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In fondo al bosco |
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Regia: Lionel Delplanque.
Gli interpreti: Clotilde Courau, Clément Sibony, Vincent Lecoeur, Alexia Stresi, Maud Buquet, François Berléand, Denis Lavant.
Titolo originale: Promenons-nous dans les bois (Deep in the woods).
Durata: 90.
Anno: 2000.
Paese: Francia.
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Recensito da: Luca Baroncini
Tra i saldi cinematografici di fine stagione, anche questo film
francese di tre anni fa che, non senza qualche pretesa, rivisita in
chiave horror la fiaba di "Cappuccetto Rosso". Ma la favola e' solo
uno spunto per dare corpo al necessario massacro. Cinque giovinastri
sono le vittime predestinate di una notte di follia, in una villa
enorme e lugubre che racchiude (sorpresona!) un passato cupo e
inenarrabile. La regia cerca il virtuosismo attraverso soggettive
originali (tra le altre, dall'interno di un cruscotto e di una borsa)
ed e' molto attenta all'aspetto formale, alla geometria dei luoghi e
alla molteplicita' dei punti di vista. In alcune lunghe sequenze
pre-delittuose sembra rievocare atmosfere alla Dario Argento, con
insistiti dettagli scenografici e giovani discinte perse in grandi
spazi, al ritmo di sintetizzatori in odore di Goblin. Purtroppo,
pero', il film non c'e' e si regge su una sceneggiatura disastrosa.
Per quasi tutta la durata, infatti, i personaggi si rincorrono
all'interno della villa, o al massimo nel bosco limitrofo, senza un
reale motivo (perche' non se ne vanno subito?). I dialoghi sono quindi
un susseguirsi di "Dove sei?", "Vado la'", "Vieni qui!" e la regia,
nonostante un grande sfoggio di tecnica, non riesce a trasportare
nell'irrazionale. Non c'e nulla di magico o ineluttabile e l'occasione
di approfondire la crudelta' dei racconti fiabeschi viene sprecata
attraverso una messa in scena che punta sull'esplicito ed e' priva di
sensualita'. Gli attori danno il peggio, ma non e' tutta colpa loro. I
personaggi che interpretano, infatti, non li aiutano. Sfuggono lo
stereotipo, o la plastica dei teen-ager d'oltreoceano, ma cadono
nell'anonimato e nel ridicolo. Il finale con spiegazione raccontata
dall'assassino e' comunque la punta piu' bassa del film.
Ed ora un paio di curiosita':
- uno dei cartelloni appesi all'entrata del cinema mostra una delle
interpreti con un personaggio che non compare nel film. Ha tutta
l'aria di essere il maestro d'armi che le spiega come muoversi armata
di sparachiodi. Qualche problema nella selezione delle foto di scena?
- il titolo originale "Promenons-nous dans le bois" e' stato tradotto
nello squillante ma faticoso "Deep in the woods" per il mercato
italiano. Perche' sostituire un titolo straniero con un altro titolo
straniero? Visto che non e' la prima volta (ad esempio "Sins of the
father" diventato "The Unsaid - sotto silenzio") sarebbe curioso
capire quale "sottile" logica motivi la discutibile scelta. "Strangers
do it better"?
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