La spettatrice

 
 

Regia: Paolo Franchi.
Gli interpreti: Barbora Bobulova, Andrea Renzi, Brigitte Catillon.
Titolo originale: La spettatrice.
Durata: 100.
Anno: 2003.
Paese: Italia.

 
 
 
  Recensito da: Luca Baroncini
impedisce di dare concretezza ai suoi desideri, tramutando in introversione la sua natura piu' intima. Si riempie delle vite altrui e scruta con morbosa curiosita' Massimo, il quarantenne dirimpettaio, anch'egli single e dall'aria sognante e malinconica. Quando lui si trasferisce a Roma per lavoro, Valeria non puo' fare altro che seguirlo, insinuandosi da spettatrice nella sua vita affettiva. L'esordiente Franchi parte da uno spunto non particolarmente originale ("La finestra di fronte"), anche nei possibili sviluppi thriller ("Attrazione fatale", "Inserzione pericolosa"), per adottare un punto di vista personale e comunicativo. L'innesto dei personaggi non e' dei piu' felici e sfiora lo stereotipo (lui che beve birra in casa da solo, lei sdraiata sul letto che lo guarda, la compagna di stanza solare e ciarliera, qualche coincidenza di troppo) poi la storia e i personaggi crescono gradualmente con l'entrata in scena di Flavia, la compagna di Massimo. Immagini curate, fotografate con gusto e montate con fluidita', trasmettono efficacemente la distanza tra l'apparenza dei personaggi ed il loro effettivo sentire. Tutto e' sussurrato, gli eventi si succedono nella pacatezza, non ci sono scene madri, eppure alla fine del film il destino dei tre protagonisti avra' subito una svolta, se non altro a livello di consapevolezza personale. Una storia del genere non stonerebbe nella campagna inglese, tra pizzi e merletti dell'epoca vittoriana. L'ambientazione attuale e' una boccata d'ossigeno rispetto alle vite vincenti esibite con sfacciataggine da copertine di rotocalchi e televisione spazzatura, e risulta un buon compromesso tra l'ovatta della fiction e cio' che invece capita di incontrare e sperimentare nel quotidiano. Senza clamori, urla, inutili grevita' o virate narrative a perpendicolo, ma con sensibilita'. Gli interpreti sono tutti ben diretti e a loro agio: e' forte la presenza scenica di Barbora Bobulova, che riesce a non cadere nei cliche' del disagio psichico e costruisce in modo credibile un personaggio difficile e sfaccettato come Valeria; Andrea Renzi puo' apparire monolitico ed e' invece bravo nel contrarre le emozioni di Massimo senza prevaricarlo e Brigitte Catillon ha l'occhio pungente della primadonna, perfetta nella sicurezza ostentata con cui amplifica la sua maschera di infelicita' (e' doppiata da Licia Maglietta, che non avrebbe sfigurato nel ruolo). Speriamo che la distribuzione non boicotti il film e lo faccia vivere nelle sale abbastanza a lungo da crescere con il passaparola. Al Bergamo Film Meeting ha vinto la "Rosa Camuna d'Argento", premio attribuito dal pubblico.
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