La notte era un manto oscuro senza stelle. Una cappa di velluto nera che ricopriva la pianura senza luna. Le tenebre giocavano a favore degli elfi, dalla vista più acuta dei loro fratelli umani. Nel campo non vi era un fuoco acceso, né un singolo rumore. I druidi più capaci furono radunati da Avaberiel al centro dei carri, per formare un cerchio a sua volta più piccolo. Con gli occhi chiusi, sussurravano parole magiche e pericolose, in un tono quasi lamentoso ma impercettibile. Alcuni metri fuori dal campo, validi destrieri erano montati da altri elfi con l'arco in mano. Kira e Alderic erano accanto a loro e si dondolavano sui talloni con gli occhi chiusi. Niall montava, poco più in là, un esemplare scuro e dall'aria focosa. Sudore freddo gli imperlava la fronte: gli capitava spesso quando si trattava di magia.
Il mio compito è un altro. Devo solo prendere quel bastardo quando si farà vedere
Alderic infatti gli aveva spiegato che lo stregone era "invisibile" ma non lontano. Come potesse un uomo rendersi invisibile, Niall non voleva neanche pensarlo. Restava il fatto però che si aggirava nei pressi dell'accampamento, e alcune tracce lasciate sul terreno, per quanto labili, lo testimoniavano:
"Sta comunque scappando" gli disse il vecchio: "I suoi trucchetti con noi sono falliti e ora che la magia in questo luogo è più potente, sente il fiato sul collo. Dobbiamo agire in fretta." E lui sarebbe stato veloce. Aveva una spada lunga e affilata in mano e non aspettava altro che un segnale per scagliarsi sulla preda.
L'aurore rischiarò lievemente il cielo e l'orizzonte si tinse di una pallida luce. Un silenzio ancora pù assoluto e irreale si stese su tutte le cose. Poi, un urlo stridulo e agghiacciante partì dal campo.
Il segnale.
Kira e Alderic gridarono a loro volta indicando la direzione ai guerrieri a cavallo. Niall alzò la spada con un verso barbaro e folle, imitato dai suoi compagni elfici. In un istante fu una cacofonia di suoni e voci mentre i cavalieri si scagliavano verso il nulla assoluto, guidati solo dalla direzione data dai due druidi. Una forma incerta ma sempre più nitida cominciò a formarsi. Era la sagoma di un uomo che correva davanti a loro. Ora potevano vederlo meglio e questo spronò i guerrieri ancora di più. In brevissimo tempo lo stregone fu visibile. Era potente certo, ma non abbastanza da mantenere la concentrazione e fuggire. Fino ad allora aveva lanciato i suoi incantesimi da un luogo sicuro, indisturbato. Mantenere la concentrazione necessaria per svolgere un tale compito in un campo di battaglia, era tutta un'altra cosa. E infatti la sua invisibilità sparì e in brevissimo tempo ridivenne un fuggiasco qualsiasi.
Quella visione in carne ed ossa spronò Niall, il quale si ritrovò, in breve, alla testa del piccolo contingente, pervaso da una furia berserk ormai incontrollabile. Vedeva solo sangue, voleva solo uccidere. Niente gli avrebbe dato maggior soddisfazione che sentire la lama della sua spada tagliare la carne di quel pezzente. Era un animale eccitato alla vista della preda, senza più controllo.
Ad un tratto lo stregone si fermò e si girò per fronteggiare i suoi inseguitori. Niall era ormai su di lui. Vide il nemico tendere una mano, come se volesse toccarlo, mentre borbottava parole sconosciute. Un grido, chiaro e pulito, arrivò all'ultimo spiraglio di ragione nella sua mente: la voce di Kira:
"Niall! Attento!!" Ma la spada era già alzata e piena di forza brutale si abbattè sul braccio dello stregone come una mannaia. Fu un istante infinitamente piccolo quello nel quale vide il braccio staccarsi di netto e volare alcuni metri più in là, con una parabola perfetta. Il sangue sgorgò in un fiotto nerastro dal braccio dello stregone: non urlò ma Niall vide chiaramente lo sguardo di stupore e totale sorpresa sul volto dell'uomo, mentre lo oltrepassava. Sentì un fischio veloce e il rumore secco, come di ramo spezzato mentre faceva girare il cavallo. Altri fischi sibilarono nel vento e in un attimo vide la sagoma scura del suo nemico cadere in ginocchio trafitto da molte frecce. Gli elfi l'avevano finito. Cominciarono a girare intorno al corpo dello stregone, come se volessero tenerlo rinchiuso in quel cerchio, mentre la voce anziana di Alderic si alzava nella pianura:
"Lontani! State lontani!" Il vecchio stava correndo verso di loro con Kira al seguito. In un attimo furono lì. La giovane superò il cerchio di cavalli formato dagli elfi, con passo lento e una strana espressione negli occhi. Un'espressione che terrorizzò il ranger quando gli chiese la spada, con voce piatta e monotona. Lui gliela porse e lei si mise davanti al corpo inginocchiato e trafitto dell'uomo che aveva quasi sterminato il suo clan. Alzò la spada con due mani e la calò sullo stregone. Il sibilo sinistro terminò con un affondo secco e un tonfo sordo di testa mozzata. E mentre Niall si riprendeva da quell'orrore, da quella strana visione, un misto di tremenda bellezza e altrettanta inquietante crudeltà, con l'ultimo barlume di Seconda Vista che gli restava dai suoi antichi studi, vide una specie di essenza bluastra spirare dal corpo mutilato e alzarsi in contorte volute verso il cielo.
Ora, è davvero finita.
L'ululare di un lupo in lontananza, fu una campana che suonava a morto.
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