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Recensito da: Trinity
Pubblicato nel 1984 e divenuto in breve un vero e
proprio romanzo culto, Neuromante è l'opera che più di ogni altra ha
contribuito a diffondere tra il pubblico internazionale il genere
cyberpunk". Ma che cos'è questo genere?
Secondo una definizione della scrittrice americana Tama Leaver: "Cyber,
per l'ambientazione - un mondo post apocalittico, ecocida, tecnofeticista
e postumano; punk, poiché i personaggi principali sono degli anti-eroi che
lottano contro multinazionali estremamente potenti o contro organizzazioni
militari". Gente che vive ai margini della società, mezzi criminali ma
artisti del computer che tutto possono con una tastiera in mano.
Gibson è l'inventore di questa branca della fantascienza che incentra l'
attenzione sul mondo dell'informatica, della realtà virtuale e delle
Intelligenze Artificiali. Dall'84 a oggi molte sono state le evoluzioni di
questo genere e il cyberpunk ha trasceso i limiti della semplice
letteratura per sfociare in altri campi quali il cinema. Ottimi esempi
sono Blade Runner (al quale Neuromante viene spesso associato per le
ambientazioni), Johnny Mnemonic (pellicola tratta dall'omonimo romanzo
sempre di Gibson) e naturalmente Matrix (film cyberpunk per eccellenza):
in quest'ultimo film i riferimenti sono tutt'altro che casuali. I registri
hanno esplicitamente tratto spunto da questo libro-manifesto per il
concetto di "matrice" e per quello di cyberspazio, per il personaggio di
Molly sul quale è stato modellato senza ombra di dubbio quello di Trinity,
per la colonia libera e alternativa di Zion e per molto altro.
Case è un cowboy del cyberspazio costretto a non entrare più nel mondo
virtuale a causa di uno sgarro fatto a una potente multinazionale. Un
drogato che vive ai margini di una megalopoli giapponese in costante
contatto con il mondo della malavita. Quando gli viene data la possibilità
di riconnettersi alla matrice non si lascia scappare l'occasione e accetta
un lavoro misterioso, di cui non conosce i mandanti né tantomeno le
finalità, ma che scoprirà molto presto.
Di merito questo romanzo ne ha molti, ma un occhio particolare deve essere
posto sui personaggi ben caratterizzati, con una personalità complessa e
ben delineata che li rende molto interessanti e anche ambigui. Sono degli
anti-eroi per eccellenza le cui idee sono a volte condivisibili, a volte
no. Ma forse il fatto che colpisce di più è il bilanciamento perfetto tra
i due protagonisti: Case e Molly si ritrovano ad essere descritti e creati
in un sistema di assoluta parità. Non importa se sono l'uno uomo e l'altra
donna: entrambi sono forti, determinati, decisi in ugual misura. E in
ugual misura sono disperati e fuori dagli schemi. Non c'è complementarietà
tra i due ma indipendenza: se la sanno cavare da soli, nessuno dei due è
più forte dell'altro ma semplicemente si ritrovano a fare un tratto
insieme nel viaggio delle loro esistenze. Se mai si è raggiunta la parità
tra uomo e donna si è avuta in questo romanzo dove i due hanno lo stesso
peso nello svolgersi degli eventi pur restando ben delineati nella loro
specificità di maschio e femmina.
In chiusura si può affermare che Negromante sia un bel giallo, quasi una
spy story, ben costruita e i cui colpi di scena sono sempre dietro
l'angolo. Un libro di non facile comprensione, che richiede più di una
lettura per coglierne tutte le implicazioni e le sfaccettature. Lati
diversi di uno stesso libro nel quale si può trovare la denuncia sociale e
il puro divertimento, la tematica teologico-religiosa e la realtà
virtuale, il tutto espresso senza giudizi né falsi moralismi. Un mondo che
mette in scena un futuro inquietante ma verosimile e forse nemmeno troppo
distante.
Giudizio: da non perdere
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