| |
|
 |
The Matrix Reloaded |
 |
|
 |
|
 |
| |
|
Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski.
Gli interpreti: Keanu Reeves (Neo), Carrie-Anne Moss (Trinity), Laurence Fishburne (Morpheus), Monica Bellucci (Persephone), Hugo Weaving (Agente Smith), Steve Bastoni (Capitano Sorren), Daniel Bernhardt (Agente Johnson), Jada Pinkett (Niobi), Harold Perrineau jr. (Kain), Harry J. Lennix (Lock), Matt McColm (Agente Thompson), Lambert Wilson (Merovingian), Gloria Foster (Oracolo), Lachy Hulme (Sparks).
Titolo originale: Matrix Reloaded.
Durata: 138.
Anno: 2002.
Paese: USA.
|
|
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Jamon
Ero scettico, molto scettico. Soprattutto dopo aver visto molti "secondi episodi" assolutamente
scadenti, e dopo aver sentito una serie di pareri negativi alquanto preoccupanti. Sono andato a
vedere Matrix 2 con queste idee in testa.
Sono uscito dalla sala entusiasta. Matrix 2 si rivela un degno seguito di quello che
ormai è diventato, di diritto, un film culto. I personaggi sono gli stessi: Neo, Trinity,
Morpheus, l'oracolo e il temibilissimo Agente Smith.....in versione "multipla"
Se ormai gli effetti speciali vivono sugli allori del primo episodio i combattimenti
raggiungono livelli apocalittici, con scene di inseguimenti, sparatorie, ed arti marziali fuori
dal comune.
Nel primo episodio l'azione ed il pensiero erano ben bilanciati. Chi sia aspetta dal Reloaded
una sequanza di combattimenti basta sbaglia di grosso: la logica di matrix viene sviscerata,
aperta, studiata e soprattutto spiegata, con nuovi sviluppi che nel primo matrix non erano stati
minimamente affrontati.
E poi l'esplosione di potenza di Neo, accresciuta dalla rabbia e dall'amore per Trinity. E Zyon,
l'ultima città rimasta di umani, una città ritornata alla tribalità dell'inciviltà, nonostante
le tecnologie estremamente avanzate.
Il primo episodio era stato visto come una revisione della Bibbia, della venuta del messia.
Reloaded stravolge questa visione e pone in campo la causalità degli eventi, la causa e
l'effetto, lo scopo della vita, in una visione estremamente incentrata sull'individuo.
Un altro film che farà storia.
voto: 9
| |
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Luca Baroncini
Il primo "Matrix" ha rivoluzionato il modo di fare cinema d'azione,
introducendo sofisticati effetti speciali poi imitati ovunque. Il
merito, oltre che dei fratelli Larry e Andy Wachowski e dei tanti
supervisori tecnici, e' stato anche del maestro d'arti marziali Yuen
Wo Ping, che ha coreografato i combattimenti permettendo ai personaggi
di superare qualsiasi legge fisica, librandosi in aria con forza e
leggerezza. Ma il primo episodio della trilogia riusciva anche a
raccontare una storia capace di intrigare e appassionare, un punto di
vista attuale, venato di bagliori crepuscolari e carico di
suggestione.
Nel nuovo "Reloaded", di tutta quasta fascinazione d'insieme resta
soltanto il forte impatto delle immagini. Comincia scimmiottando
"Guerre Stellari", con una Resistenza, un Consiglio, i buoni e i
cattivi chiaramente distinti e, soprattutto, descrivendo questi
ribelli come una sorta di "new barbarians", con un look tribal-chic di
irritante banalita'. La noia fa subito capolino, tra dialoghi
pretenziosi e sibillini e personaggi poco interessanti. Poi,
gradualmente, si arriva a capire che e' meglio accantonare gli
sviluppi previsti dalla debole sceneggiatura e concentrarsi sulla
potenza delle immagini. Una volta preso atto del nonsense narrativo,
si riesce anche a godere un po'. Certo, gli elaborati combattimenti
sortirebbero un coinvolgimento assai diverso se supportati da un
rapporto meno elementare di causa ed effetto, ma per gli occhi e'
comunque un vero piacere restare intrappolati nella rete di "Matrix".
Peccato per le tante, troppe parole che intervallano l'azione, pesanti
come macigni e di inconcludente ingenuita'. In un contesto cosi'
tecnologico, gli attori sono pedine al servizio del videogioco, con
un'espressivita' limitata al minimo. Tra i patiti e mai cosi' sciupati
Keanu Reeves e Carrie-Ann Mosse e la bolsaggine di Laurence Fishburne,
non sfigura nemmeno l'immobilita' di Monica Bellucci, ancora una volta
icona di mediterranea bellezza che potrebbe almeno decidersi a fare un
serio corso di dizione per snellire il fraseggio, come al solito
(unica eccezione "Ricordati di me" di Muccino) di stridente stonatura.
Di tutto il rutilante immaginario riciclato, masticato e vomitato dai
fratelli Wachowski, restano in mente alcune sequenze: il combattimento
che anticipa l'incontro con l'oracolo, una sorta di danza di estrema
eleganza e bellezza; la prima rissa tra Neo e gli Smith clonati,
realizzata attraverso la nuova tecnica denominata "cinematografia
virtuale" che, nonostante tradisca piu' volte la sua natura di
sintesi, e' davvero "bigger and bigger" e lo spettacolare inseguimento
in autostrada, con incredibili movimenti della macchina da presa e
duelli tanto sopra le righe quanto divertenti. Tra i personaggi, una
certa simpatia e' suscitata unicamente dall'incredulo fabbricante di
chiavi, gli altri si prendono troppo sul serio. Determinante, nella
costruzione delle sequenze, il commento sonoro, con scelte musicali
quanto mai azzeccate e trascinanti, che diventano parte integrante
della narrazione. Piu' che un film, alla fine, un fenomeno di costume,
un rito collettivo a cui abbandonarsi senza cercare uno spessore che
sembrava ci fosse, ma non c'e'. All'accendersi delle luci in sala,
dopo i lunghi titoli di coda e il poco promettente trailer del
successivo "Revolutions", la sensazione che si prova trova appigli
nelle parole di Merovingio. E' un po' come "essersi puliti il culo con
la seta". Effimero piacere che spreca gratuitamente indiscutibili
talenti.
Vedere (o provare, a seconda dei gusti) per credere!
| |
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Emanuele Di Nicola
La città segreta di Zion si prepara ad affrontare l'ultimo attacco delle
macchine, che potrebbe significare distruzione. La sola strada di salvezza
è la profezia sostenuta da Morpheus: Neo deve arrivare dal fabbricante di
chiavi per aprire la porta che conduce alla Sorgente. Nel frattempo, un
sogno premonitore turba le sue notti: la vita dell'amata Trinity è in pericolo.
Finalmente riesco a vedere questo MR, ovvero uno dei film dell'anno
dell'ultima stagione. Se il sopravvalutato Matrix è diventato in un boato
fenomeno di culto, questo Reloaded getta definitivamente la maschera. Qui
tutto è operazione commerciale: neanche gli effetti speciali, che furono
rivoluzionari nel primo capitolo, riescono stavolta a colpire l'occhio
dello spettatore (forse perché, nel frattempo, imitati in diverse salse).
La platea si adagia dunque fra scontri inverosimili e calci volanti (Neo
sconfigge un intero battaglione di Mr.Smith), subendo fra capo e collo
alcuni affondi filosofici di dubbia sostanza: i dialoghi volutamente
serrati, fra causalità e Provvidenza, suonano subito come un pretesto per
inserire nel film una sorta di sottofondo culturale. Ma attenzione:
personaggi, situazioni e dialoghi sono in realtà luoghi comuni, fino a
scivolare in cadute di stile di bassa lega ("Causa-effetto: ho bevuto il
vino, devo andare a pisciare"). L'amo è gettato con presunzione contro lo
spettatore, che abbocca decretando l'immeritato successo al botteghino: i
francesismi e gli "ergo" introducono parlantine fra Hegel e Platone,
affogando in un minestrone del tutto impersonale, che non vanta nessuna
caratteristica propria. Su tutto, a sorpresa, la noia (peccato mortale per
un film d'azione, viste soprattutto le premesse): scene troppo lunghe ed
insistite a coprire il vuoto d'idee, che non suscitano alcun guizzo neanche
nella polvere di un inseguimento. Unica, vera occasione di parziale
riscatto si presenta nella dimora del Merovingio, la sequenza più azzeccata
nonostante un automa di nome Monica Bellucci (imbarazzante la sua
interpretazione, di fronte ad attori veri). Verso la conclusione, però,
torna l'odioso intellettualismo da quattro soldi capace di ammorbare la
pellicola; il "to be concluded" finale è una delle peggiori chiusure che si
siano mai viste sul grande schermo. Densa di irrisolte pretese autoriali,
la seconda matrice calpesta la sensibilità di ogni spettatore -
appassionati e non - trattandolo come la scimmia a cui si regala la
nocciolina. D'altronde l'industria non ha mai avuto un cuore, i fratelli
Wachowski smarriscono anche il cervello.
Voto: 2
| |
 |
|
 |
|
|
|
|
|