L'uomo senza sonno

 
 

Regia: Brad Anderson.
Gli interpreti: Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside.
Titolo originale: The machinist.
Anno: 2004.
Durata: 102.
Paese: Spagna.

 
 
 
  Recensito da: Luca Baroncini
Gia' con l'opera prima "Session 9" Brad Anderson aveva dimostrato di saper costruire un'atmosfera di pericolo imminente, attenta ai dettagli psicologici e alle geometrie degli spazi. Con "L'uomo senza sonno" conferma la predisposizione alle storie cupe, intrise di inquietudini sotterranee e di un male sottile ma pregnante. Sono tanti i modelli di riferimento, da "Memento", per il procedere ad incastri, ad "Allucinazione perversa", per il progressivo diminuire delle certezze, a "Fight Club", per la scissione a cui si abbandona il protagonista, oltre a un tocco di Cronenberg, per il mutare della carne, a Polanski, per la capacita' di insinuare il dubbio nel quotidiano e a David Lynch per l'incubo allucinante e senza via d'uscita che permea l'intera pellicola. Visti i molti illustri antecedenti, l'originalita' non e' il piatto forte del film e il rischio omologazione e' dietro l'angolo, ma Anderson riesce ugualmente a imprimere personalita' al racconto. Le premesse lasciano presagire un colpo di scena finale risolutivo e chiarificatore, cosa che arriva solo in parte, lasciando forse un po' di delusione in chi si attendeva una conclusione forte e ad effetto. Ma cio' che conta e' in questo caso il percorso. Tutto il film e' infatti condotto per tappe successive di degrado fisico e psicologico, che funzionano a livello narrativo e spiazzano lo spettatore in piu' di un'occasione. Ed e' curioso perche' il ritmo e' blando, la soluzione piu' volte annunciata, eppure alcuni momenti regalano imponderabili brividi sottocutanei: l'incidente al lavoro, il misterioso collega Ivan, il tunnel dell'orrore al Luna Park, i post-it sul frigorifero, l'apparente tranquillita' in cui sembrano stagnare gli eventi. Ma funzionano a dovere anche raccordi improbabili, come la fuga nei cunicoli della metropolitana interrotta bruscamente al sopraggiungere di un'ombra sghignazzante. A livello razionale non tutto quadra e nel procedere a ritroso alcuni sviluppi risultano gratuiti, ma mentre si e' immersi nei labirinti del racconto si provano curiosita' e disagio, un connubio raro e prezioso, certamente da non sottovalutare. Alla resa emotiva contribuisce non poco la fotografia acida di Xavi Jimenez e la scelta del cast, con le facce giuste al posto giusto: da Jennifer Jason Leigh, abbonata a ruoli borderline, all'inquietante sorriso di John Sharian. Ma il vero valore aggiunto e' dato da Christian Bale, che si cala nella parte con un realismo impressionante (pare sia appositamente dimagrito di ben 35 chili), quasi eccessivo, ma assolutamente efficace nel trasmettere la deriva di un uomo che, insieme al sonno, ha perso anche la capacita' di affrontare i propri fantasmi.
GLI SPIETATI - www.spietati.it