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La mala educatión |
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Regia: Pedro Almodóvar.
Gli interpreti: Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Daniel Gimenez-Cacho, Lluis Homar, Francisco Boira, Javier Camara.
Titolo originale: La mala educación.
Durata: 105.
Anno: 2004.
Paese: Spagna.
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Recensito da: Luca Baroncini
Il nero del peccato e il rosso della carnalita' si fondono nei poster
stracciati che compongono i bellissimi titoli di testa, mentre la
parola "passione" suggella la fine della torbida vicenda imbastita da
Pedro Almodovar. In mezzo tutte le sue ossessioni: il film nel film,
il marcato anticlericalismo, le icone gay del cinema (questa volta
Sara Montiel nel drammone "Esa Mujer"), i colori vivaci spalmati con
estro e brio, gli amori impossibili, il gusto per la provocazione, i
dettagli sessuali piccanti, i tradimenti, le lacrime, i tacchi a
spillo, i seni posticci, i vestiti pacchiani e le parrucche cotonate.
Insomma, tutto l'universo bizzarro a cui il regista spagnolo ci ha da
sempre abituati. Da spettatori viziati ed esigenti, pero', finiamo per
dare per scontata la ricchezza visiva e grattando la sofisticata
superficie questa volta restiamo un po' delusi. L'aspetto piu'
interessante, alla lunga purtroppo anche il limite maggiore, e' il
complicato intersecarsi di tre diversi livelli narrativi che
intrecciano, spesso senza soluzione di continuita', flashback, fiction
e realta', dando vita a una progressione suggestiva e ai limiti del
virtuosismo ma non cosi' efficace. Se l'impianto riesce a sedurre,
infatti, le motivazioni dei personaggi e il forte pulsare dei loro
cuori unito all'accendersi dei sensi, disperdono il potenziale
coinvolgimento in una meccanicita' poco comunicativa. E l'ennesimo
amore omosessuale in chiave clerico-pedofila finisce per stiracchiarsi
troppo nel passaggio dalla commedia al noir, dando vita a un teatrino
grottesco che matura incapace di esplodere e la cui drammatica
vitalita' resta perlopiu' nelle intenzioni. Poco giova alla riuscita
del film la scelta come protagonista di Gael Garcia Bernal, sguardo
furbetto tutt'altro che languido e movenze da calciatore in panchina,
vittima di un personaggio cruciale ma un po' irrisolto: travestito per
caso, gay per necessita' o amante per desiderio? Il film prova a
renderne le molteplici sfaccettature, ma si perde in altri
interrogativi, non altrettanto brucianti, disseminati lungo un
racconto labirintico e cerebrale.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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