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50 volte il primo bacio |
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Regia: Peter Segal.
Gli interpreti: Adam Sandler, Drew Barrymore, Sean Astin, Rob Schneider, Dan Aykroyd.
Titolo originale: 50 first dates.
Anno: 2004.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
Lui e' uno sciupafemmine che ruba il cuore a giovani turiste in cerca
di brividi ormonali esotici (siamo alle Hawaii). Lei una ragazza che
in seguito a un incidente automobilistico ha perso la memoria breve:
ricorda tutto cio' che e' accaduto prima dello scontro fatale, ma
niente degli eventi successivi. Ovviamente i due si incontreranno e
bla-bla-bla, ma la trovata simpatica e' appunto che ogni giorno la
ragazza dimentica completamente il giorno precedente. Non facile,
quindi, per il protagonista, farla innamorare ad ogni ineluttabile
spuntare del sole. La sceneggiatura ha il pregio, pur facendo i salti
mortali, di far progredire la storia senza arenarsi alla semplice
trovata iniziale e non basandosi, una volta tanto, sul tema del
superamento del trauma, cardine di tanto cinema americano. Purtroppo,
pero', il contorno della vicenda (non originale ma piacevole) lancia
strali di naftalina: la famiglia innanzitutto, tanti buoni sentimenti
in pacco dono, personaggi che pare vivano d'aria, una problematicita'
solo apparente, un buon numero di macchiette non sempre irresistibili
(l'assistente "uoma", l'amico truzzo, il fratello tontolone) e una
comicita' a singhiozzo. Se, infatti, in alcune sequenze il registro
brillante adottato da Peter Segal funziona (il menage familiare della
ragazza, i ripetuti tentativi di abbordo), i momenti puramente comici
soffrono invece (forse anche a causa del doppiaggio) di sviluppi
perlopiu' prevedibili e botta e risposta mosci. Con il risultato che
molte gag cadono a precipizio nel vuoto. Certo, la dimensione da
villaggio vacanze non aiuta. Piu' azzeccata, anche se fin troppo
facile, la scelta di "hawaianizzare" l'atmosfera spruzzando di reggae
alcuni "must" musicali degli anni ottanta (Police, Cure, Spandau
Ballet tra gli altri). Quanto agli interpreti, Drew Barrymore, quando
non eccede in smorfie e' graziosa ed espressiva, mentre Adam Sandler,
inspiegabile icona comica d'oltreoceano, oltre che fuori parte e
antipatico ha sempre la stessa faccia. L'incontro tra "Memento" e
"Ricomincio da capo" finisce quindi per collocarsi in un non troppo
entusiasmante limbo di mediocrita': poteva essere molto peggio, ma
anche molto meglio. In ogni caso si esce dalla sala con la stessa
sindrome della protagonista: al mattino successivo, del film non resta
che un vago ricordo di camicie multicolori, trichechi loquaci e UOVA
fritte.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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