I miei giorni a Baghdad - di Lilli Gruber

Editore: Rai Eri Rizzoli
Anno di edizione: 2003.
Numero di pagine: 321.
Prezzo di copertina (nell'anno di uscita): 16.00 euro.
 
 
 
  Recensito da: Lindale
Lilli Gruber, da più di dieci anni giornalista per il Tg1 della RAI, ci racconta in questo bel libro i fatti e le atmosfere della capitale irachena nei primi mesi del 2003. Mentre a gennaio il mondo era diviso tra l'interventismo preventivo americano e le dimostrazioni in tutto il modo a favore del mantenimento della pace nell'area mediorientale, Lilli Gruber si è recata, assieme a molti altri giornalisti di tutto il mondo, a Baghdad e qui è rimasta, fino alla fine della guerra preventiva, per raccontare a noi italiani gli avvenimenti in diretta.

In questi tre mesi la giornalista di Ora (TN) ha incontrato personaggi che hanno vissuto molto vicino a Saddam Hussein ed ai suoi figli; ha parlato con persone comuni che hanno sofferto per anni sotto la dittatura; ha osservato i mutamenti della vita della città nell'attesa del conflitto, nella paura, nella stanchezza, nella gioia e nell'umiliazione della conquista americana. L'autrice conosce molto bene la realtà irachena per le sue visite frequenti di lavoro, e credo vi sia legata affettivamente poichè è qui che ha incontrato il giornalista francese Jacques Charmelot, dell'Agence France-Press, divenuto poi suo marito nel 2000. Lilli Gruber ci racconta le ispezioni, le ragioni di Washington, i primi attacchi, l'attacco all'Hotel Palestine, la caduta della città, la fine della guerra (ma ci mette un punto interrogativo), la visita ai palazzi presidenziali proibiti di Saddam Hussein e dei figli. Infine, inserisce la testimonianza scritta di Luay, suo interprete, con un passato interessantissimo e significativo. Gli ultimi capitoli sono anche commoventi, perchè Lilli Gruber riesce a trasmettere il senso di umiliazione del popolo iracheno, un popolo ostinato, orgoglioso, la culla della cultura tra i grandi fiumi storici, il Tigri e l'Eufrate, conquistato dall'esercito americano.

Questo libro ci racconta moltissimo di quello che non abbiamo visto e che non hanno voluto dirci durante quei mesi bellicosi: Lilli Gruber mette in fila i fatti e gli eventi che hanno preceduto lo scoppio della guerra e quelli che la hanno seguita, lasciando per lo più al lettore la libertà di trarre le propie conclusioni. Naturalmente, emerge al termine anche il pensiero della giornalista ed è chiaro che le sue conclusioni nascono dall'analisi dei fatti e ne sono la logica conseguenza.

"I miei giorni a Baghdad" è un libro scritto molto bene, ricco di informazioni e di emozioni: si legge tutto d'un fiato. E' una testimonianza preziosissima!
Da leggere