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Codice 46 |
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Regia: Michael Winterbottom.
Gli interpreti: Tim Robbins, Samantha Morton, Om Puri, Jeanne Balibar, Togo Igawa, Essie Davis.
Titolo originale: Code 46.
Durata: 92.
Anno: 2003.
Paese: Gran Bretagna.
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Recensito da: Luca Baroncini
In un futuro imprecisato, in una Shangai mutuata (anche nei suoni) da
"Blade Runner", si aggira l'investigatore Tim Robbins alla ricerca di
chi falsifica le coperture assicurative che permettono di entrare e/o
uscire dalle citta' protette. E si', perche il Grande Fratello conosce
ogni cosa, non siamo altro che numeri, codici di accesso, qualsiasi
azione compiuta viene memorizzata in file, non esiste la privacy e bla
bla bla. Il tema e' dei piu' usurati, ma il film parte comunque bene:
costruisce un'atmosfera credibile e riesce a rendere interessanti i
personaggi. Poi lo script cede sotto i colpi vigorosi
dell'insensatezza e il lato sentimentale prevale su quello
fantascientifico fino all'imbarazzante finale (Samantha Morton in
versione Tuareg si prenota un posto d'onore nella "Yeeeuuuch!
Parade"). Ultimamente le capacita' precognitive trovano ampio risalto
al cinema ("Immagini", "Final Destination 2"). Qui assumono la forma
del virus "empathy" (Sic!) che consente di leggere il pensiero, ma la
sostanza non cambia e i copioni si ostinano a utilizzare queste
"visioni" senza alcuna razionalita' narrativa, saccheggiandole quando
ormai lo script non sa piu' che direzione prendere. Non scatta neanche
l'alchimia tra i due protagonisti: una Samantha Morton direttamente
prelevata dai Pre-cogs di "Minority Report" e un Tim Robbins
volonteroso ma spaesato. Del resto, con una sceneggiatura cosi',
impossibile dargli torto.
Michael Winterbottom conferma la discontinuita' del suo curriculum
cinematografico. Gira un film dopo l'altro, e' inserito nel cartellone
dei festival piu' prestigiosi, ma fatica a trovare un centro di
gravita', perlomeno artistico.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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