Aldous Huxley - Il mondo nuovo (Brave New World)
Oscar Mondadori, collana Classici Moderni - ISBN 88-04-34248-X.
Letto da: FrG
Bene, signore e signori, ci siamo.
Ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi capolavori di narrativa fantascientifica che abbiano mai pullulato sugli scaffali delle librerie di questo infimo pianeta. E questo non per le capacità di narrazione dello scrittore ( in buona parte probabilmente perse grazie ad una traduzione che risale al Paleolitico Inferiore, tanto per essere generosi ), ma perché buona parte delle intuizioni sociologiche descritte nel libro si possono ritrovare nel nostro mondo. E questo lo si può notare grazie ai saggi contenuti in "Ritorno al mondo nuovo" presenti nello stesso volume di cui trattiamo.
L'azione comincia in medias res, proiettandoci direttamente nel mondo nuovo.
Immaginate un mondo in cui ogni vostro desiderio possa essere soddisfatto all'istante, in cui non abbiate preoccupazioni tranne quella di ricordare quelle due o tre nozioni (non certo di più) che vi servono per svolgere il vostro gratificante e assolutamente non faticoso lavoro; timbrato il cartellino poi potete scegliere se svagarvi all'aria aperta in compagnia degli amici o invitare una ragazza (o un ragazzo, parlando per le signore ovviamente) per passare il tempo in modo piacevole, oppure un'inifinità di altre cose tutte simpatiche.
Bello, vero?
D'altra parte è giusto che qualsiasi Stato persegua la felicità ed il benessere dei propri cittadini, non trovate?
Non sento nessuna voce contraria, quindi assumo ciò per vero.
Sarete ora d'accordo che nessuno voglia più disfarsi della felicità, una volta raggiunta, e che la felicità consista nel poter prevedere il proprio futuro e fare di conseguenza le scelte giuste per affrontare correttamente la vita: niente più tensioni, incomprensioni, incertezze. Tutto ciò lo possiamo raggruppare sotto il sostantivo "stabilità". Il governo planetario che troviamo in questo libro agisce quindi in linea di massima per favorire la stabilità; tutto il contrario di quello che accade nel film "Metropolis" di Fritz Lang (1926), insomma.
Scusate per la pedanteria e pesantezza del ragionamento, ma era necessario.
Lo Stato quindi, sotto l'auspicio del Grande Ford (si, proprio Henry Ford della Ford Motor Co.), mette i cittadini nelle condizioni di amare il proprio lavoro, di potersi divertire, di non soffrire per il clima, di essere istruito a sufficienza, ecc. ecc.
Come si fa ad avere uno Stato del genere senza andare in fallimento dopo appena qualche mese?
Semplice: condizionando i feti mentre crescono all'interno delle loro bottiglie, creati secondo criteri eugenetici (le uova più promettenti vengono scisse per ricavare fino a 70 gemelli identici: l'ideale per farli lavorare a 70 macchine uguali ), all'interno di un "Centro di Incubazione e Condizionamento". Dentro questa fabbrica infatti le bottiglie sono poste su di un nasro trasportatore che si muove per trenta centimetri all'ora, ed alla fine del percorso di duemilacentotrentasei metri (nove mesi) il vino, pardon il feto viene travasato e portato alla vita. Il condizionamento poi avviene in due parti, una pre-natale che "predestina" le carateristiche fisiche e l'intelligenza rispeto al lavoro che dovrete svolgere per la comunità, ed una post-natale che comprende l'educazione ("come sono contento di fare il mio lavoro, che è indispensabile ed utile alla comunità che mi sarà eternamente grata" ripetuto subliminalmente centinaia di volte alla fine vi convince) e la reattività comportamentale agli stimoli, come il consumare per favorire l'industria (non vi sembra di averlo sentito spesso ultimamente questo concetto :-) ?? ). Alla fine della vita poi, lo stato si riappropria del vostro corpo per cremarlo e trarne la maggior quantità di fosforo possibile per impiegarlo come concime per l'agricoltura.
Avrete già capito che la persona perde qualcosa, in tutto questo bailamme.
Perde l'indiviualità, la riconoscibilità della persona come singolo, a favore della massificazione dovuta al procedimento industriale. Perde la voglia , il coraggio (Bravery), la fermezza di lottare contro le avversità che caratterizza chi non si è trovato la "pappa pronta".
Il romanzo prosegue poi per la sua strada, e chi vorrà continuare a leggere troverà un racconto godibile e significativo.
Io però voglio attirare la vostra attenzione su due saggi che compaiono ne "Ritorno al mondo nuovo", che approfondiscono il tema della propaganda; uno sotto il regime nazista e l'altro in una moderna democrazia come gli Stati Uniti. Da una lettura comparata di entrambi, emerge che esistono due tipi di propaganda: una che fa leva sugli istinti più elementari, l'altra che agisce in nome della verità e della logica.
Adolf Hitler infatti dice: " La propaganda efficace deve limitarsi a poche semplici necessità, e quindi esprimerle in poche formule stereotipate" Queste formule stereotipate vanno ripetute continuamente, perché: "solo la ripetizione costante riuscirà alla fine ad imprimere un concetto nella memoria della folla". Questo tipo di propaganda richiede quindi un atteggiamento privo di sfumature, senza ammissione d'errore, con avversari da demolire, da liquidare: il solo discutere con loro equivale ad un segno di debolezza.
Dicevo invece che esiste una seconda propaganda che agisce secondo logica e verità, che dovrebbe essere quella prodotta dalla libertà di stampa nei paesi industrializzati e democratici, favorita dall'elevato numero di voci, ognuna con la sua visione del mondo.
Tuttavia, col tempo si è venuto a creare un terzo tipo di propaganda, a metà del guado tra i due prima accennati. Ormai non esistono più giornali "di provincia", di piccole dimensioni, quindi le voci sono limitate alle poche testate nazionali che sopravvivono agli alti costi di gestione. La televisione poi ha ristretto ancora di più i tempi in cui le notizie vengono fruite, spingendo quindi ad una sempre maggiore generalizazione dei concetti per farli "passare" e bucare il video. Tutto ciò porta ad una propaganda, non più informazione, formalmente indipendente ma talmente condizionata da altri fattori che la verità dei fatti viene semplificata fino ad essere travisata.
Come dice Huxley, l'unica speranza è quella di guardarsi intorno spesso e con il cervello sempre acceso.
Sperando di non avervi fatto andare in paranoia, a presto!


P.S:
letture ed ascolti consigliati:
-Sul condizionamento dell'individuo:
"La psicologia dal punto di vista di un comportamentista" di John B. Watson
-Sulla fermezza ed il coraggio di lottare contro le avversità:
Libro di Giobbe; Ecclesiaste, capitolo 3
"Se questo è un uomo" di P. Levi
"The Rising" di Bruce "Boss" Sprigsteen
"Benèssum" di Andrea Mingardi da "Ciao Ràgaz: Live in dialetto"