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Charlie's Angels 2 |
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Regia: McG.
Gli interpreti: Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu, John Forsythe, Luke Wilson, Robert Patrick, Demi Moore.
Titolo originale: Charlie's Angels: Full Throttle.
Durata: 111.
Anno: 2003.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
Con il primo episodio hanno distrutto il ricordo della serie
televisiva trasformando un'icona degli anni settanta/ottanta in uno
sconclusionato videoclip senza capo ne' coda. Nell'immancabile sequel,
nato sull'onda dei 264 milioni di dollari raccolti in giro per il
mondo dal capostipite, lo stesso cast spinge ulteriormente il pedale
sull'accelleratore della demenza. La furbizia dell'operazione consiste
ancora nell'appropriasi di un nome conosciuto a livello globale per
costruire, con un cast accattivante e tanto marketing, un prodotto
fatto su misura per il teen-ager medio, basandosi sulle statistiche di
mercato che vogliono le ragazze attente al look e al girl-power e i
pischelli a caccia di cosce all'aria e testosterone. Ovviamente della
serie televisiva non rimane nulla, se non la superficie: tre ragazze
al servizio di uno sconosciuto datore di lavoro con cui entrano in
contatto solo tramite un citofono attivato dal fido Bosley. Prima
nefasta novita' e' proprio la sostituzione del bolso Bill Murray con
l'insipido "fratello" nero Bernie Mac, a cui sono riservate le gag
peggio riuscite del film. Altra new entry la rediviva Demi Moore, in
versione cattivissima e fisicamente tanto in forma da sembrare il
frutto di una elaborazione di sintesi. Quanto alle tre esagitate
protagoniste, saltano come ossesse dall'inizio alla fine cambiando
costume ad ogni inquadratura e divertendosi come pazze. Tanto
entusiasmo non e' pero' sempre contagioso, nonostante il nonsense
della sceneggiatura arrivi qualche volta a spingersi talmente oltre da
risultare trash e quindi spassoso. Il giovane McG, chiamato ancora una
volta a tenere le fila del pasticcio, continua ad essere molto attento
al ritmo, ai colori e ai numeri musicali che, pur essendo (come tutto
del resto) completamente gratuiti, risultano tra i momenti migliori
del film. Non a caso si e' affermato dirigendo videoclip. A coprire i
buchi dello script, una trita e insipida combinazione di citazioni
cinematografiche ("The Blues Brothers", "Cape Fear", "Flashdance",
"Terminator II", "Point Break") e "camei" di lusso: alcuni ironici
(Bruce Willis), altri celebrativi (l'ex-angelo televisivo Jaclyn
Smith), altri semplicemente riempitivi (la cantante Pink). La storia,
colpo di scena, e' invece un pelo piu' elaborata rispetto al primo
episodio, ma rimane un pretesto per costruire sequenze di gratuita
fantasia dove il talento visivo e' messo al servizio del nulla. Il
turpiloquio e i doppi sensi alla base dei dialoghi, avvicinano il
lungometraggio piu' al filone demenziale (tipo "Una pallottola
spuntata" o "L'aereo piu' pazzo del mondo" per intenderci) che ad una
serie poliziesca. La tensione infatti e' assente e di coinvolgimento
non si puo' nemmeno parlare. Solo tanti colori in cui immergersi,
legati da una certa ironia che impedisce al progetto di affondare
completamente. Potrebbe funzionare benissimo come fondale animato in
una discoteca, o come intrattenimento mentre si consuma un panino al
pub, oppure come sottofondo visivo mentre si pulisce la casa, ma il
cinema e' altrove.
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