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Looney Tunes: Back in action |
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Regia: Joe Dante.
Gli interpreti: Brendan Fraser, Jenna Elfman, Timothy Dalton, Heather Locklear, Steve Martin, Joan Cusack..
Titolo originale: Looney Tunes back in action.
Durata: 90.
Anno: 2003.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
E' davvero sconfortante ritrovare un regista discontinuo ma estroso
come Joe Dante alle prese con un pastrocchio insulso e brutto come
"Looney Tunes: Back in action". In teoria sarebbe il seguito di "Space
Jam", con alla base la stessa idea di un'interazione tra personaggi
reali e cartoni animati della Warner Bros. Nella pratica si verifica
un fenomeno bizzarro: sono davvero tante le idee che movimentano ogni
sequenza, ma la creativita' non e' supportata da una regia capace di
tenere sotto controllo i singoli elementi che compongono il film. Ci
si trova cosi' sottoposti a un vero e proprio bombardamento visivo
senza alcun amalgama in grado di dare un senso agli eventi che si
succedono con ritmo inutilmente frenetico. Il difetto piu' evidente e'
quindi l'assenza di una sceneggiatura (Pixar docet): la trama e'
esilissima e i dialoghi sono piatti. La maggior parte delle gag
ripropone situazioni da avanspettacolo dall'esito piu' che prevedibile
e le pochissime battute brillanti smorzano il sorriso a causa di una
impropria gestione dei tempi comici. L'usuale ironia di Dante fa
capolino in alcuni dettagli (qualche frecciata allo show business e
alle regole del marketing), ma sfocia in una comicita' fracassona che,
difetto imperdonabile, non fa mai ridere. Anche la tecnica latita.
"Chi ha incastrato Roger Rabbit" e' di quindici anni fa, ma appare
molto piu' sofisticato. Soprattutto, non sempre convince la
sincronizzazione tra persone e cartoon, con attori che, si capisce
benissimo, fissano il vuoto mentre fingono malamente di interagire con
i disegni animati. Purtroppo nemmeno la recitazione sopra le righe
dell'intero cast e delle comparse (ogni gesto e' fastidiosamente
amplificato e smorfie e moine non si contano) riesce a salvare il film
dal completo disastro: Brendan Fraser e' piu' che volenteroso ma non
ha il dono dell'espressivita'; la televisiva Jenna Elfman e' graziosa
ma si agita inutilmente e non risulta affatto simpatica; Joan Cusack
esaspera le gia' terribili battute che le toccano; Timothy Dalton pare
spaesato e in performance alimentare; Heather Locklear sfodera un
lifting perfetto (forse la cosa piu' riuscita del film), ma la Palma
dell'insopportabilita' spetta di sicuro a Steve Martin. Truccato come
Mike Myers, gigioneggia oltre ogni limite non riuscendo mai a
strappare il benche' minimo sorriso e suscitando, invece, una sincera
irritazione. Non manca un ricco corredo di citazioni (uh!) che pare
abbia mandato in sollucchero buona parte della critica. Come se
riciclare, a volte anche con brio, bastasse a riempire il vuoto
narrativo in cui sprofondano i personaggi. Una sequenza si salva: il
divertente e fantasioso inseguimento all'interno dei quadri del
Louvre. Ma non basta certo una piccola boccata di ossigeno per dare
respiro al film.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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