Le conseguenze dell'amore

 
 

Regia: Paolo Sorrentino.
Gli interpreti: Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Raffaele Pisu, Angela Goodwin.
Titolo originale: Le conseguenze dell'amore.
Durata: 100.
Anno: 2004.
Paese: Italia.

 
 
 
  Recensito da: Luca Baroncini
C'e' una cosa che colpisce subito nell'opera seconda di Paolo Sorrentino (ma che era gia' evidente nel felice debutto "L'uomo in piu'") ed e' il modo sinuoso attraverso cui il giovane regista muove la macchina da presa. E' proprio l'eleganza, la precisione, l'efficacia, in una parola il dinamismo dei movimenti, che rende il lungometraggio un'esperienza coinvolgente e abbastanza atipica nel panorama italiano. All'ampio respiro della pellicola contribuiscono anche il montaggio fluido e mai scontato di Giogio' Franchini e le felici scelte musicali, un insieme di fattori che immerge il film in un'atmosfera pregnante in cui gli interrogativi si moltiplicano, l'occhio gode e la tensione verso i personaggi e il loro destino cresce. Come spesso accade, pero', la inevitabile resa dei conti interrompe la magia e finisce per banalizzare le premesse. La prima parte ha un impatto molto forte: si entra nella quotidianita' di un uomo che sembra sprecare le sue giornate in una grigia routine di ore sempre uguali e sempre vuote. Non succede nulla, eppure ci arriva tutta la sua frustrazione, il dolore per una vita che ha il peso di una presenza e la rabbia per un errore che non ha vie d'uscita se non la rassegnazione. Sorrentino riesce a filmare l'assenza e a dare spessore agli sguardi e ai silenzi dei personaggi. Poi, quando si obbligano dialoghi e fatti a dare corpo alla suggestione, il film ha un cedimento, soprattutto a causa della sceneggiatura, che non riesce a mantenere credibilita' e coerenza. Non mancano dettagli didascalici (la coppia di anziani, gli appunti sul bloc-notes) e qualche luogo comune nella descrizione del mondo mafioso, sempre un po' folcloristico. Imperdonabile, poi, affidare per l'ennesima volta a un incidente la determinante svolta narrativa: un auto corre su un rettilineo, un innaffiatoio automatico bagna i campi e scansiona con il suo ticchettare ritmato la tensione della scena, fino all'inspiegabile uscita di strada. Ecco, anche a livello visivo, e non solo di discutibile stratagemma risolutivo, la sequenza ha l'appeal e la forza di uno spot pubblicitario. Ambiguita' narrative a parte, il film ha un impatto potente, grazie anche allo spessore degli interpreti. Toni Servillo ha grande carisma e dispiace vederlo in un ruolo dove deve per forza contenere la sua contagiosa vitalita'; ma anche nella sottrazione, pur con l'enfasi di certi passaggi, non perde in espressivita'. Olivia Magnani, occhi che bucano lo schermo e presenza di rilievo, regge il confronto nonostante qualche rigidita'.
Ma forse e' il suo personaggio ad essere troppo letterario e in difficolta' nel passaggio dal mondo immaginato sulla carta a quello in cui movimenti, parole e gesti perdono la consistenza sottile della pagina scritta.
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