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TROY |
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Regia: Wolfgang Petersen.
Gli interpreti: Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Kruger, Sean Bean, Brian Cox, Peter O'Toole, Brendan Gleeson, Saffron Burrows.
Titolo originale: Troy.
Durata: 163.
Anno: 2004.
Paese: USA.
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Recensito da: Luca Baroncini
L'avanzata del genere "peplum", tornato a vita nuova con "Il
Gladiatore", procede inarrestabile. Se, pero', il film di Ridley Scott
metteva in scena un drammone totalmente inventato con solo qualche
attinenza a cio' che la storia ci ha tramandato, l'operazione compiuta
dal tedesco Wolfgang Petersen e' molto piu' rischiosa, perche' si
appropria di un testo letterario, l'"Iliade" di Omero, che la Storia
la racconta. Questa origine, da un lato mette in risalto la
grossolanita' di certe scelte di revisione operate dal giovane David
Benioff, gia' sceneggiatore di "La 25ma ora", dall'altro ha il pregio
di collegarsi ad un immaginario solo appena un po' insabbiato
nell'archivio dei ricordi ma facilmente riconoscibile. In fondo,
soprattutto in Europa, molti si sono ritrovati tra le mani il poema
omerico nel corso della propria formazione scolastica, e riscoprirne i
personaggi sullo schermo ha il sapore di una rimpatriata (ed e'
ovviamente a questo che devono avere pensato i produttori). E' quindi
senza troppe pretese di coerenza storica, e con la voglia soprattutto
di staccare la spina dal quotidiano, che e' consigliabile avvicinarsi
al kolossal di Petersen per gustarne appieno le sottese motivazioni di
intrattenimento. E come giocattolone, il che non e' per forza
un'offesa, il film funziona a meraviglia: grandi battaglie, conflitti
insanabili, amori tormentati, celebrati, naturalmente, da un cast
altisonante. La sceneggiatura, oltre a semplificare, aggiungere e
togliere a suo piacimento, riesce a creare almeno due personaggi in
cui credere: Achille, l'eroe greco per eccellenza, ed Ettore, il
figlio di Priamo re di Troia. Il primo trova in Brad Pitt una calzante
aderenza fisica, ma il personaggio si suppone ben piu' espressivo del
divo americano, a suo agio nei combattimenti ma bamboleggiante e
incolore sprovvisto di spada. Ettore trova invece in Eric Bana, gia'
Hulk per Ang Lee, un degno interprete, comunicativo e versatile. Tra
gli altri, nota di demerito per Orlando Bloom, che senza le orecchie a
punta del tolkeniano Legolas sembra spaesato e non emana alcun
carisma, e promozione per la bionda Diane Kruger, che deve essere
soprattutto bella ma prova anche, con moderazione, a fare altro. Tra i
punti di forza del film, il respiro epico dei corpo a corpo in cui si
confrontano piu' volte i protagonisti; gli scontri si seguono con
trepidazione, liberi finalmente dagli invadenti effetti digitali che
cedono il passo all'abilita' registica di Petersen, forse non un
"Autore" ma sicuramente un ottimo professionista (e anche questo non
e' per forza un male). Le panoramiche delle battaglie e le imponenti
scene di massa, invece, tradiscono in piu' di un'occasione la loro
origine di sintesi e finiscono per risultare piu' spettacolari che
realmente avvincenti. Tra i punti deboli, la conversione di Achille
all'amore (contentino davvero eccessivo al pubblico), la sua morte,
con una goffa e tutt'altro che mitica caduta di Pitt a terra (roba da
recita delle scuole Medie) e la colonna sonora di James Horner
(subentrato all'ultimo momento a Gabriel Yared) che pare ispirata
soprattutto a sonorita' e vocalizzi creati da Hans Zimmer per "Il
gladiatore". Ma l'insieme scorre in fluidita', lancia frecce semplici
e chiare ma non per forza banali e si lascia vedere tutto d'un fiato
sgranocchiando pop-corn (e non si capisce bene per quale motivo
sarebbe necessario vergognarsene).
GLI SPIETATI - www.spietati.it
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