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Ora o mai piu' |
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Regia: Lucio Pellegrini.
Gli interpreti: Jacopo Bonvicini, Violante Placido, Edoardo Gabbriellini, Elio Germano.
Titolo originale: Ora o mai pił.
Anno: 2002.
Paese: Italia.
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Recensito da: Luca Baroncini
Ma davvero essere giovani (pronunciato con la "g" piu' dolce che mai e
la "o" aperta allo spasimo) significa avere rischiato, almeno una
volta nella vita, di morire?
Davvero per essere giovani (sempre con la dizione dilatata di cui
sopra) bisogna scavalcare il cancello di una villa, farsi a sbafo il
bagno nella piscina, trombare come ricci "en plein air" e
addormentarsi sul prato?
E, ancora, e' cosi' essenziale, sempre per essere giovani ovviamente,
buttarsi in un viaggio in autostop con destinazione ignota?
Basta!!!
Non se ne puo' davvero piu' di questa omologazione dell'immaginario
collettivo che vuole le mille sfumature di un'eta' difficile e
contradditoria come l'adolescenza, appiattite in ritratti stereotipati
e senz'anima. Manichini che fanno, dicono e pensano quello che
qualcuno ha fatto, detto e pensato per loro, nonostante ostentino
l'esatto contrario. La realta' e' molto piu' stimolante e/o avvilente,
in ogni caso piu' ricca di fermenti vitali e sfumature. Certo, di
sicuro la gioventu' rappresentata da Lucio Pellegrini esiste veramente
da qualche parte, ma perche' continuare a spacciarlo come l'unico
modello a cui riferirsi quando si parla di chi frequenta l'Universita'
o ha finito la scuola dell'obbligo e si trova nella complicata fase in
cui dare un'impostazione alla propria vita?
Il quadretto descritto nel film e' plastica allo stato puro e
nonostante il tentativo di mettere in scena una pallida
contradditorieta' dei personaggi, in abissale contrasto tra gli slogan
di cui si ricoprono e la concretezza delle scelte che fanno ma piu'
che altro impongono agli altri, non ci sono motivazioni forti, a parte
la differenziazione tra destra e sinistra con cui distribuire qualche
facile etichetta o il fatto che "tira di piu' un pelo ...".
I protagonisti si trincerano dietro look alternativi (in realta' tutti
uguali), qualche frasetta ad effetto, un po' di sballo di maniera, una
protesta che fa tanto spregiudicatezza e il gioco e' fatto. Ma il film
non mette mai questi elementi in discussione, si limita a descriverli
con enfasi e compiacimento allineandosi alla superficialita' dei
"giovani, carini e disoccupati". Della sostanza del movimento pseudo
rivoluzionario, delle proteste cosi' variopinte e briose, del succo
delle manifestazioni, insomma, non sappiamo quasi nulla. Solo poco
prima della partenza per il G8 di Genova (alla cui immagine il film
non fa un gran servizio) qualche cosa viene accennata. Ma e' davvero
troppo poco per costringere lo spettatore a sorbirsi l'ennesimo
amorazzo tra bellini e la piu' che scontata metamorfosi del "nerd" in
leader. Le psicologie sono di conseguenza assottigliate al minimo,
come gli strascichi emotivi delle non facili decisioni. I pestaggi
nella caserma di Bolzaneto arrivano con evidente stridore e appaiono
un di piu' per dare al lungometraggio una connotazione precisa, uno
stratagemma narrativo per ammantare di verita' la blanda
rappresentazione giovanile, per trarre un po' di traino pubblicitario
dalla possibile polemica. Ma anche quei tragici eventi passano senza
lasciare traccia nei personaggi, ne' tantomeno nello spettatore.
Bravi, comunque, gli interpreti, tra cui si distingue Elio Germano,
gia' protagonista di "Liberi". Lucio Pellegrini, alla sua terza regia
dopo il simpatico "E allora mambo" e il disequilibrato ma
sottovalutato "Tandem", conferma una certa agilita' nei tempi della
commedia, ma la sceneggiatura, a cui lui stesso ha collaborato, e la
voglia di non scontentare nessuno, rendono "Ora o mai piu'" un
ritratto dei tempi poco significativo. Mai piu', quindi.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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