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2 fast 2 furious |
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Regia: John Singleton.
Gli interpreti: Paul Walker, Tyrese, Cole Hauser, Eva Mendes, Ludacris, Fabolous, Jin, Lahmard J. Tate, Thom Barry, Eric Etebari, Matt Gallini, Amaury Nolasco, Roberto Sanz, Devon Aoki, James Remar.
Titolo originale: 2 Fast 2 Furious.
Durata: 98.
Anno: 2003.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
Uno dei migliori debutti cinematografici italiani di quest'anno e'
stato "Velocita' massima" di Daniele Vicari. Il lungometraggio
raccontava il disagio di una generazione attraverso l'ambientazione
nel mondo delle corse automobilistiche clandestine. Il seguito di
"Fast and Furios", diretto da John Singleton, si comporta esattamente
all'opposto. Se ne strafrega della societa' che rappresenta e dei
personaggi che abbozza, ma si preoccupa unicamente di non distogliere
il teen-ager medio dai pop corn maxi che gli scoppiettano in grembo.
Oltre a non sfruttare l'occasione di raccontare una storia attraverso
personaggi che siano tali e non anonimi manichini, il film delude
anche chi vuole solo godersi effetti speciali e strisciate
sull'asfalto. Le gare d'auto, infatti, sono perlopiu' giocate sul mix
di accellerazioni e stacchi di montaggio con potenti effetti sonori, e
lo spettatore e' piu' disorientato che coinvolto da quanto scorre
freneticamente sullo schermo. Nella maggior parte dei casi, le
competizioni si riducono ad una rapidissima successione di dettagli
che fanno tanto velocita' senza avere davvero nulla di adrenalinico.
E la storia? E' possibile ambientare un film a Miami in cui non si
parli di droga, soldi sporchi e poliziotti doppiogiochisti?
Evidentemente no, ma e' piu' elaborata una qualsiasi puntata di "Miami
Vice" rispetto alla sceneggiatura del film che, oltre all'assenza di
colpi di scena, sciorina senza sosta dialoghi le cui battute principe
prevedono botta e risposta tipo "Sposta il culo bellezza!", "Baciami
il culo!", "Razza di uno schizzato di un bianco", fino al piu'
sofisticato "Sei veramente il re del pericolo!" (giuro!!!).
Nell'inutile frastuono, le interpretazioni, vista l'impossibilita' di
ingaggiare nuovamente Vin (susanone) Diesel (pare pretendesse trenta
milioni di dollari di cachet), si affidano a
faccia-da-damerino-dal-sorriso-stampato Paul Walker e al piu'
interessante Tyrese Gibson, prigioniero pero' di un personaggio di
insopportabile e stereotipata schiettezza da ghetto nero. La bellona
di turno e' invece Eva Mendes, ma se lo sguardo e' profondo, il
personaggio e' inesistente. Infine, puo' forse mancare il sottofondo
rap? No di sicuro! Come neanche il cattivo dal cuore di pietra, qui in
versione cinico-chic, che finira' per forza di cose, in una delle
sequenze piu' ridicole del film, conciato per le feste. Alla fine di
tutto, cio' che infastidisce maggiormente non e' il machismo da
quattro soldi, l'esasperazione della competitivita', l'azzeramento
delle psicologie e nemmeno la furbizia al di sopra della legge dei
protagonisti, ma proprio la stupidita', mai messa in discussione, di
personaggi e situazioni. Per chi vuole divertirsi, si consiglia di
optare per il videogame sempre acceso nel bar sotto casa. Costa meno e
va subito al sodo.
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