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La città incantata |
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Regia: Hayayo Miyazaki.
Gli interpreti: film d'animazione.
Titolo originale: Sen To Chihiro No Kamikakushi.
Durata: 124.
Anno: 2001.
Paese: Giappone.
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Recensito da: Luca Baroncini
È un percorso onirico quello compiuto dalla giovane protagonista del
nuovo film del maestro giapponese Miyazaki Hayao. Una sorta di viaggio
nell'inconscio reso necessario dal difficile passaggio dall'infanzia
all'adolescenza, in cui un mondo interiore, ricco di speranza, si
scontra con la concretezza della vita. Un cammino che rischia di
essere a senso unico se non si hanno la forza e la capacità di
prendere in mano la propria esistenza, assumendosi responsabilità,
facendo scelte, anche dolorose, non tradendo il proprio istinto e le
proprie intuizioni ma anche non cedendo alle trappole dell'illusione.
È la purezza dello sguardo a salvare ripetutamente la piccola Chihiro,
a consentirle di aggiungere tasselli al suo lungo e difficile percorso
iniziatico. E lo spettatore accompagna la protagonista nel suo viaggio
incontrando divinità a riposo, streghe macrocefale, lupi volanti,
escrementi animati e mostri di ogni foggia. Un universo fantasioso e
colorato, curato visivamente fin nei minimi dettagli, dove la
narrazione procede in modo razionale, seguendo le varie prove subite
dalla protagonista, ma si scontra con l'irrazionalità degli eventi che
si succedono, proprio come in un sogno, senza rispondere
apparentemente ad alcuna domanda.
La visione affascina senza riuscire sempre a conquistare, ma le varie
tappe del viaggio di Chihiro danno la sensazione di essere stati
testimoni di un punto di vista prezioso. C'è una sorta di
immedesimazione con il mondo onirico della protagonista.
Un'identificazione che non nasce da appigli reali, ma si lega
probabilmente a un vissuto emotivo che tutti, invariabilmente, abbiamo
respirato nei confusi anni dell'adolescenza, in cui bene e male
cercavano risposte assolute e non si accontentavano di convivere.
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