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Nathalie... |
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Regia: Anne Fontaine.
Gli interpreti: Fanny Ardant, Emmanuelle Béart, Gérard Depardieu.
Titolo originale: Nathalie....
Durata: 105.
Anno: 2003.
Paese: Francia, Spagna.
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Recensito da: Luca Baroncini
Il soggetto non e' molto originale, ma le premesse intrigano. C'e' un
insolito triangolo in cui il terzo incomodo e' una prostituta pagata
dalla moglie per sedurre il marito e confessare ogni piu' intimo
dettaglio del tradimento consumato. Basterebbe un cortometraggio per
raccontare gli sviluppi previsti dal copione, incentrati su una
passione tutta di testa e mai carnale, invece Anne Fontaine
(co-autrice della sceneggiatura e regista della pellicola) si dilunga
negli incontri e nei confronti, nelle incomprensioni e nei
chiarimenti, nei dubbi e nelle congetture, aggiungendo ogni volta poca
polpa narrativa, non abbastanza comunque per evitare la ripetitivita'
e rendere meno ovvio il presunto colpo di scena finale. Non tutto,
pero', e' fuori fuoco: alcuni dialoghi, pur nella loro letterarieta',
provano a raccontare, e ogni tanto ci riescono, i pericolosi fantasmi
dell'incomunicabilita', e Fanny Ardant e' interprete preziosa per dare
spessore ai silenzi e nerbo ai dialoghi. Meno convincente Emmanuelle
Beart, di una bellezza folgorante ma ostentata, che non diventa mai
vera sensualita'. Per tacere della svogliatezza di Gerard Depardieu,
vittima pero' di un personaggio poco caratterizzato e di un doppiaggio
quanto mai inopportuno. Particolarmente mortifera la fotografia, che
gioca sull'assenza di contrasti e avvolge la vicenda in una fastidiosa
patina opaca, routinario il contributo sonoro di Michael Nyman alle
atmosfere e poco incisivo il taglio contratto della regia. La
Fontaine, infatti, anestetizza le possibili implicazioni attraverso
una messa in scena piatta e monotonamente uniforme, che raggela i
gesti quotidiani della vita di coppia come i siparietti
sdrammatizzanti con la madre. Per non parlare delle pulsioni erotiche,
protagoniste indiscusse ma sempre forzatamente sottotono, sia quando
il sesso viene raccontato (le glaciali confidenze della prostituta, un
bignamino del kamasutra piu' meccanico che fantasioso e senza il
sudore della verita'), sia nei goffi tentativi espliciti (le pose
plastiche della Beart desnuda in costumino sadomaso, l'improbabile
abbordo della Ardant). Il punto di vista che ne deriva, tutto al
femminile, e' quindi raffinato, a tratti coinvolgente, ma promette
piu' di cio' che riesce a mantenere.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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