| |
|
 |
Le regole dell'attrazione |
 |
|
 |
|
 |
| |
|
Regia: Roger Avary.
Gli interpreti: James Van Der Beek, Ian Somerhalder, Shannyn Sossamon, Jessica Biel.
Titolo originale: The rules of attraction.
Durata: 110.
Anno: 2002.
Paese: USA.
|
|
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Luca Baroncini
Premessa: l'universo giovanile al cinema soffre di una fastidiosa
interpretazione binaria che lo vuole, o valoroso ed eroico tutto
patria e famiglia, oppure cinico e vizioso, tutto sesso, droga e poco
altro. "Le regole dell'attrazione" si inserisce nel filone "cool"
(giovani, carini e marci) adattando per il grande schermo l'omonimo
romanzo di Bret Easton Ellis. Che dietro al perbenismo dei college
americani si celassero pulsioni e vacuita' lo abbiamo gia' scoperto in
una miriade di film e il lungometraggio di Roger Avary non si discosta
da questo modello, riproponendo situazioni di patinato squallore ormai
ampiamente dissertate. Il regista ha pero' il pregio di conferire al
racconto ritmo e freschezza, grazie a scelte visive interessanti
(molto bello lo split-screen che si congiunge in un'unica immagine),
ad interpreti ben diretti e ad una sceneggiatura (dello stesso
regista) assai strutturata e complicata, che mantiene nelle immagini
verve e incisivita'. Ma e' proprio un certo tipo di cinema e di
letteratura che appare irrimediabilmente datato.
Esplosioni di rabbia, scelte insensate, mancanza di valori, ormoni in
subbuglio, il mentore della droga, sembrano gli unici motori dei
teen-ager, secondo un luogo comune cinematografico che vorrebbe
imitare la vita ma finisce per diventare un modello da seguire.
Ampiamente scontato anche il conseguente mea culpa attribuito a
genitori e istituzioni sociali. Sembra che un ragazzo debba trombare
senza sosta o morire vergine per trovare spazio tra i fotogrammi di un
film o nelle pagine di un libro. Forse la via di mezzo e' cosi' poco
spettacolare da risultare non vendibile: non genera miti o sufficiente
sdegno. Sta di fatto che l'ennesima spettacolarizzazione delle
pulsioni giovanili in salsa glamour produce un vago senso di fastidio
e aggiunge poco ad un universo, sicuramente contradditorio, ma in cui,
grazie al cielo, sopravvivono ancora le sfumature.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
| |
 |
|
 |
|
|
|
|
|