| |
|
 |
Collateral |
 |
|
 |
|
 |
| |
|
Regia: Michael Mann.
Gli interpreti: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Javier Bardem.
Titolo originale: Collateral.
Durata: 119.
Anno: 2004.
Paese: USA.
|
|
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Luca Baroncini
Max lavora duro come tassista ma ha un sogno nel cassetto: mettere da
parte i soldi necessari per aprire una societa' di noleggio limousine.
Vincent e' un killer di professione e in una notte deve uccidere
cinque persone. Ovviamente, secondo la legge cinematografica di
attrazione narrativa degli opposti, i due si incontreranno modificando
per sempre il loro destino. A livello di scrittura il film non offre
molte sorprese: l'ennesima strana coppia bianca e nera, una
sceneggiatura circolare dall'impianto solido ma poco plausibile (con
qualche coincidenza di troppo) e il solito tapino costretto dagli
eventi a tirare fuori un'aggressivita' che non appartiene propriamente
al suo Dna caratteriale. Non mancano poi dialoghi ad effetto, che ogni
tanto tarantineggiano (l'aneddoto su Miles Davis), e personaggi un po'
schematici: uno sogna le Maldive (emblema del miraggio collettivo) e
ha una chiara funzione empatica, l'altro e' fin dall'inizio cattivo
cattivo, con lo sguardo glaciale privo di emozioni, tanto per far
capire subito al pubblico da che parte stare. Nonostante queste
premesse, comuni a tanti blockbuster americani, il film gode della
sofisticata messa in scena di Michael Mann, che imprime potenza ad
ogni inquadratura e fonde con perfetta sincronia, anche emotiva, le
immagini con il tessuto musicale. Molti i momenti riusciti: i primi
venti minuti, quasi muti, sono cinema allo stato puro, cosi' come il
crescendo, dal relax alla tragedia, nel jazz club. La scena alla
discoteca Fever possiede una grande energia visiva, con una regia
attenta a non disperdere il potenziale drammatico delle tante
situazioni che incrocia. Ed e' perfetto intrattenimento anche la parte
finale, sicuramente la piu' debole a livello di costruzione del
racconto, con la vittima designata sola nell'enorme grattacielo, la
fuga nel metro' e l'inevitabile resa dei conti. Girato quindi meglio
di come e' scritto (tra l'altro per l'ottanta per cento in digitale),
il film si avvale dello sfondo di una Los Angeles promossa al ruolo di
protagonista trasversale; con il suo piano infinito di luci,
splendidamente fotografate da Dion Beebe e Paul Cameron, che alternano
improvvise violenze (l'agguato nel vicolo) a squarci di poesia
(l'apparizione del coyote), accompagna con piglio da primadonna
l'evolversi degli eventi. Quanto agli interpreti, il nutrito cast e'
ben sfruttato: da Jada Pinkett Smith a Mark Ruffalo, fino al cameo di
Javier Bardem, che riesce a scrollarsi di dosso la "maniera" del boss
narcotrafficante a cui da' vita. Tra i due protagonisti, Jamie Foxx
surclassa la star e conferisce un'umanita' sofferta e ferita al
tassita Max (meno riusciti i siparietti sdrammatizzanti
acchiappa-pubblico). Tom Cruise in versione criminale e brizzolata e'
come al solito molto convinto, ma da piu' che assodata icona di valori
sani e positivi toglie un po' di cattiveria al killer Vincent: spara e
uccide senza alcun rimorso, ma ha una sua etica e conserva sempre un
bagliore di raziocinio che non lo rendono quasi mai davvero temibile.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
| |
 |
|
 |
|
|
|
|
|