"A trecento
metri di profondità, su un fondale del Pacifico meridionale, viene individuata
un'enorme macchina. Sul luogo è immediatamente convocata un'équipe di scienziati,
che è fatta discendere nelle profondità dell'oceano per studiare quella presenza
enigmatica: una nave spaziale di dimensioni inaudite, apparentemente intatta,
probabilmente vecchia di trecento anni; una sfida all'immaginazione scientifica, una
smentita di ogni logica aspettativa... Da dove è caduta? da una civiltà aliena? da un
altro universo? dal futuro, attraverso un buco nero? Pere fondo marino, prima deserto,
si popola improvvisamente di "animali impossibili", appartenenti a specie mai viste?
E che cosa - invia messaggi sullo schermo del computer… messaggi sempre più ostili?
E che cos'è quella sfera gigantesca, metallica, perfetta, forse inaccessibile,
contenuta nella nave spaziale? Una macchina pensante, un super-robot maligno
canalizzatore dei cattivi istinti dell'animale uomi…? Un'avventura fantastica ma
plausibilissima, una nuova dimensione narrata con l'ineluttabilità che è della scienza
e il ritmo travolgente che è solo di Crichton."
Un'avventura fantastica ma plausibilissima. Questa frase rende perfettamente l'idea
del libro: l'abilità di Crichton sta proprio nel raccontare avventure ed eventi
del tutto immaginari ma rendendoli credibili: le descrizioni non lasciano niente in
sospeso e tutto è spiegato in un modo "scientifico". Gli eventi si seguono con ritmo
incalzante, senza dilungarsi né saltare dei particolari. Il finale è semplicemente
perfetto, ed è forse proprio questo che trasforma la storia fantascientifica in
storia "reale". Il più bel libro che abbia letto.
voto: 10