Richard Matheson - I Vampiri (I am a legend)
raccolta di romanzi e racconti intitolaTA "Matheson" della collana "I massimi della Fantascienza", Arnoldo Mondadori Editore, 1991, 26.000 £ - 13.43 EURO, 510 pag.
Letto da: FrG

Terra, anno 1976.
Tutti i romanzi di fantascienza che si rispettino cominciano così. Il piccolo enigma creato dall'apparente incongruità della data è facilmente risolvibile: il romanzo è stato scritto nel 1954. Sono questi anni gloriosi per la SF. Sono appena usciti la trilogia (poi tetralogia) sulla "Fondazione" e "Io, robot" di Isaac Asimov, vere e proprie pietre miliari nello sviluppo dell'immaginario del futuribile. Questa visione di una umanità che conquista lo spazio, ci si perde e poi si ritrova non è condivisa da Matheson. Specialmente in questo libro ci appare una Terra alle prese con gli ultimi sospiri del genere umano, ridotta ad una specie di deserto sociale. Il protagonista, Robert Neville, è infatti completamente solo. Un terribile virus ha scatenato una grande epidemia che ha eliminato qualsiasi essere umano presente sulla faccia del pianeta. E allora, tutto qua? Da solo potrebbe godersi tutto senza dover pagare ed altri vantaggi di questo genere, senza contare che ci si libererebbe anche di persone che non ricevono propriamente la nostra stima. No, non è così facile ( su questo tema ha scritto anche Frederic Brown, col racconto " Chi è ? " ).
Il virus infatti ha trasformato gli abitanti che sono sopravvissuti in terribili vampiri assetati di sangue. Il nostro eroe però è un vero duro, per certi versi rassomiglia al vecchio "Ash, del reparto ferramenta" de "L'armata delle Tenebre". Ha trovato il modo di sopravvivere alla situazione: ha fortificato la sua casa, si è reso autosufficiente e combatte duramente per conservare la sua vita e la sanità della sua mente. Tuttavia è talmente preso dalla propria lotta per la sopravvivenza che non si accorge di essere diventato una leggenda lui stesso, poiché la normalità sul nostro pianeta è ormai rappresentata da altri...
Non vi sto certo a raccontare come finisce, altrimenti cosa lo leggereste a fare?? Per fare le pulci a questo scritto dovrei aggiungere che il tema centrale è proprio la solitudine, nelle sue mille facce e con le conseguenze sull'uomo, animale sociale per eccellenza. Sono struggenti le scene in cui il cane, ormai selvatico, si riavvicina impaurito all'uomo che fa di tutto per riacquistarne la fiducia. Assai coinvolgente poi è la parte in cui il protagonista si dedica a ricerche per stabilire l'origine del virus, con l'assidua metodicità con cui viene compiuta e per i risultati a cui porta.
Bene, per concludere si può dire che sarebbe una perfetta sceneggiatura per un film o per un fumetto, ma per quanto ne so nessuno ha ancora colto l'occasione per realizzare un buon prodotto. Vi saluto e Vi ringrazio per avermi concesso qualche minuto del Vostro tempo. P.S.: se vi capita leggete anche "Una chiamata per Miss Keene", è un raccontino dello stesso autore che occupa una decina di pagine. Non però prima di addormentarvi, altrimenti richiereste di passare la notte in bianco. Se poi dovesse squillare il telefono...