"Per la polizia non ci sono dubbi:
è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, rimanendo
ucciso. Ma Smilla non è convinta; ha visto le impronte lasciate dal bambino e la neve le dice
che non si è trattato di un incidente..."
Non fate come me, non lasciatevi ingannare dal riassuntino fatto da Mondadori! Quasi 450 pagine
di descrizioni laboriose, pensieri sconclusionati dei protagonisti, suspence che va e che viene,
neve, neve e poi neve. Questa Smilla si improvvisa detective, come nei migliori filmacci americani.
Situazioni improbabili e talvolta paradossali, 440 pagine di elucubrazioni "realistiche" per concludersi
con 6 pagine pseudofantascientifiche. Il finale dovrebbe essere un colpo discena e invece sembra
buttato lì per mancanza di idee. Le descrizioni sono troppo dettagliate e la loro lunghezza, spesso
eccessiva, si rivela inutile. In breve donna quarantenne che, impaurita dall'avvicinarsi della menopausa, cerca un amore disperato, fra
un'indagine e un'altra. La storia è spesso spezzettata da flashback che entrano in scena silenzisamente: solo dopo
due pagine si capisce che sono tali, ma ormai hai già perso il filo. L'unica cosa divertente sono gli "insulti" della
protagonista groenlandese contro la società danese, dove lei vive.
voto: 4