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Poesiuccie di fretta II di Umberto Cavalli
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Scrivere parole, scrivi scrivi,
tanto nessuno leggerà mai.
Chi dice che "scripta manent" sbaglia.
Il fuoco brucia le parole.
Vorrei un eremo,
un luogo solitario.
Per me e per me.
Dove scrivere e scrivere.
Tanto nessuno
Leggerà mai.
.//.
Un anello cade nello stagno della vita.
Oscurandone per un attimo il bagliore accecante.
Ed un dito, uno solo
corre per la fronte della amigdala bruciata
remore di attese mai adempiute
di consigli mai seguiti,
per la fretta di ritrovarsi soli...
Se la mia dama vola
io sono la sua ala prediletta e ne gusto
il profumo
la sento battere e ansimare dentro lo stagno
e il riverbero della luce
mi abbaglia gli occhi
umidi
stanchi
vivi.
.//.
Toccato nel vivo
Un bambino piange
Lacrime amare
Di solitudine stringente.
Si strazia l'animo del fuggiasco
E la mente vola in una scarpa rotta.
Un prisma di passioni e di vite bruciate
Mi rinfresca.
Nel cielo dell'alba rinata
Orbo e caldo
Vola un uccello
Appoggiandosi, dolce,
sul mio cuore.
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