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Godsend |
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Regia: Nick Hamm.
Gli interpreti: Robert De Niro, Rebecca Romijn-Stamos, Greg Kinnear, Cameron Bright.
Titolo originale: Godsend.
Anno: 2004.
Paese: USA, Canada.
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Recensito da: Luca Baroncini
C'era una volta, tanti anni fa, un attore chiamato Robert De Niro che
con la sua presenza garantiva la qualita' delle pellicole che
interpretava. Poi alle esigenze artistiche sono probabilmente
subentrate le ragioni alementari e dalla fine degli anni novanta e'
cominciata una serie di titoli, perlopiu' anonimi, che hanno finito
per intaccatare la credibilita' del mito. "Godsend" rientra pienamente
nella fase calante della star, forse uno dei punti piu' bassi.
L'approccio al racconto ha la stessa profondita' di un qualsiasi
giallo del sabato sera di RaiDue, e tutti i possibili spunti di
interesse vengono sprecati nella solita storia dello spiritello
malvagio che torna a seminare brividi di cartapesta. Si racconta
infatti di una giovane coppia che perde l'amato figlio di otto anni in
un incidente. Della conseguente disperazione approfitta un medico con
un segreto che propone un esperimento di clonazione. Il miracolo si
compie e nasce un figlio uguale al defunto. Passano altri otto anni
(ma nessuno se ne accorge, tranne il coiffeur della Romijn-Stamos che
le toglie il parruccone da crucca) e, quando il bambino fotocopia
supera l'eta' dell'originale, cominciano i guai. Quello che sembra il
resoconto del plot e' purtroppo solo l'antefatto, perche' il film e'
incentrato sulle possibili inquietudini degli sviluppi. Ecco quindi le
ennesime visioni dalle pretese terrifiche, i buh! motivati solo dagli
stacchi musicali, due genitori che potrebbero ricevere il premio
"allocchi dell'anno", un cadavere innocente per dare un contentino al
"genere", l'uso sconsiderato della scienza a fini personali, le
macerie di una scuola bruciata da anni che nascondono ancora pezzi di
carta risolutivi, una vecchia nera che spiffera al primo arrivato
segreti inenarrabili, la resa dei conti a suon di candelabro in testa
e il finale ambiguo. Tutto piattissimo, affiancato con noiosa
prevedibilita' e, cosa piu' grave, senza il fondamento di alcuna
sostanza. Non sarebbe male il soggetto, ma viene narrato a suon di
luoghi comuni, attraverso personaggi stereotipati, senza la capacita'
di creare la minima tensione e con evidente svogliatezza: dalle scelte
di regia di Nick Hamm, gia' autore del vacuo "The Hole" (le solite
visioni popolate dai grugni di bambini urlanti e sghembe come un
videoclip - accostamenti gratuiti, tipo il mixaggio tra De Niro che
cincischia con le biglie di ferro e il primo e unico delitto),
all'impegno degli attori, che paiono di passaggio (a parte Cameron
Bright che ritroveremo con Nicole Kidman in "Birth"). Nemmeno il
rigore dell'inverno canadese trova un punto di vista che sia tale
nella visione di Hamm. Con i titoli di coda scivola anche la fiducia
nei confronti di un cinema di genere che svende in saldo i possibili
brividi e continua a deludere in modo preoccupante.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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