Joanne Harris - La spiaggia rubata
Garzanti - (2002) - pag. 429.
Letto da: Deda
Le Devin, piccola isola ha due anime: La Houssinière vicina alle coste francesi della Vandea, cittadina agiata grazie alla spiaggia di Les Immortalles, e alla logica imprenditoriale, e non proprio cristallina, di Claude Brismand, e Les Salants, divorata dall’oceano sul quale si affaccia e dai rancori generazionali di una piccola comunità di pescatori, che non sanno trovare, nelle tante disgrazie che li colpiscono (l’ultima, quasi beffarda, è la scomparsa in mare della statua della santa protettrice) un modo per superare il loro secolare fatalismo. Ma tutto ritorna dice un proverbio dell’isola. E da Parigi torna anche Madeleine (Mado), per prendersi cura del padre GrosJean, sofferente nel corpo e nell’animo. Da lei partirà l’iniziativa per riportare a Les Salants “la spiaggia rubata”, con l’aiuto dell’ingegnoso, ma ambiguo Flynn, un inglese che ha saputo farsi ben volere dai Salassiani, persino dallo schivo GrosJean. Oltre alla bi anca sabbia e agli introiti del turismo tornerà anche lo spirito di cooperazione della comunità, unita nella sfida contro La Houssinière.
Tutto felicemente risolto? Non proprio, ma lo scoprirete leggendo questo romanzo che racconta come “casa” abbia, per ognuno di noi, un significato personalissimo, e non sempre sia il luogo dove siamo cresciuti o dove siamo stati più felici, e come l’amore sia un dono da fare, senza obblighi di contraccambio, proprio come il perdono.
Voto: 8