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Recensito da: Jamon
Una ragazza spensierata, sposata ma sempre in cerca di relazioni extraconiugali, una bambina che porta dentro di se un fratellino che parla coi morti, un focomelico dotato di poteri telecinetici ed un astronauta che da anni vive nel suo satellite e si improvvisa DJ.
Questi gli elementi che danno vita al romanzo distopico di Philip Dick, ma tutto ruota eda ha origine da una guerra atomica, una di quelle guerre che tutti temono, e che quando arriva lascia dietro di se poco e niente.
Dick, uno dei maggiori scrittori di fantascienza, ci mostra uno dei possibili mondi post-atomici, uno dei tanti. In molti ci hanno provato, hanno immaginato, e molti altri hanno fantasticato. Ma Dick riesce a dare quel tocco in più, quel qualcosa che ti fa sembrare tutto più vero. Sarà la cura quasi maniacale del dettaglio? Quello che è certo è che Cronache del Dopobomba ci mette di fronte ad una situazione possibile.
Ci troviamo così in una piccola comunità californiana, che con quel poco che ha cerca di tornare ad una vita normale. Dobbiamo però pensare all'anno in cui il romanzo è stato scritto: 1965. Così possiamo renderci conto di quanto fosse premonitore. La terza guerra mondiale, la guerra atomica, non c'è stata. Qui Dick ha sbagliato previsione. Ma se scaviamo nel racconto possiamo notare aspetti decisamente inquietanti: il produttore di sigarette e brandy è molto rispettato, e soprattuto è molto gradita la sua produzione. Ed ecco che arriva l'"imprenditore", e subito pensano a "pubblicizzare" il prodotto. Non mi soffermo sull'analisi di questi aspetti, ma riporto solo l'inquietudine che lascia questo romanzo.
Giudizio: da leggere
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