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The village |
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Regia: M. Night Shyamalan.
Gli interpreti: Joaquin Phoenix, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver, Adrien Brody, Judy Greer, Michael Pitt, Cherry Jones, Jayne Atkinson, Celia Weston, Brendan Gleeson.
Titolo originale: The Village.
Anno: 2004.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
La forza di M. Night Shyamalan sta nell'abbinare soggetti originali e
sfiziosi a uno stile avvolgente, fatto di ritmi dilatati e movimenti
di macchina morbidi e suadenti. Si percepisce un'idea di cinema molto
personale, in cui nulla avviene per caso, ma al sesto lungometraggio
l'elogio dell'attesa, a cui il regista indiano ci ha ormai abituati,
mostra segni di stanchezza, perlomeno nello spettatore. Il problema di
"The Village", gia' evidente anche nel precedente "Signs", e' che
l'effetto domina sulla sostanza. Poco male se il retrogusto mantenesse
intatto il senso di meraviglia (come ne "Il sesto senso" e, almeno
parzialmente, in "Unbreakable"), invece lo stupore ha una data di
scadenza molto ravvicinata e si rivela incapace di garantire la
necessaria sospensione di incredulita'. Gia' raccontare le premesse
della vicenda diventa come sparare sulla Croce Rossa, perche' la
narrazione inciampa quasi subito nelle incongruenze. C'e' un villaggio
circondato dai boschi in cui gli ingenui abitanti, che non fanno nulla
durante il giorno se non estenuanti riunioni consiliari, vivono nel
terrore delle creature "innominabili" che popolano la foresta (dei
claudicanti Grinch con la voce cavernosa). Nel momento in cui la
violenza rovina l'armonia della vita comunitaria (non era mai successo
in tanti anni, ma sono uomini o automi privi di pulsioni? E "Il
signore delle mosche" non ha insegnato nulla?), la necessita' di
medicinali fa nascere l'esigenza di uscire dal confino. Chi sara' il
prescelto per la rischiosa e pioneristica impresa? Una ragazza cieca
(che, pero', in piu' di un'occasione ci vede meglio di un dieci
decimi)! Procedere ulteriormente raccontando stonature e
inverosimiglianze significherebbe rovinare la sorpresa (comunque
intrigante) degli sviluppi, ma sono troppi i momenti in cui la
palpebra ha percettibili cedimenti e il nonsense prende il
sopravvento. Si dira' che il tema della paura inconscia dell'ignoto e'
forte e realizzato con fantasia, che il mistero genera pericolose
ossessioni, che con il terrore si possono governare intere nazioni, e
che il film lo dimostra con intensita', ma perche' piegare a una causa
giustissima un racconto cinematografico, con regole ben precise e
codificate? Il risultato e' comunque accattivante, ha il pregio di non
fossilizzarsi in un genere e di indurre alla riflessione, ma la
sceneggiatura non regge e le deduzioni a cui giunge peccano di
superficialita'. La tesi da esporre finisce cosi' per produrre
l'effetto di una maglietta indossata di due taglie piu' piccola:
stringe il film fino a soffocarlo. Sottotono la recitazione degli
attori, tra cui si distingue la volonta' di Bryce Dallas Howard e la
schiena (perche' soprattutto quella ci viene mostrata) di William
Hurt. Totalmente ingannevole il trailer, che promette piu' brividi di
quelli elargiti (bello, comunque, l'inseguimento nel bosco). Il
passaparola non giovera' al botteghino.
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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