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Una breve introduzione Ci sono libri che possono segnare una vita. Ci sono autori che ci accompagnano nel corso della nostra esistenza, ci prendono per mano e ci portano con loro. I loro scritti sono la nostra voce: le loro parole, tutto ciò che non riusciamo a esprimere. Nella mia adolescenza c'è stato un solo nome: Oscar Wilde. La mia copia de "Il ritratto di Dorian Grey" cade ormai a pezzi da tante volte che è stata aperta, letta, divorata: ma a me piace così, vissuta fino in fondo. Oggi non ho più 15 anni e, anche se Wilde resta sempre "un dio", non c'è più quella complicità, quella unicità di vedute e di sentimenti tra me e i suoi libri, che lo rendevano il mio autore preferito. Il suo posto è stato preso da qualcun altro. Il mio incontro con Anais Nin è stato attraverso il suo titolo più venduto: Il delta di Venere. Quello che mi colpì fu il suo stile. Trascendeva l'argomento. Avrebbe potuto scrivere su qualsiasi altra cosa, ma l'avrebbe fatto in modo ineguagliabile. Forse era il caso di approfondire... QUESTA SEZIONE E' STATA REALIZZATA DA TRINITY |
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