Maurizio Garuti - Fantasmi di pianura
Diabasis - (1996) - euro 11,36 - pag. 127.
Letto da: Jamon
Stefano Livraghi, affermato dentista, ha un sogno: trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella vecchia casa di campagna, in quella casa dove è nato e cresciuto, e come lui sono nati e cresciuti i suoi fratelli, e le generazioni precedenti dei livraghi. Ma non vuole solo la casa, vuole tutta l'atmosfera di un tempo, tutte le emozioni, tutti i pensieri, tutti i ricordi.
Il dottor Livraghi riacquista la vecchia casa, la sistema così come 50 anni prima, con gli stessi mobili, le stesse coltivaioni, via il telefono, e tutte le altre comodità di un tempo. E per finire, come il tocco finaledi un grande chef....una cena di famiglia. Sarà una cena particolare. Vi parteciperanno prorpio tutti, vivi e morti. Rievocherà i fantasmi dei defunti per rivivere, ancora una volta, ciò che è stato.

Un libro che si chiede quanto sia possibile rivivere i ricordi, e soprattutto quanto sia giusto. Il tempo passa, le persone cambiano, ed assieme a loro cambiano i sentimenti, le emozioni. Ciò che è stato è irrimediabilmente perso, e l'unico modo per riviverlo è nei ricordi. Purtroppo "Fantasmi di Pianura" è un libro a metà. Con una forte carica visiva la prima parte, l'autore utilizza splendide metafore, si rivela un ottimo burattinaio, capace di seguire ogni personaggio nel suo riavvicinamento a casa, portando alla luce le loro emaozionil e le loro preoccupazioni. Poi, il giorno del ritrovo. E qui scompare l'autore della prima parte, perde tutti i fili e i burattini cadono privi di vita sul palcoscenico. Ci si aspettava un finale col botto, ma solo un personaggio ne esce perfettamente caratterizzato, gli altri rimangono lì, persi, aspettando qualcosa, così come il lettore, aspetta quel qualcosa in più che non arriverà.
Voto: 6