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L'amore è eterno finchè dura |
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Regia: Carlo Verdone.
Gli interpreti: Carlo Verdone, Laura Morante, Stefania Rocca.
Titolo originale: L'amore è eterno finchè dura.
Anno: 2003.
Paese: Italia.
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Recensito da: Luca Baroncini
"Ma che colpa abbiamo noi" ha ristabilito il feeling tra Verdone e il
pubblico. Questo nuovo film, piu' riuscito, si propone di
consolidarlo, attraverso la capacita' del mattatore romano di creare
un'identificazione tra spettatori e personaggi. Il punto di vista e'
sempre quello della media borghesia, e come tale minato da un certo
conformismo di fondo, ma le dinamiche rappresentate sono universali.
Interrogativi sulle risicate possibilita' dell'amore di resistere alle
congiure del tempo non turbano solo i salotti di buona famiglia e
Verdone ha il pregio di imbastire una storia comunicativa e non per
forza di cose totalmente conciliante. Come al solito il suo cinema
affianca idee valide, anche se non propriamente originali, a
sciatterie, soprattutto nella messa in scena, con una regia a totale
servizio del racconto ma incapace di imprimere un taglio personale
alle immagini. Basta pensare all'imbarazzante anonimato dei titoli di
testa, o ad alcuni dettagli, come la luce "qualunque" che ingrigisce
goffamente la resa dei conti al tennis club; oppure il becero
accostamento da sit-com tra riprese live (televisive) del concerto di
Joe Cocker e riprese in studio di Verdone tra il pubblico; fino ad
arrivare al doppio split-screen per mostrare due telefonate
risolutive, perdipiu' in banale consecuzione. Ma il cinema di Verdone
e' fatto soprattutto di sceneggiatura e di attori, e questo nuovo
capitolo sulla precarieta' dei sentimenti, da questo punto di vista
riesce a non deludere le attese e a mantenersi al passo con i tempi,
senza cedere del tutto alle lusinghe modaiole (lo speed-date) e alla
(presunta) fame di lieto fine dell'audience. Sono infatti le mezze
tinte le vere protagoniste, con un'apprezzabile attenzione nel
caratterizzare i personaggi in modo sfaccettato: non solo positivi,
non solo negativi, ma molto umani nelle loro contraddizioni. Peccato
per le solite, evitabili, macchiette (il truccatore gay, la sciroccata
zen) o per alcune scelte (la professione della moglie, psicoterapeuta
prestata alla televisione) che rincorrono le banalita'. Gli interpreti
sono tutti a loro agio e in parte. Tra i tic nevrotici della Morante
(brava ma basta!) e la luminosa grazia della Rocca, e' quest'ultima ad
uscirne vincente, anche se entrambe incarnano con verve due opposti
femminili, sia nel fisico che nel carattere. A dominare la scena e'
pero' un Carlo Verdone in forma smagliante, meno patologicamente
ansioso e piu' seriosamente buffo nel dipingere dubbi, paure, speranze
e meschinita' dell'italiano medio. Si ride parecchio e di gusto, con
punte davvero spassose (la notte in albergo a Nizza), anche se ad
imporsi e' l'incertezza, unico punto fermo tra il bisogno di
stabilita' affettiva e la necessita' di non trasformare la propria
vita in sconsolante routine.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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