Simone de Beauvoir - Una donna spezzata
Giuglio Einaudi editore - (1969) - pag. 242.
Letto da: Lindale
Il titolo di questo piccolo libro è anche il titolo del primo dei tre racconti inclusi nel volume: "Una donna spezzata", appunto. Ed è anche il centro delle tre narrazioni: cosa succede nella mente di una donna quando tutto ciò per cui ha vissuto - si tratti del marito, della prole o dell'idea che gli altri hanno di lei - la abbandona, quando il centro della sua vita la lascia sola? Succede che qualche cosa nel suo io si incrina, si spezza ed è veramene difficile recuperare l'integrità, la sensazione di completezza.
Il primo racconto è quasi un romanzo breve: si tratta del diario in cui la protagonista annota il deterioramento del rapporto con il marito, che la tradisce, ed il conseguente deterioramento del proprio equilibrio mentale. Un viaggio che da un difficile controllo della realtà scorre verso la crisi nervosa, la depressione e la completa perdita di sé. Esiste una via di uscita dal tunnel?
Il secondo racconto si intitola "L'età della discrezione": quando Philipe, il figlio della protagonista, sceglie una strada contraria alle idee ed all'educazione che i genitori gli hanno inculcato con tanta fiducia, la madre si sente derubata di una parte di se stessa. Perdere il figlio per un'altra donna e per un'altra idea provoca la crisi nella voce narrante: tutto il passato sembra poter essere messo in discussione. I cambiamenti indotti dall'età ed il non riconoscersi più, improvvisamente, e non riconoscere più gli altri sono il tema di questo flusso di coscienza.
Il terzo racconto s'intitola "Monologo" ed è, infatti, un monologo interiore di una donna "spezzata", privata delle basi su cui, evidentemente, aveva costruito la sua esistenza.
In tutti i tre racconti emerge la problematica dell'auto-definizione della donna: vita ed identità realizzate in funzione e su decisione di altri, siano (nell'ordine) il marito, il figlio o l'idea della famiglia. Intere generazioni di donne cresciute nel periodo della seconda guerra mondiale hanno subito il processo di svuotamento del vero io, riempito invece delle idee degli altri. Quando questi "altri" vengono a mancare, la donna non si riconosce più nll'immagine allo specchio, perché la ritrova spezzata, monca, diversa da come era stata fino a pochi momenti prima.
Sebbene sia un testo molto angosciante, resta una pietra miliare della letteratura femminista del XX secolo.
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