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Final Destination 2 |
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Regia: David R. Ellis.
Gli interpreti: Ali Larter, A.J. Cook, Michael Landes, David Paetkau, James Kirk, Lynda Boyd, Keegan Connor Tracy.
Titolo originale: Final Destination 2.
Durata: 90.
Anno: 2003.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
Nel 2000 la "Triste Mietitrice" sembrava aver compiuto il suo
ineluttabile compito, ma il successo del primo episodio ha vivamente
consigliato un remunerativo colpo di coda, nonostante all'originale
spunto (nessun maniaco, serial-killer, creatura mascherata, mostro
dentato, trauma da rimuovere o virus, ma solo la Morte all'opera) ci
fosse ben poco da aggiungere. Ecco quindi Jeffrey Reddick ancora al
lavoro, affiancato da due nuovi co-sceneggiatori (J.Mackey Gruber e
Eric Bress) per un sequel che, almeno nella prima parte, pare piu' un
remake. Cambia infatti il mezzo (l'automobile al posto dell'aereo) ma
non la sostanza, con ancora un gruppo di persone sopravvissute a un
disastroso incidente e costrette a fronteggiare nientepopodimenoche la
Morte, nuovamente ostacolata nel suo originario disegno di sterminio.
Se la lista dei passeggeri dell'aereo forniva nel primo episodio un
circoscritto memorandum per il faccia a faccia con il tragico destino,
lo stesso principio trova piu' difficolta' a concretizzarsi in questa
seconda parte, dove gli scampati al crash automobilistico sono in
teoria centinaia e a fare da filo conduttore e' solo la preveggenza
della protagonista, che ha visto l'ordine in cui si sarebbero dovuti
succedere i decessi. Piu' slabbrata, quindi, l'idea di partenza, con,
in aggiunta, ulteriori visioni ad annacquare la plausibilita' e
confondere le idee (avvengono solo quando lo script non sa piu' dove
andare). I personaggi non escono dal "tipo" (la carrierista, la mamma,
il fumato) e sono interpretati con moine da sit-com, mentre le
sfumature psicologiche sono sostituite dalla meccanicita' degli eventi
che si susseguono a ritmo frenetico, prediligendo l'accumulo a scapito
della logicita'. L'obiettivo primario sembra essere, sempre e
comunque, il temibile "Dio Teen-ager": come non annoiarlo dandogli una
sensazione di inesauribilita' dei pop-corn. Nonostante una certa
gratuita' (piu' evidente rispetto al capostipite) ha pero' modo di
divertirsi anche la parte bambina dello spettatore piu' scafato. Il
"countdown", infatti, funziona a dovere e, pur sapendo chi morira', si
resta il piu' delle volte spiazzati dal come ("Scream 2" docet: in un
sequel le uccisioni devono essere piu' elaborate). Molti i depistaggi
presenti nello script, assecondati da una regia funzionale al racconto
e da un montaggio serrato ed efficace. Alta, rispetto
all'anestetizzata media soprattutto americana, la dose di splatter,
con sangue in abbondanza e amputazioni varie goliardicamente esibite.
L'ironia beffarda del primo episodio si trasforma (nel passaggio di
regia da James Wong all'ex stuntman David R. Ellis) in comicita'. Ne
risente un po' la tensione, ma non il divertimento: l'immedesimazione
scatta con i possibili segnali di avvertimento piuttosto che con gli
scipiti personaggi e il gioco funziona. Dura il soffio della visione e
non lascia alcun sotterraneo retrogusto, ma nell'immediato sortisce il
non disprezzabile effetto di intrattenere.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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