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Mare dentro |
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Regia: Alejandro Amenábar.
Gli interpreti: Javier Bardem, Belen Rueda, Lola Dueñas, Mabel Rivera.
Titolo originale: Mare dentro.
Durata: 125.
Anno: 2004.
Paese: Spagna.
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Recensito da: Luca Baroncini
Non piu' giovane talento, ma matura certezza, Alejandro Amenabar
conferma la rara capacita' di raccontare le sfumature e sceglie,
ancora una volta, l'incontro tra mondi paralleli in apparenza
inconciliabili. Fin dal suo esordio (il folgorante "Tesis"), bene e
male scorrono intrecciati, cosi' come non e' netta la linea di
demarcazione tra realta' e immaginazione nel successivo "Apri gli
occhi", e tra il mondo dei vivi e quello dei morti nella trasferta
americana "The Others". In "Mare Dentro" il confine attraversato e'
ancora quello tra la vita e la morte, ma il regista abbandona le
implicazioni ultraterrene per dedicarsi a una storia vera, quella del
cinquantenne Ramon Sampedro che, tetraplegico dall'eta' di venti,
chiede "solo" di morire. "Una vita che elimina la vita non e'
liberta'", gli viene ricordato, "ma anche una vita che elimina la
liberta non e' vita", risponde il protagonista. La tesi sposata dal
film e' a favore dell'eutanasia, ma Amenabar (anche co-sceneggiatore e
autore delle musiche) evita le trappole perniciose della lezione ad
ogni costo e si concentra sulle esigenze del personaggio (piu' di una
volta il protagonista parla a nome suo e non di tutti i tetraplegici),
che solo nel finalissimo diventano un po' didascalicamente un esempio
per tutti (del resto la ripresa in video della sua morte e' avvenuta
realmente). Il regista, nato a Santiago del Cile ma spagnolo di
adozione, inscena con estrema naturalezza e grande sensibilita' la
rischiosa e problematica vicenda, creando personaggi, anche minori, di
vibrante intensita', impostando contrasti forti e appassionanti e
cercando di motivare il piu' possibile gli sviluppi narrativi. Oltre
alla regia, pudica ma incisiva, gran parte della carica emotiva deriva
dalla strepitosa interpretazione di Javier Bardem (giustamente
premiato a Venezia con la Coppa Volpi), attore dalla fisicita'
travolgente qui azzerata da un'immobilita' miracolosamente
comunicativa. Ma tutto il cast, supportato dallo spessore di
personaggi gia' ben calibrati in fase di scrittura, regala emozioni
profonde. Suscitera' pareri discordanti, verra' accusato di essere
ricattatorio e di spettacolarizzare un evento intimo come la morte,
aprira' lunghe e inconcludenti discussioni (almeno fino a quando una
normativa adeguata non cambiera' qualcosa), ma al di la' di giudizi
affrettati, restera' un'opera acuta e vitale, in cui la misura della
forma si sposa con intelligenza alla capacita' di prendere una
posizione.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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