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Giulivamente Piango di Alberto Mazzoni
Tu non mi hai fatto entrare
quella volta là .
Mi lasciasti sull'uscio
come un gatto che speranzoso
fa le fusa per un pezzetto
di ciccia .
Il cielo rosso mattone infiorava
i balconi di indumenti stesi,
calze mollemente adagiate
sui fili si stiravano
tra reggipetti e slip .
La mia mente corse ai tuoi
capezzoli che come fragoline di bosco
con un po' di vino
e zucchero avrei più che volentieri
succhiato quella sera là...
- Sì anche in pubblico, per non dire
in pube, le avrei leccate..-
La saliva cresce, mi riempie la bocca...
ma sopra solo cielo rosso
in basso orme di scarpe
calzate un tempo da corpi
senz'anima..
Mi grattai il mento .
Tu di sottecchi mi sbirciavi
come se fossi stato per te una larva
di mosca :
- Che schifo ! - pensai per te...
Tu troppo educata
alla mia dittatoriale corte, non
lo dicesti...solo lo pensavi...
mentre tranquilla le unghie tiravi fuori
e con la limetta a mo' di violino
suonavi pensierosa .
Nello specchio vedevo le tue sopracciglia
che si tiravano e si stiravano
e il tuo naso assunse una strana
espressione...:
- Ridevi o piangevi ? - per un attimo il
clown uscì di scena e tu "pubblico"
applaudisti...:
- Chi guardavi nello specchio...
un ombra..-
- Non dirmi nulla...- da dietro ti afferro
come preda la mia
mano corse allora al tuo morbido
pelo più proibito .
Le tue unghie dissero : - NO ! ed anche tu
- Che vuoi ? Non vedi che neanche
ti guardo ? Cosaaa...tu
infilarmelo vorresti.. -
- Già vorrei !- e mentre lecco questa
caramella che vorrei metterti tra le cosce
e lì giunto stare a pensare
solo del tuo pelo baciartelo e leccartelo...
- Ahi ! Mi fai male ! Non toccarmi non
leccarmi...-
La mia lingua cozza contro qualcosa di molto duro...:
- Che male ! -
Non fa niente te la rinfilo in gola
sperando che arrivi alle tue nascoste
labbra .
Il mio pestello si agita tra le tue
..cosce:
- Che vuoi con quel coso...?-
Bacio e poi ribacio i tuoi peletti
ma tu non stai ferma, così forse ho
baciato il lenzuolo, alla
fine ti ho convinta...a
piantarmi un piede nello
stomaco :
- Gli amici non fanno così...-
- Che male...sopra sotto dentro..-
Ti sento sussurrare qualcosa, ma più
che altro russi....o pensi ?
Raggomitolato nel mio angolo,
sedere contro sedere, ci pensiamo
"teneramente", mentre io mi mangio tutto
dall' interno. Mi sembro un omelette
passata alla fiamma...brucio ma non sono
ancora cotto .
Alla fine spossato mi lecco la lingua
da solo, dopo tutto non è così
male !
Tutto inutile, ti penso e ti ripenso
e qualcosa si gonfia....o è solo un' idea ?
Mi passa per la mente di dirtela, ma "NOOO",
sarebbe la tua risposta . Fingo che non
mi interessi ma la lingua mi
ciondola nell' anima alla fine trova il
tuo profumo :
- Che importa se non sono le tue
cosce ? - la mia libidine non
lo sa...e lecca, lecca e poi lecca ancora .
L'obbiettivo adesso è il, tuo monte
di Venere...:
- Come mi piacerebbe far uscire la mia
lingua dalla tua bocca e così
leccarti gli occhi...-
Sono nel tuo corpo...tu lontana mi guardi
distaccata e sussurri :
- Solo sesso mi raccomando, solo sesso
- ripeti - ma non sorridi più...-
Sento la tua indifferenza che mi lava
le viscere stendedosi come un velo
come se fossi un pezzetto
di pelo morto....
- DIOOOO ! Se la mia lingua potesse
scivolare tra le sue coscee succhiarti
il cervello, non ti chiamerei "amore"...-
Mi accontenterei solo di piangere e
affogherei tranquillo abbracciato alla tua
libidine....
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