Steven Pressfield - Le porte di fuoco
Rizzoli - (1999) - £ 34.000 - pag. 446.
Letto da: Gabbiano

Il fatto storico raccontato in questo libro è la battaglia delle Termopili combattuta nel 480 a.C. dagli eserciti ellenici contro i persiani di Serse: perduta ogni possibilità di resistere al nemico, i 300 soldati dell'esercito spartano, comandati dal loro Re Leonida, riuscirono a respingere da soli gli attacchi per alcuni giorni, sacrificando eroicamente le proprie vite, dando così tempo all'esercito ellenico di meglio organizzarsi per respingere il nemico, cosa che avvenne qualche tempo dopo.
Il libro racconta questa vicenda dagli occhi di un arciere del seguito di Leonida, sopravvissuto al massacro delle Porte di Fuoco, le Termopili.
Racconta inoltre la vita e i costumi della città di Sparta, il ruolo delle donne e la paura del disonore, e in particolare l'addestramento militare di coloro che erano destinati a diventare i migliori combattenti tra i soldati ellenici.
Questo libro è semplicemente meraviglioso, molto curato nei dettagli sia della vita civile sia di quella militare, e appassionante come pochi altri quando descrive gli addestramenti e le battaglie; è un titolo immancabile per chi si interessa di strategia militare, ma è altrettanto adatto a chi vuole guardare la Grecia più da vicino di come ci hanno insegnato a guardarla a scuola.
Per gli inguaribili romantici, beh, ovviamente c'è anche la storia d'amore, che ha il pregio di non essere banale come si poteva temere all'inizio; in complesso è un libro stupendo, leggetelo e non ve ne pentirete.

Oggi alle Termopili ci sono due monumenti. Su quello moderno, chiamato il monumento a Leonida, in onore del re spartano morto in battaglia, è riportata la risposta del re alla richiesta di Serse di consegnare le armi. La risposta fu di tre parole: "Venite a prendervele".
Il secondo monumento, quello antico, è una semplice pietra senza ornamenti con incise le parole del poeta Simonide. Sono versi che costituiscono molto probabilmente l'epitaffio più famoso che sia mai stato scritto per un soldato:

Va' e riferisci agli spartani,
o straniero che passi,
che obbedienti al loro comando
noi qui giaciamo.

voto: 8.5