Niall stava assestando le bisacce sulla sella. L'alba si era levata tra le spire di un fuoco funebre, quello che gli elfi avevano approntato per ridurre in cenere il corpo dello stregone. Ma quando il sole fu alto nel cielo al ranger parve tutto un brutto sogno, come se non fosse mai accaduto. La sua spada era stata ripulita e, se non fosse stato per la pira ancora fumante lontano dal campo, lui non avrebbe potuto giurare sulla realtà di quegli avvenimenti.
Tutti nel campo si stavano accingendo a partire: gli elfi verso la costa, Alderic verso le montagne, Niall verso casa e Kira verso i Boschi Meridionali. Le loro strade si sarebbero divise in meno di un'ora:
"Vedo che sei già pronto." Niall si voltò. Era Kira, il viso conosciuto di Kira, quello dolce e di una bellezza serena che aveva conosciuto qualche giorno prima:
"Sì. Gli elfi mi hanno regalato un cavallo. Torno verso casa." Lei gli sorrise gentilmente e lui si trovò imbarazzato come i loro primi giorni alla baita:
"E tu che farai?" le domandò:
"Anche io torno verso i Boschi Meridionali. Dopotutto, porto ottime notizie."
"Già. La vendetta è compiuta."
"Proprio così." E Niall ebbe davanti agli occhi, in un solo istante, tutta la fredda crudeltà e la ferocia dello sguardo di lei, nel momento della rivincita: una visione che cozzava contro la gentilezza e il senso innato di armonia che spiccava dalla sua persona:
"Allora…buona fortuna" le augurò lui. Lei gli prese una mano tra le sue e lo guardò negli occhi:
"Grazie per tutto quello che hai fatto per me. Noi elfi non dimentichiamo mai: né i nostri amici, né i nostri nemici. Se un domani avrai bisogno di aiuto mi troverai sempre." Lui rise imbarazzato e commosso:
"Beh, diciamo che se gli dèi mi concederanno di diventare vecchio, verrò a visitare le tue terre. Se proprio dovrò morire, preferisco farlo in un bel posto."
"I Boschi Meridionali ti accoglieranno con il giusto tributo, non dubitare."
"Non dubito." Lui fece scivolare lentamente la mano fuori da quelle di lei, un gesto che gli costò molta fatica: tanta quanta mantenere la voce salda mentre diceva addio:
"Addio Niall. Che i tuoi dèi ti proteggano."
La vide allontanarsi su un destriero dal manto scuro, con il suo lupo argentato che trotterellava al fianco, quasi fosse un cagnolino fedele: la guardò fino a che non divenne un puntino quasi invisibile.
"Cosa guardi giovane Niall?" il ranger si riscosse alle parole di Alderic:
"Guardo l'ultimo elfo che probabilmente vedrò in vita mia. E tu che fai con lo zaino in spalla? Già sul piede di partenza?"
"Che vuoi. Sono vecchio ormai per queste cose. Ho bisogno di un po' di riposo. Avaberiel mi ha offerto un cavallo ma dove sto andando sarebbe inutile."
"E dov'è che sei diretto?"
"A Dun Corn, la città dei nani. Può essere un posto molto accogliente sai. Fanno della birra fantastica" gli disse strizzando l'occhio. Niall sorrise divertito:
"Allora buona bevuta vecchio mio. Ci rivedremo sicuramente."
"Contaci. A primavera tornerò dalle tue parti. Tu nel frattempo fai il bravo e non cacciare troppi cinghiali." I due si strinsero vigorosamente la mano e si accomiatarono con una pacca sulla spalla.
Quando montò in sella salutando la carovana elfica, il sole era già alto. Una brezza fredda spirava da nord, segno che l'inverno non stava tardando la sua venuta. Guardò la catena dell'Hadras con i suoi picchi perennemente innevati.
Speriamo mi dia il tempo di superare quella barriera
Ma poi si disse che non era così importante: sarebbe stato quel che il destino avrebbe voluto. In fin dei conti, ne aveva viste di peggio.
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