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Recensito da: Jamon
Dopo il "calo di prestazione" visto in TimeLine (i viaggi nel tempo sono un brutto affare anche per i migliori) Michael Crichton torna ai vertici con questo suo nuovo libro: Preda.
Una storia basata sul progresso rapido ed imprevedibile che può avere la scienza dei nostri giorni, e degli eventi che potrebbero scatenarsi se questo progresso ci sfuggisse di mano: in un laboratorio sperduto nel mezzo del Nevada un gruppo di programmatori ha dato vita ad una nuova tecnologia, uno sciame di nanoparticelle in grado di sondare il corpo umano per fini medico-scientifici. Ma qualcosa non va per il verso giusto, e questo sciame di particelle diventa indipendete dai suoi creatori, scappa, si riproduce e soprattutto evolve, nella resistenza e nell'intelligenza, diventando quindi un pericolo per l'umanità.
Un ottimo thriller, quelli che quando inizi a leggere difficilmente riesci a staccarti. Dove ogni frase scritto si ricollega mano a mano, e ci si accorge che nulla è successo per caso.
Usa uno stile diverso dal solito quest'ultimo Crichton, non abbiamo l'inizio rapenetino di Sfera, bensì tutto comincia tranquillamente, con un ritmo molto "casalingo", poi, pagina dopo pagina, gli eventi accellerano, prendono forma e cominciano a rincorrersi con un ritmo da centometrista, addentrando il lettore nella storia come se vi fosse partecipe. Forse anche la scrittura in prima persona aiuta ad ottenere questo splendido risultato.
Ancora un grande Michael Crichton
Giudizio: da non perdere
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