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Sospiro di Mauro Bianco
Dal telefono la tua voce all’improvviso, mentre cucino sapori persi.
“Come stai?”
... Non ho più fame.. di cibo.
Di nuovo la mente rischia il rapimento
Puoi farlo quando vuoi, puoi giocarci, forse ti diverte
Mi lascio cadere in un vortice di ricordi, l’immagine del tuo volto mi droga dolcemente
Abbandono il mio corpo, ti raggiungo, ti possiedo, sei mia.
Ti esploro avido e curioso soffermandomi su un particolare
le mie dita sono a casa nella tua bocca, il calore della saliva le avvolge
le asciugo su di te stringendoti un seno.
Sospiro.
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