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Recensito da: Deda
Nel 1243 Il frate Matthew de “Il mercante di
lana”, sempre confuso e tormentato, giunge a Milano, ospite del
convento di San Simpliciano, il cui abate gli affida un delicato compito
investigativo. Dovrà far luce sul lontano omicidio della giovane e nobile
Caterina Gisalbertini il cui corpo, affiorando dalle acque del canale
della Vettabbia nel 1226, rivelò un parto recente e una morte avvenuta per
strangolamento.
Lanfranco Calgario, uomo violento e ignorante, amante della giovane, fu
allora sospettato di essere quanto meno il mandante dell’assassinio.
La necessità di evitare la sua attuale nomina a capitano di giustizia
obbliga a trovare, dopo diciassette anni, prova certa della sua
colpevolezza e svelare la fine del neonato Gisalbertini.
Matthew, percorre piazze e strade, allora come oggi, affollate di poveri
diavoli, gentiluomini, armigeri, ladri e prostitute, mentre si fa sempre
più tesa la situazione politica che vede schierati da un parte la lega
milanese e il papato, dall’altro l’imperatore Federico e le
sue mire espansionistiche.
Il romanzo, che promette più di quanto mantiene, intreccia la storia del
frate con quella di variegati personaggi, in qualche modo legati alla vita
di Caterina, oppure che si imbattono casualmente sulla strada di Matthew.
Voto: scarso
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