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La Cameriera di Enrico Roncarati
Il locale non era male, anzi. Anche in città avrebbe fatto la sua figura, i tavoli in ferro battuto con i piani i marmo e le sedie dagli schienali finemente lavorati, davano all'ambiente un'aria accogliente e raffinata. Ma ciò che attirò di più l'attenzioni di William fu il fuoco che ardeva nel grande camino in fondo alla sala. Il repentino abbassarsi della temperatura e la pioggia insistente lo avevano colto alla sprovvista. L'abito spezzato di lino, che piaceva tanto a Giulia, non era adatto per quel clima. Non potendo tenere il motore acceso per scaldarsi fino all'arrivo di lei, aveva deciso di entrare in quel bar. A malincuore si accomodò ad un tavolo vicino alla grande vetrata che dava sulla valle, sentiva bisogno del calore di quel camino ma da quel punto avrebbe notato subito l'arrivo di Giulia.
La cameriera era incredibilmente grassa, William osservò in silenzio il possente avambraccio nudo che lo sfiorava nel posare sul tavolo la tazza di thè. Rispose con un impercettibile cenno del capo al sorriso della donna e quando questa si voltò, mostrandogli il vasto didietro, fu colto dalla tentazione di assestarle due vigorose manate sulle natiche.
Non era brama sessuale la sua, ma solo un casto, infantile desiderio di manipolare.
William si sentiva attratto da quella donna, non riusciva a spiegarsene razionalmente il motivo nè a toglierle gli occhi di dosso.
Mentre sorseggiava distrattamente il thè, l'orologio a cucù sopra il camino cinguettò per quattro volte. Giulia come al solito era in ritardo, ma stavolta la cosa non lo irritava. Il piacere di vedere quel corpo giunonico che trasportava piatti e bicchieri attraverso il locale gli rendeva gradevole l'attesa.
Con il volto seminascosto dalla tazza, la osservava mentre prendeva dal banco un vassoio. Il seno enorme sfiorava i boccali di birra e in quel momento William avrebbe dato qualsiasi cosa per potersi rannichiare su quel guanciale di carne. L'idea non lo eccitava, non era fremente di desiderio come quando guardava Giulia spogliarsi, si sentiva attirato dalla sensazione di protezione e tranquillità che sembrava provenire da quel corpo. Era quasi come se ansia e inquietudine non osassero avvicinarsi a quel bastione in zoccoli e grembiule. Forse in quel locale isolato era riuscito a trovare quello che nessun'altra donna, e ne aveva avute tante, era riuscita a fargli scoprire.
Quella montagna cellulitica era ributtante se paragonata al corpo sinuoso di Giulia, eppure proprio la sua flaccida fisicità, tramite un perverso meccanismo che William non riusciva a comprendere, lo aveva messo di fronte ai suoi desideri più nascosti.
I fari di un'automobile si riflessero sulla vetrata, era Giulia. William si alzò lentamente dando un' occhiata verso il banco, posò una banconota da cinque sul tavolo e uscì senza voltarsi.
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