionale di giovani registi spagnoli. Ad
aprire le porte e' stato Alejandro Amenabar (il fulminante "Tesis"
seguito da "Apri gli occhi" e dal grande successo di "The others"),
poi e' stata la volta del sopravvalutato Jaume Balagueró ("Nameless" e
il deludente "Darkness"). Ora tocca a Juan Carlos Fresnadillo (classe
1967) che aveva gia' destabilizzato gli spettatori con il
cortometraggio "Ruleta" (presentato a vari festival), in cui un gruppo
di annoiate casalinghe trasformava un tranquillo te' pomeridiano in
una strage; complice una roulette russa condita da chiacchiere,
indifferenza e pettegolezzi. Il felice debutto nel lungometraggio
(presente nel cartellone della "Settimana Internazionale della
Critica" del Festival di Cannes 2002 e vincitore di due premi Goya in
patria) ripropone la stessa passione per l'azzardo in chiave
fantasy-thriller. In "Intacto", si racconta infatti di un uomo che,
scampato ad un incidente aereo, viene coinvolto da un ambiguo
menagramo in una gara tra "eletti". Si tratta di sopravvissuti a
disgrazie di vario tipo che mettono in gioco, in modo estremo, la
fortuna accumulata. Non si capisce bene quale sia la molla che faccia
scattare in una persona gia' baciata dal fato il desiderio di
rimettersi alla prova; forse, oltre al ritorno economico, una sorta di
irrazionale bisogno di testare la propria invulnerabilita', per
spingersi sempre piu' vicino al punto di non ritorno. Un modo per
scontare un senso di colpa latente e incolmabile. Il racconto, in un
crescendo di trovate ad effetto non sempre motivate ma efficaci
proprio per la loro vaghezza, prevede anche la possibilita' di
appropriarsi, attraverso fotografie, della fortuna di altre persone.
Girato con eleganza, e pervaso da un'incalzante tensione nonostante il
ritmo blando, "Intacto" riesce a creare un'atmosfera di malsana
ineluttabilita' capace di calamitare l'attenzione. Tra i momenti
migliori, in grado di eccitare la parte bambina di ognuno di noi e
spaventare quella adulta, proprio le sfide tra "fortunati", in
particolare la corsa bendata in un bosco alberato, dove ogni tronco
diventa un ostacolo che solo l'intuito permette di evitare. Cupo, non
conciliante, fatalmente malefico (e benefico), il film trova negli
interpreti adeguate pedine al gioco del destino costruito dal regista:
il giovane Leonardo Sbaraglia ha la faccia e il fisico giusti, Eusebio
Poncela, nell'ingrata parte dello "iettatore", ricorda Fred Murray
Abraham sia nell'aspetto che nel ruolo di "spalla" in grado di
oscurare il protagonista, e Max von Sydow trasmette con toni pacati il
suo carisma.
Da uno spunto non troppo lontano da "Fearless" di Peter Weir e
"Unbreakable" di M.Night Shyamalan, il giovane regista iberico riesce
a costruire un film singolare e seducente, in cui il quotidiano si
frastaglia in schegge di inquietudine. Peccato per la distribuzione
scarsa e l'assenza di promozione che lo hanno gia' "destinato"
all'invisibilita'.
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