Frank McCourt- Le ceneri di Angela
Adelphi - (1996) - euro 16.53 - pag. 377.
Letto da: Lindale

Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Questo è l’incipit di un libro bellissimo e particolare. L’autore, nato a New York nel 1930, ci racconta la sua infanzia ripercorrendola tutta, dalla storia dei propri genitori fino all’età di 20 anni. Riporta gli avvenimenti facendoceli vedere attraverso gli occhi del bambino che era, senza che l’autore adulto distorca (ma sono ricordi…) con il ‘senno di poi’ i pensieri, i commenti, lo stupore e le paure del bambino di allora.
Francis (Frank per gli americani!) è il primo dei sette figli di una coppia di emigrati irlandesi. Il padre Malachy, irlandese del nord, non è in grado di mantenere alcun lavoro perché beve troppo; la madre (Angela, appunto) si dedica alla casa ed ai figli, cercando di accudirli meglio che può, considerando che per la maggior parte del tempo non hanno nulla da mangiare, un solo vestito per ognuno, nulla per accendere il caminetto o una candela e nulla per coprirsi la notte.
Quando la sorellina Margaret muore, la madre precipita in una forte depressione e la famiglia decide di tornare in Irlanda, dove però i parenti non sono di grande aiuto e la situazione peggiora sempre più. Muoiono anche i due gemellini, Oliver e Eugene, mentre nascono altri due maschietti, Michael e Alphonsus.
Tra dolori, umiliazioni e sprazzi di gioia, Francis rincorre un grande sogno: tornare in America, fare tanti soldi e far emigrare anche il resto della famiglia per poter vivere una vita normale. Finalmente.
E’ sconcertante per noi, che ormai l’abbiamo perduta, constatare l’innocenza del bambino di quattro anni di fronte agli eventi della vita ma, al contempo, la sua grande confidenza con l’arte del sopravvivere e con la vita dei più poveri tra i poveri.
Un ritratto di New York negli anni trenta e di Limerick (Irlanda) lungo gli anni della seconda guerra mondiale impietoso, ma che non nasconde un certo affetto per la povera patria martoriata dalla storia e dalla povertà.