| |
|
 |
Sotto falso nome |
 |
|
 |
|
 |
| |
|
Regia: Roberto Andō.
Gli interpreti: Daniel Auteuil, Greta Scacchi, Giorgio Lupano, Anna Mouglalis, Michael Lonsdale.
Titolo originale: Sotto falso nome.
Durata: 102.
Anno: 2003.
Paese: Italia/Svizzera.
|
|
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Luca Baroncini
Roberto Ando' sta affrontando il pubblico italiano da due fronti: a
teatro, con la regia di "Vecchi tempi" di Harold Pinter, e al cinema,
con il film "Sotto falso nome", da lui scritto e diretto. Entrambe le
espressioni artistiche scandagliano il ricordo nelle sue molteplici
sfumature. "Che cosa e' vero? Che cosa e' falso?" si domandava Harold
Pinter, per far poi dire ai suoi personaggi che "Ci sono cose che si
ricordano anche se non sono mai capitate" e, al contrario, "ci sono
cose che possono non essere capitate mai, ma diventano reali nel
ricordo". Sulla base di analoghe suggestioni (qual e' il rapporto tra
vita vissuta e raccontata?), Ando' costruisce un complicato intreccio
che parte come un conflitto familiare per poi sfociare nel thriller. A
dominare e' dapprima una certa curiosita', amplificata dall'incalzante
ed evocativo commento sonoro di Ludovico Einaudi, ma via via la
fascinazione si tramuta in distacco, complice una sceneggiatura
accurata ma incapace di dare motivazioni forti ai personaggi e
risposte chiare agli interrogativi che pone. Tanti i riferimenti
cinematografici: da "Il danno" di Louis Malle, per la passione amorosa
al centro dell'intreccio, a "Swimming Pool", per la sofisticata
ambientazione e le incertezze legate all'ispirazione letteraria,
passando per un sesso patinato da magazine di moda, piu' attento a
look, decor e lingerie che alle pulsioni. Quanto agli attori, Daniel
Auteil replica i silenzi e l'apparente imperturbabilita' del Jean-Marc
Faure de "L'avversario" e Greta Scacchi (interprete anche della piece
teatrale) e' brava nel tratteggio minimale ma incisivo del suo
personaggio. La vera sorpresa, pero', e' la bella Anna Mouglalis, che
passa dalla giovane pianista di "Grazie per la cioccolata" di Chabrol
a un personaggio ambiguo e misterioso, che fa risaltare la sua
naturale sensualita'. Il regista ha il pregio di affrontare una storia
di genere (cosa rara nel panorama italiano), di impaginare le immagini
con eleganza e di suggerire punti di vista non banali sull'identita',
il desiderio, il plagio, il senso di colpa, ma il suo cinema (meglio
comunque del suo teatro) soffre di un'esposizione poco comunicativa.
Chissa', forse ha ragione Pinter, "Verificare e' un desiderio
comprensibile ma non sempre riusciamo a soddisfarlo". Un conto pero'
e' l'immagine evocata da un testo letterario, diverso l'impatto visivo
di un racconto cinematografico. E il film di Ando' finisce per
risultare contratto come le emozioni del protagonista a cui da' vita.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
| |
 |
|
 |
|
|
|
|
|