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Banana Yoshimoto - Honeymoon
I canguri Feltrinelli - (2000) - £ 20.000 - pag. 103.
Letto da: Jamon
Munaka, 23 anni, è cresciuta in una casa circondata da un grande giardino, a pochi passi
dalla casa di Hiroshi che, dopo essere stato il compagno di giochi dell'infanzia e l'amico intimo dell'adolescenza
è diventato suo marito. Quando a diciotto anni, Manaka e Hiroschi si sono sposati, il matrimonio
non ha mutato il loro rapporto, basato sulla conoscenza e la fiducia reciproca piuttosto che su una passione travolgente.
La loro vita pare procedere senza scosse fino alla morte del nonno di Hiroshi, con cui il ragazzo ha sempre vissuto dopo essere stato
lasciato da entrambe i genitori che avevano deciso di entrare a far parte di una setta religiosa americana...
Avevo sentito parlare molto bene di questa autrice, e così ho provato a leggere questo suo
libro, ma la mia impressione generale è stata negativa. Non vi è una storia vera e propria,
con un obiettivo finale da raggiungere, tutto il libro sembra sconclusionato. E' quindi da leggere
come il resoconto di una storia d'amore, cominciata senza neanche accorgersene fra due ragazzini
che da sempre sono stati amici, e conclusasi con un matrimonio quasi scontato, ma che forse
nessuno sa se sia veramente dovuto all'amore. L'autrice affrotna alcuni temi profondi: la scomparsa
dei cari (siamo essi parenti o i propri animali), le sette religiose, che portano talvolta a violenze
inaudite, e naturalemente il tema dell'amore. Forse solo quest'ultimo vede un qualche approfondimento,
per quanto riguarda gli altri sono trattati, ma sempre in modo superficiale. Il punto di vista da cui
tutto viene raccontato (seppur il terza persona) è quello di Manaka. La scrittura è semplice.
Le frasi sono molto standard come composizione, e le emozioni che suscita (almeno a me) sono veramente poche.
Una delusione generale: voto 5
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