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in Israele
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Gerusalemme e la sua storia Guida scritta da Paola Dalli (con i nostri ringraziamenti più sinceri e affettuosi per l'eccellente lavoro!!) NOTIZIE GENERALI, STORIA, CITAZIONI BIBLICHE GENERALI Tre volte santa; capitale dell'Eternità; Trono del Signore; Centro dell'Universo: nessuna città è stata colmata di epiteti e cantata quanto Gerusalemme, Yerushalaym in ebraico. Eppure, la sua importanza è legata unicamente agli eventi religiosi che in essa si sono svolti per il resto, non presenta nessuna delle caratteristiche che di solito fanno la fortuna di un sito: non ha fiumi, non si affaccia sul mare, non si trova in una posizione strategica né dal punto di vista commerciale né da quello militare. Gerusalemme è semplicemente la città che custodisce le tre "pietre", simboli delle tre grandi religioni monoteistiche: il Muro occidentale per gli ebrei, la pietra del S. Sepolcro per i cristiani, la roccia di Maometto per i mussulmani. Amata fino a essere trasfigurata nella " Gerusalemme celeste" e tanto da essere distrutta e riedificata decine di volte, è una città di grandissimo fascino e bellezza e non può lasciare indifferente il visitatore, ricca com'è di testimonianze archeologiche, religiose, artistiche; tra l'altro, va ricordato che costituisce anche un esempio di città araba medievale unico al mondo per le condizioni in cui è stata conservata. Ma, lungi dall'essere una città-museo, la Gerusalemme contemporanea affascina per la sua grande vitalità, per l'incredibile miscuglio di gente e culture che la tiene eternamente sveglia. Attualmente, la città si estende su un'area molto vasta (kmq 108) e conta poco più 600 000 abitanti : 425000 ebrei, 160000 mussulmani e 15000 cristiani. La città nella storia Pur essendovi reperti archeologici risalenti alla meta' del III millennio che testimoniano l'esistenza di insediamenti umani sin d'allora; le prime documentazioni storiche sono del 2000- 1800 a C. La città abitata da tribù cananee, appare infatti in un testo di esecrazione egiziano e in un catalogo sumero. Nel XVII sec. a. C . la regione faceva parte dell'impero degli Hyksos, che si erano impadroniti anche dell'Egitto: quando i faraoni della XVIII dinastia riuscirono a liberarsi dal dominio degli invasori, provvidero a rendere più sicuri i confini attraverso una serie di spedizioni e insediamenti militari in Canaan (sec XVI-XIV a. C.). E in questo periodo ( 1360 a. C. circa) che il nome di Gerusalemme compare per la prima volta in un testo che faceva parte dell'archivio faraonico di Tell el-Amarna (in Egitto): si tratta di lettere di corrispondenza tra il faraone Amenofi IV cioè Akhenaton, il faraone eretico, e il re di Gerusalemme: in questi testi compare appunto Urusalimmu: in cananeo il nome suona Uru-Shalim, che significa "fondazione del dio Shalem", divinità connessa con Shalom, pace. Intorno al 1220 a. C ., quasi tutta la Palestina è sotto il controllo ebraico tranne Gerusalemme. che resta una enclave gebusea. All'inizio del I millennio a.C., Davide, re d'Israele conquistò la città e ne fece la capitale del suo regno: sotto Salomone, figlio di Davide, Gerusalemme divenne una splendida città: il re fece costruire un grande tempio conosciuto come il primo Tempio (959 a.C ) e un complesso di edifici per la propria reggia. Alla morte di Salomone (930 a. C. ). il regno subì uno scisma politico-religioso: nacquero il regno d'Israele o Regno del Nord (con capitale Tirza e poi Samaria), e il regno di Giuda o Regno del Sud che mantenne Gerusalemme come capitale: il regno di Giuda fu abbastanza stabile ma politicamente irrilevante e la città' ne soffri perché' tagliata fuori dalle grandi rotte commerciali. Nella prima meta' dell'VIII sec. a. C ., sotto il regno di Ozia, Gerusalemme conobbe un nuovo periodo di splendore: nel 721 a. C . la distruzione di Samaria; che segnò la fine del Regno del Nord da parte degli Assiri, lasciò Gerusalemme unica capitale di tutta la nazione: nel 701 a. C . la città resistette felicemente a un tentativo di conquista assiro. Tra il 640 e il 609 a. C . re di Giuda fu Giosia che riuscì a estendere i confini del regno fino a quelli raggiunti da Davide, sfruttando la situazione favorevole. Nel 612 a. C . con la distruzione di Ninive, l'impero assiro era stato cancellato: le altre due potenze, l'impero egizio e quello babilonese erano impegnate a contendersene le spoglie. Quando Babilonia ebbe la meglio, il regno di Giuda venne ridotto a uno stato vassallo: nel 602 a. C . Nabucodonosor portò in ostaggio a Babilonia il re e tutta la classe dirigente: pochi anni dopo, a Gerusalemme divampò la ribellione. Nel 586 a C . Nabucodonosor, dopo un assedio durato due anni, prese Gerusalemme, la rase al suolo e deportò gli Ebrei: è il periodo della schiavitù babilonese, durato fino al 538 a. C. quando Ciro il grande, conquistata Babilonia, inaugurò una politica più tollerante verso le popolazioni soggette e con un decreto permise il ritorno degli Ebrei che, rientrati in patria, ricostruirono la città' e il Tempio (secondo Tempio: 525-520 a. C. ): la Terra Promessa era stata trasformata nella provincia di Yehud (Giudea), appartenente all'impero persiano: Gerusalemme insieme all'indipendenza perse definitivamente ogni importanza politica e nei secoli successivi si trovò a passare da una dominazione all'altra: con ciò,. crebbe sempre più la sua importanza spirituale. Alla fine del IV sec. a. C. l'impero persiano crollò sotto i colpi di Alessandro Magno; tutta la Palestina passò sotto il controllo macedone (332 a. C. ): alla morte di Alessandro (323 a. C.) l'impero fu spartito tra i Diadochi e la regione entrò tra possedimenti del Regno d'Egitto tolemaico: nel 198 a. C . Gerusalemme e tutto il territorio passarono sotto il dominio dei Seleucidi, la dinastia regnante in Siria: il tentativo del sovrano Antico IV ( 175- 164 a. C. ) di eliminare la regione fu condotto con metodi brutali; Gerusalemme fu ribattezzata Antiochia, il Tempio fu profanato con l'introduzione del culto di Zeus, la libertà religiosa abolita. Scoppiò la cosiddetta rivolta dei Maccabei, conclusasi nel 164 a. C ., quando Giuda Maccabeo entrò in Gerusalemme, purificò il Tempio e ripristinò il culto: alla morte di Giuda, il fratello Gionata fece fortificare la città. Dai Maccabei proviene la dinastia degli Asmonei che regnarono tra incredibili contrasti, lotte interne alla stessa famiglia, rivolte delle opposizioni regolarmente soffocale nel sangue: tale situazione provocò l'intervento romano; nel 63 a C. Pompeo occupò la città e profanò il Tempio. Nel 37 a C. Erode, con l'appoggio dei Romani che di lui si erano serviti per combattere i Parti, espugnò Gerusalemme, giustiziò il re Antigono e cominciò a regnare odiato e temuto per un lungo periodo (mori nel 4 a. C.): sotto Erode, Gerusalemme conobbe una notevole trasformazione edilizia che la abbellì: furono costruiti molti edifici tra cui la fortezza Antonia, il palazzo accanto alla Cittadella, ma soprattutto venne riedificato il Tempio. A Erode succedette il figlio Archelao, rimosso dopo pochi anni (6 d.C.) dai Romani per la sua eccessiva crudeltà; da allora, Gerusalemme e la Giudea furono amministrate da procuratori romani; sotto il procuratore Ponzio Pilato (26-36 d.C.) si svolse la vita pubblica di Gesù di Nazareth. Dopo una breve parentesi durante la quale regnò l'ultimo re dei Giudei, Erode Agrippa I (41-44 d.C.), venne ripristinata l'amministrazione romana che vide avvicendarsi procuratori sempre più avidi (Antonio Felice, Albino, Gessio Floro) che finirono con lo scatenare la prima guerra giudaica (66-70 d C.), conclusasi con l'intervento dell'esercito romano agli ordini di Tito e la definitiva distruzione del Tempio; un altro focolaio di ribellione fu soffocato nel 117. La ricostruzione di Gerusalemme e la sua trasformazione in una nuova città, Aelia Capitolina, voluta dall'imperatore Adriano, provocarono la seconda guerra giudaica ( 132-135); sterminati gli Ebrei, riprese la costruzione della città si eressero statue a Giove e all'imperatore nell'area del Tempio e sul Calvario furono costruiti il foro e un tempio a Venere. Da quel momento, un decreto imperiale proibì agli Ebrei di metter piede nella nuova città: il divieto sarà abolito soltanto nel sec V. L'editto di Costantino (313) diede l'avvio a una serie di insediamenti cristiani in quella che era ormai considerata la Città Santa; nel corso del sec. IV si cominciò a costruire edifici religiosi sui luoghi santi; nel 451, Gerusalemme fu elevata al rango di patriarcato autonomo dal concilio di Calcedonia. Nel 614 la città fu devastata dall'invasione persiana di Cosroe II: liberata nel 629 dall'imperatore Eraclio, fu rioccupata nel 638; gli invasori questa volta erano gli Arabi, guidati dal califfo Omar. I nuovi signori si dimostrarono all'inizio molto tolleranti nei confronti degli Ebrei e dei cristiani. permettendo a tutti di visitare i rispettivi luoghi santi. La spianata del Tempio diventò il luogo santo per i mussulmani: tra il sec. VII e l'VIII, causa anche l'opposizione al califfato siriano, i califfi di Gerusalemme si impegnarono a trasformare il loro possedimento nella Città Santa dell'islam per opporla a La Mecca e a Medina; in questo periodo si costruirono la splendida Cupola della Roccia. detta anche moschea di Omar, e la moschea elAqsa. Alla dinastia degli Omayyadi (661- 750) segui quella degli Abbasidi (750-973): uno dei suoi califfi. Harun ar-Rashid si alleò con Carlo Magno, permettendogli di finanziare l'apertura di nuovi ospizi. Alla fine del sec. X in Palestina prese il potere una nuova dinastia, quella dei Fatimiti (973- 1055): quando sali al trono el-Hakim (996- 1021 ), detto "il califfo pazzo", l'iniziale tolleranza religiosa cedette il passo a una politica di discriminazione nei confronti degli "infedeli" : tutti i luoghi santi cristiani vennero rasi al suolo, Nel 1055, la dinastia turca dei Selgiuchidi aveva scalzato dal potere i Fatimiti e le persecuzioni religiose si erano fatte ancor più brutali di quelle di el-Hakim: quando i Fatimiti ripresero il potere, erano ormai in arrivo gli eserciti crociati. La liberazione di Gerusalemme da parte di Goffredo di Buglione il 15 luglio 1099 si risolse in un bagno di sangue: settantamila tra ebrei e mussulmani furono ammazzati; la notte di Natale del 1100 Baldovino, fratello di Goffredo, fu incoronato re del Regno Latino di Gerusalemme e subito cominciarono grandi lavori di ricostruzione dei luoghi santi: ebbe cosi inizio un nuovo periodo di splendore per la città. Accanto alla Gerusalemme che sembra ferma ai tempi biblici immobile da migliaia di anni esiste però una città moderna. che non ha nulla da invidiare a una qualunque capitale europea. Basta infatti allontanarsi di qualche centinaio di metri dai percorsi turistici tradizionali ed entrare nella parte nuova per imbattersi in lussuosi alberghi, pub esclusivi, caffè' che ricordano la vecchia Europa, ristoranti che offrono una raffinata cucina francese o internazionale. Qui il traffico è caotico, vecchie macchine scure sfrecciano nelle strade che seguono le continue salite e discese del terreno, incrociando autobus taxi e sheruth, i taxi collettivi. Un momento di tregua si trova solo nell'isola pedonale che da Ben Yehuda si estende per qualche centinaio di metri fino a piazza Zion e nelle sue stradine laterali. Questo è il cuore della Gerusalemme nuova, dove i giovani si incontrano e si soffermano a guardare le vetrine dei negozi, piene di vestiario moderno, scarpe, oggetti-ricordo, libri e giornali. Qui gli israeliani vanno a fare i loro acquisti, continuando ad ascoltare quasi ossessivamente le ultime notizie dalla radiolina che molti portano ormai sempre con se, dopo lo shock causato dalla guerra del Kippur. La giornata a Gerusalemme inizia presto. La temperatura, data l'altezza della città, 800 metri, non è mai molto elevata ma, come in tutte le città mediorientali, la vita si ferma per alcune ore quando il sole di mezzogiorno picchia forte. All'Independence Park, il polmone verde della città, molti iniziano la giornata con una corsa tra alberi e fiori. L'anziano ex-sindaco di Gerusalemme, Teddy Kollek, che è ormai considerato un po' il padre adottivo della città, dimostra sempre grande fierezza quando parla dei giardini: fiori e macchie di verde disseminate in tutta la sua città e nella sua vasta area metropolitana. "Vorrei che questi fiori aiutassero ebrei musulmani e cristiani a mostrarsi più' fraterni gli uni con gli altri", egli dice. Per aggiungere poi: "In ogni modo, dal momento che aspettiamo qui la venuta del Messia, non potremmo accoglierlo in una città povera e disadorna" . I giardini di Gerusalemme sono spesso curiosamente arredati da singolari sculture moderne, donate alla città da artisti di tutto il mondo, che si sentono onorati di poter esporre le proprie creazioni in un cosi particolare museo all'aperto. sotto il cielo di Gerusalemme. Cosi le tre colonne a forma di esse, intitolate "Sulla soglia' di Jean Arp, guardano le mura della città vecchi" dall'alto del giardino Meir Sherman nella King George V; la complessa scultura rossa, "Stabile', di Alexander Calder interrompe la strada sinuosa che porta ad En Kerem: la curiosa "Scala di Giacobbe" (è rovesciata e non è possibile salirvi) della francese Golem si staglia solitaria sulla strada verso Betlemme. Spettacoli teatrali e culturali di tutti i generi invitano il visitatore ad attardarsi nella notte: nelle sale dell'YMCA si esibisce un corpo di ballo di danze folkloristiche, mentre al Jerusalem Theatre orchestre di altissimo livello offrono tutto l'anno concerti di musica classica e spettacoli d'opera: il Teatro Khan, poi, un tempo stazione di posta per il cambio dei cavalli. è un teatro di satira politica e d'avanguardia. Non mancano infine in città le discoteche molte delle quali appena sorte all'ombra dei capannoni industriali del quartiere Talpiot non sempre facilmente accettate da quei gruppi religiosi che vorrebbero Gerusalemme solo città santa e dedicata allo spirito. Non c'è bisogno di varcare la soglia dei numerosi musei (ventotto i principali} per immergersi nella storia passata della città l'unica che permetta di capire l'attuale perché' basta una passeggiata nel Cardo o tra le rovine dell'area del Tempio o nelle stradine della città vecchia per riandare indietro di migliaia di anni. In questa città. infatti, presente e passato si sovrappongono in modo inscindibile e affascinante. Non si può comunque lasciare la città senza visitare almeno due di questi musei. che sono diversissimi tra loro e di epoche lontanissime, ma esprimono due momenti fondamentali della storia ebraica passata e di quella dell'attuale Israele. Sono quello di Yad Vashem. sacrario-ricordo del Genocidio (la Shoà}, e il Santuario del Libro, che custodisce gelosamente i manoscritti del Mar Morto. di 2000 anni fa. Solo infatti dopo aver attraversato alcune delle agghiaccianti sale di Yad Vashem, che ricordano il milione e mezzo di bambini trucidati dai nazisti, citandoli puntigliosamente nome per nome, senza interruzione, in un 'atmosfera che sembra sospesa nel nulla, ed essere poi entrati, dall'altra parte della città, nel bianco edificio che conserva i più' antichi testi biblici che si conoscano, è forse possibile capire meglio l 'anima profonda di questa città dove, secondo i mistici, nel vallone di Giosafat si ritroveranno tutti gli uomini, senza alcuna distinzione di razza o di credo, siano essi cristiani, mussulmani o ebrei, bianchi o neri per l'ultimo giudizio divino, quello universale. GERUSALEMME: MONTE SION - OFEL - VALLE DEL CEDRON - MONTE DEGLI ULIVI - BETFAGE- BETANIA A est e a sud della città vecchia Questo itinerario si svolge fuori della città vecchia, ma attraversa luoghi i cui nomi suonano familiari a tutti soprattutto perché legati a memorie evangeliche; si tratta di zone veneratissime sin dai primi secoli del cristianesimo. Non protetti da mura, questi siti hanno maggiormente sofferto guerre e devastazioni, ma in alcuni casi i resti sono ugualmente notevoli, spesso custoditi da chiese del tardo Ottocento per nulla attraenti (una costante a Gerusalemme). Altro discorso va fatto per l'area immediatamente a sud delle mura, oggetto di una venerazione più storica da parte degli Israeliani: è sull'Ofel, infatti, che si situa la Gerusalemme di re Davide, per la prima volta capitale del regno ebraico. Har Zyyon - Il monte Sion Oggi il monte Sion indica la parte della collina occidentale che si estende dietro il muro meridionale della Città vecchia, nell'area della porta di Sion; esso è delimitato ad ovest e a sud dalla valle dell'Hinnom e ad est dalla valle del Tyropeion. All'epoca dell'A.T era la collina orientale; Davide "prese la rocca di Sion, che ora è nota come città di Davide". Il nome cambiò nel IV sec. d.C., probabilmente a causa dei passi come quello di Mi 3, 12: "Sion sarà arata come un campo e Gerusalemme diventerà un mucchio di rovine e il monte del Signore (cioè il monte del Tempio) un'altura selvosa". Il profeta intendeva dire la stessa cosa in tre modo diversi, ma i cristiani, come il Pellegrino di Bordeaux (333) che cita il testo, l'intesero come la descrizione delle due colline su cui è costruita Gerusalemme; se la collina orientale era il Monte del Tempio, Sion doveva essere la collina occidentale. Quest'area fu la prima ad essere introdotta entro le mura della città nel II sec. a.C. L'attuale muro meridionale rappresenta probabilmente il limite meridionale dell'accampamento della Legione, dal momento che Tito aveva smantellato le precedenti mura. L'imperatrice Eudocia ricostruì le vecchie mura attorno al monte Sion fra il 444 e il 460. Le sue mura sopravvissero fino al 975, quando il califfi el-Aziz le fece abbattere perché inglobavano un'area troppo grande per poter essere efficacemente difesa. Saladino estese il muro dei crociati per includervi la tomba di Davide. La "Carta di Madaba" offre un quadro sorprendentemente dettagliato del Monte Sion come si presentava nel periodo bizantino. Luogo santo del cristianesimo che si irradiò da qui se è vero che i primi cristiani usavano riunirsi intorno al cenacolo, racchiude tre siti da visitare: il luogo in cui Pietro rinnegò Gesù, il Cenacolo e il luogo della Dormizione di Maria. Il Cenacolo. Visita, ore 8.30-tramonto. Il Cenacolo e la Tomba di Davide si trovano nello stesso edificio; esso ha un minareto e una piccola cupola e sorge all'ombra della grande chiesa rotonda della Dormizione. Per raggiungere il Cenacolo dal piccolo vicolo fuori della Porta di Sion, entrare dalla porta e, dopo aver salito le scale, attraversare una stanza e il tetto entrando nella sovrastante camera a volta. Sito dalla vicenda storica molto complessa, non è impossibile che sia stato "la piccola Chiesa di Dio" ricordata da Epifanio di Salamina (374-377) e che sarebbe esistita, a suo dire, già nel 130. La ricostruzione del IV sec fu conosciuta come "la chiesa superiore degli Apostoli" e poi, nel V sec. come "Sion, madre di tutte le chiese", una grande chiesa a cinque navate. Le pietre sono state annerite e incrinate dagli incendi che distrussero la chiesa di Sion nel 614 e nuovamente nel 965. All'arrivo dei crociati era già in rovina e fuori delle mura. Fu una delle stazioni della processione penitenziale che precedette l'assalto finale, nel luglio del 1099. L'edificio attuale deve la sua forma alla ricostruzione fatta dai francescani all'inizio del XIV sec. Gli archi del Cenacolo sono tipici del tardo gotico. Nel corso dei secoli successivi il resto del complesso andò in rovina ma il Cenacolo fu protetto e conservato in ogni modo. Nel 1447 i francescani furono sfrattati dai Mamelucchi che si appropriarono delle sale inferiori e trasformarono la tomba di Davide in moschea ( 1524); in seguito, anche il Cenacolo ebbe la stessa sorte. Ora vi è applicato lo "statu quo". Nella guerra dei 6 giorni gli Israeliani, occupata la città vecchia, unificarono Gerusalemme. Come primo atto, chiesero alle autorità musulmane la consegna del complesso del Cenacolo, adducendo come pretesto che nella sala inferiore c'era la tomba del loro re. Il piano terreno fu trasformato in sinagoga; l'accesso alla sala superiore fu liberalizzato, ma sempre con il divieto, per rispetto alla tomba sottostante, di ogni cerimonia cristiana. La tradizione riguardante il Cenacolo è inattendibile. Viene attestata per la prima volta all'inizio del V sec. e sembra una derivazione della tradizione, certamente più solida, che localizzava sul monte Sion la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli nel giorno della Pentecoste. (Cirillo di Gerusalemme ( prima del 348). Quest'ultimo evento ebbe luogo in "una stanza superiore" e fu naturale ritenere che fosse la stessa in cui Gesù aveva mangiato la sua ultima cena con i suoi discepoli. BIBBIA At 1, 12-13. Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano; 2, 1-2. Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. [3]Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; [4]ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. La tomba di Davide (David's Tomb), al piano inferiore, è in realtà un cenotafio crociato, peraltro assai venerato dagli ebrei; alcuni scavi hanno provato che si trova su una costruzione, forse una sinagoga-chiesa appartenente a una comunità giudeo-cristiana. Entrare nel passaggio e tenersi a sinistra fino a quando si raggiunge il cortile del chiostro francescano. Aperta domenica-giovedì 8-17; venerdì 8-13. Davide, naturalmente, è stato sepolto nella sua città sulla collina orientale (1 Re 2, 10) anche se i bizantini consideravano la collina occidentale come Sion, nessuno pensò di ubicarvi la sua tomba fino al X sec. Essa ebbe scarsa attenzione da parte dei crociati, e sia gli ebrei che i musulmani furono molto scettici fino al XV sec , quando la leggenda dei tesori sepolti assieme al re infiammò la fantasia, al punto da ritenere importante la cacciata dei francescani dall'edificio che essi avevano restaurato all'inizio del XIV sec. All'esterno, si trova il chiostro francescano, del 1335, attraverso il quale si raggiunge la S. Pietro in Gallicantu. Visita, ore 8.30-12 e 14-17, domenica chiuso. La chiesa ricorda l'episodio del rinnegamento di Pietro al canto del gallo e sorge su una chiesa bizantina (resti di mosaici), sostituita nel sec. XII da un altro edificio; nella cripta si trova un complesso di grotte che erano parte di abitazioni del tempo di Cristo (cantine, cisterne, stalle). Accanto passa l'antica strada a gradini di epoca romana che scendeva dalla sommità della collina a Siloe. Alcuni cristiani venerano il sito come la casa del sommo sacerdote Haifa , dove Gesù fu condotto dopo il suo arresto e Pietro lo rinnegò. Sono stati trovati sufficienti indizi per dimostrare l'esistenza di una chiesa monastica del VI sec., che un documento molto posteriore (675 circa) identifica come il luogo dove Pietro pianse amaramente. E' molto più probabile che la casa di Haifa si trovasse sulla sommità della collina; lussuose abitazioni del periodo erodiano sono state trovate nella proprietà armena (proprio dietro l'abbazia della Dormizione), dove viene identificata un'altra casa di Caifa. Chamber of the Holocaust (visita ore 8-17, venerdì Ore 8-14; sabato chiuso), altro terribile memoriale alle vittime del genocidio nazista. L'entrata alla Cappella del Cenacolo (visita ore 8-12 e 15-18) è presso la Chiesa della Dormizione (l'ingresso è stato ricavato da una finestra): L'interno* gotico (sec. XIV) consiste in una grande sala in due navate divise da tre colonne; pilastri a fascio contro i muri e colonnine che affiancano le finestre sono le uniche decorazioni. Chiesa della Dormizione di Maria- Dormition Abbey. Visita ore 8-12 e 12.30-18. La chiesa e il monastero benedettino tedesco sono degli inizi del Novecento e sorgono a ricordo del Transito della Vergine, secondo una tradizione che risale al sec. II; dell'edificio crociato non resta più nulla. Quanto alla casa di Caifa, il sommo sacerdote, la tradizione la colloca di fronte alla Porta di Sion, sul sito del cimitero dei patriarchi armeni; gli scavi effettuati hanno in effetti portato alla luce un complesso di abitazioni di epoca erodiana; l'area, comunque, era abitata da secoli. E' spesso sede di concerti di musica classica e liturgica. HA'OFEL - CITTA' DI DAVIDE. È la collina a sud del Tempio sulla quale sorgeva l'antica città gebusea, poi divenuta la città di Davide; si trova sul crinale dell'Ofel che si estende a sud a parire dall'Haram esh-Sherif. E' un lungo triangolo formato dalla valle del Tyrpoeion (formaggiai) a ovest e dalla valle del Cedron ad est. Anche se menzionata in testi egiziani del XX sec a.C., la piccola città gebusea sul crinale era troppo insignificante per attirare l'attenzione di Giosuè durante la conquista. Pur facendo tecnicamente parte di Beniamino, essa non fu occupata; la sua popolazione era un miscuglio di amorrei e hittiti. Di conseguenza, non apparteneva realmente a nessuna tribù e, nel 997, quando ebbe bisogno di una capitale indipendente dalla struttura tribale, Davide la conquistò. Portando in città l'Arca dell'Alleanza, il simbolo religioso che univa le dodici tribù, egli fece di Gerusalemme il centro effettivo del suo popolo; da allora nella storia di Gerusalemme politica e religione sono state sempre intrecciate inestricabilmente. Inevitabilmente, la sede del potere si spostò, man mano che la città crebbe verso nord e poi verso ovest, ma il crinale dell'Ofel si trovava entro le mura della città durante i periodi erodiano e bizantino. L'intera zona è oggetto di continue campagne di scavo, perciò è meglio limitare le informazioni a quanto è dato per certo. Sotto il muro meridionale dell'Haram c'è l'Ophel Archaeological Garden . L'entrata si trova a destra, all'interno della Porta del Letame. Una scaletta conduce agli scavi (visita a pagamento, ore 9-16; venerdì, ore 9-14. sabato chiuso) con resti di case bizantine e dell'Ospizio fatto costruire da Eudocia (metà del sec. V); davanti alla Porta Duplice, sono visibili i resti scala monumentale che Tempio e i mikve per purificarsi prima di accedere l tempio stesso. Su questa scalinata si svolgeva la solenne processione dell'acqua viva nella festa dei Tabernacoli. I sacerdoti, seguiti dal popolo, scendevano a Siloe per prelevare con brocche d'oro l'acqua sorgiva per la purificazione dell'altare. Al ritorno entravano nel recinto del Tempio, appunto, attraverso la Porta Duplice. Questa cerimonia simbolica era compiuta a ricordo dell'acqua che Mosè aveva fatto scaturire dalla roccia nel deserto per ordina di Dio. Vicino alla strada, resti di una torre dell'epoca del primo Tempio; molte le tracce anche delle varie dominazioni arabe. Oltre l'angolo sud-ovest in direzione del muro occidentale sono visibili i resti dell'arco di Robinson. Sotto l'arco di Robinson è adagiato un enorme masso che faceva parte delle mura erodiane. Sui di esso è stata scoperta un'iscrizione di un passo di Isaia: "Le vostre ossa rifioriranno come l'erba del campi". City of David Archaeological Garden. Visita a pagamento, ore 9-17, venerdì, ore 9-13; sabato chiuso Qui sono visibili i venticinque strati di insediamenti portati alla luce dagli scavi; si è arrivati al livello della città gebusea e quindi sono visibili resti praticamente di tutte le epoche. Acropoli gebusea, basamento del palazzo di Davide, Casa di Ahiel, con la stanza "bruciata", in cui sono state trovate punte di freccia sul pavimento fra i legni carbonizzati del tetto, a muta testimonianza della dura resistenza degli ebrei e della loro sconfitta ad opera del generale babilonese Nabuzardan. Da notare anche il sistema di approvvigionamento idrico, possibile grazie al cosiddetto pozzo di Warren (Warren's Shaft) e al tunnel di Ezechia (Hezekiah's Tunnel) che permettevano di rifornirsi d'acqua anche in situazioni d'emergenza. Lasciando l'Acropoli scendere giù per la collina; all'incrocio voltare a sinistra e prendere la prima serie di gradini a destra. Apertura ore 9-17. L'acqua era attinta dalla vicina sorgente di Ghihon e convogliata dal pozzo direttamente in città. I gebusei sfruttarono delle fessure nella roccia per sviluppare un sistema fatto di una galleria e di un pozzo. Una galleria in pendenza scavata nella roccia porta a un pozzo verticale, attraverso il quale si potevano far scendere i secchi attaccati a corde nella piscina sottostante. Può essere stato proprio questi il "sinnor" attraverso il quale Ioab riuscì a penetrare nella città di Davide. BIBBIA 1 Re 1, 38. Scesero il sacerdote Zadòk, il profeta Natan e Benaià figlio di Ioiadà, insieme con i Cretei e con i Peletei; fecero montare Salomone sulla mula del re Davide e lo condussero a Ghicon. Il sacerdote Zadòk prese il corno dell'olio dalla tenda e unse Salomone al suono della tromba. Tutti i presenti gridarono: "Viva il re Salomone!".Risalirono tutti dietro a lui, suonando i flauti e mostrando una grandissima gioia e i luoghi rimbombavano delle loro acclamazioni. Il tunnel di Ezechia (visita a pagamento, ore 9/ 8.30-15.30; venerdì, ore 9-13; sabato chiuso), costruito nel sec. VIII a.C. per le medesime ragioni di sicurezza, portava l'acqua dalla sorgente alla Siloam Pool, la piscina di Siloe. Il nome significa "scaturigine" ed è pienamente giustificato, perché la sorgente è un sifone che emette un'enorme quantità d'acqua per circa 30 m e poi quasi si estingue per un periodo di tempo che varia dalle 4 alle 10 ore. Da sola potrebbe provvedere ad una popolazione di circa 2500 persone. Fu la ragione per cui i gebusei si stabilirono sul crinale basso dell'Ofel. Per assicurare un miglior approvvigionamento d'acqua alla sua città in espansione, Salomone fece scavare una galleria lungo la base della collina,; il fianco venne bucato per irrigare i campi sul fondo della valle, allora chiamata "il giardino del re". La galleria terminava in una grande piscina all'estremità della valle del Tyropeion, oggi coltivata a fichi. In seguito la galleria divenne un pericolo. Rendendosi conto che l'avanzata di Sennacherib era il prodromo di un attacco contro Gerusalemme, "Ezechia decise con i suoi ufficiali e con i suoi prodi di tagliare il rifornimento idrico dalle sorgenti che erano fuori della città. Si radunò un popolo numeroso per ostruire tutte le sorgenti e il torrente che attraversava il centro del paese, dicendo: Perché dovrebbe venire il re d'Assiria e trovare acqua in abbondanza?". Dopo aver così. camuffato la sorgente, Ezechia costruì la piscina e il canale con cui portò acqua in città.; convoglio le acque di Ghihon in basso attraverso il lato occidentale della città di Davide. Sappiamo esattamente come fece a motivo di un'iscrizione ebraica posta dall'ingegnere ebraico a circa 10 m dall'imbocco della galleria, vicino alla piscina di Siloe. L'iscrizione dice: "Osserva la galleria. Ecco il racconto del modo in cui fu scavata. Mentre i minatori maneggiavano i loro picconi, l'uno verso l'altro, e quando restavano solo 3 cubiti da tagliare, si sentì la voce di uno di loro che chiamava il suo collega; si ebbe infatti una risonanza nella roccia che proveniva sia da nord che da sud. Così il giorno in cui i minatori aprirono un varco colpivano l'uno contro l'altro, piccone contro piccone, e l'acqua fluì dalla sorgente verso la piscina, 1200 cubiti. L'altezza della roccia sopra la testa dei minatori era di 100 cubiti". L'iscrizione è ora al museo di Istambul. E' possibile percorrere a piedi 521 m della galleria partendo dalla sorgente di Ghihon. Bisogna avere una pila elettrica, ma bisogna informarsi; forse è illuminato. L'acqua arriva al ginocchio. Piscina di Siloe. Una scalinata conduce all'attuale bacino, ricavato tra le rovine dell'antico edificio di culto. BIBBIA Gv 9, 1 sgg. Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?". Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo". Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. GE BEN HINNOM - LA GEENNA Quello della valle della Geenna (Hinnom Valley in inglese), il cui aspetto odierno non ha più nulla a che vedere con il passato, è un nome sinistro per ebrei, mussulmani e cristiani, ma la sua terribile fama, se è vero quanto asserisce la Bibbia, risale al fatto che alcuni re di Israele in questo luogo facevano sacrifici umani a Moloch. Dice Geremia: "Hanno costruito l'altare di tofel nella valle di Ben-Hinnom per bruciare nel fuoco i figli e le figlie, cosa che Dio non ha mai comandato (7, 31). Non in tutta la valle venivano compiuti i sacrifici, ma solo a sud, alla confluenza con il Cedron. Là c'erano la statua di Moloch ed il tofel (grande braciere). "I re Acaz e Manasse, in momenti di grave calamità, fecero passare per il fuoco i propri figli e le figlie " (2 Re, 16, 3). Nella sua riforma religiosa, il re Giosia fece abbattere il simulacro di Moloch, proibire i sacrifici e demolire tutti gli altari a varie divinità. "Giosia profanò il tofel che si trovava nella valle di Ben-Hinnom perché nessuno vi facesse più passare ancora il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco in onore di Moloch" (2 R, 23, 10). Ma il ricordo degli orrori compiuti nella valle sopravvisse a lungo. La valle assunse pian piano il nome di Geenna, che vuol dire fuoco continuo, eterno. Nella letteratura profetica venne trasfigurato fino a diventare il simbolo dell'inferno; all'epoca di Gesù, era ridotto a uno scarico delle immondizie di Gerusalemme, che vi venivano bruciate. Inizia ad ovest del Sion cristiano, esattamente dal ponte che immette nella Hebron Rd. che conduce a Betlemme. Va a congiungersi a sud con la valle del Cedron. Tra le cose di maggior interesse, alcune tombe, che si trovano sulle pendici del monte del Cattivo Consiglio (il luogo in cui il Sinedrio decise di denunciare Gesù ai Romani); alcune sono molto antiche, della città gebusea, la maggior parte e ellenistica e, come si è già visto, venne utilizzala prima da eremiti cristiani e poi (sec. XVI) adattata ad abitazione da gruppi di contadini arabi. BIBBIA Mt 5, 29-30 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Lc 12, 4-5 A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla.Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui Di qualche interesse anche l'area del monastero di S. Onofrio o dell' Haceldama (campo del sangue), luogo che la tradizione vuole del suicidio di Giuda; accanto al convento di S.Onofrio (un eremita egiziano famoso per la lunghezza della sua barba che era il suo unici vestito), resti di una costruzione crociata: si sa che l'area apparteneva agli Ospitalieri che la usarono come fossa comune per i pellegrini poveri. Dai tempi di Eusebio (330), questo sito è stato identificato come il "campo del sangue". Il campo per la sepoltura degli stranieri fu sempre ubicato nella valle dell'Hinnom, ma l'albero al quale si appese Giuda fu successivamente spostato nelle varie parti della città. BIBBIA Mt 27,3-10. Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "Che ci riguarda? Veditela tu!". Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: "Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue". E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato "Campo di sangue fino al giorno d'oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. LA VALLE DEL CEDRON - Kidron Valley Il Cedron, cioè l'"oscuro", era un torrente già ridotto a poca cosa all'epoca di Gesù; sul lato orientale della valle, che sono poi le pendici del monte degli Ulivi, è ricca di luoghi venerati dalla tradizione cristiana. E' chiamata anche valle di Giosafat (il Signore giudica) Kidron Valley Tombs*. Tutto questo lato è un grande cimitero con una serie di strutture di eccezionale interesse. Si può raggiungere a piedi dal Getsemani o salirvi dalla sorgente di Ghihon. La valle del Cedron è tradizionalmente un luogo di sepolture (lungo il lato orientale di Haram esh-Sheriff si estende un grande cimitero mussulmano). Destano sempre molta impressione i quattro, maestosi monumenti funerari allineati sul fondovalle, all'altezza delle mura meridionali della città vecchia; i nomi con i quali queste costruzioni sono note fanno riferimento a tradizioni o leggende; in realtà pare appartenessero a famiglie abbienti (di solito sacerdotali). La tomba di Giosafat, del I sec. d.C., è una grotta sotterranea con otto camere sepolcrali che presenta una bella facciata con timpano decorato da foglie d'acanto e tralci; la tomba di Assalonne, del I sec. a.C., è costituita da un grosso monolito dentro al quale è stata ricavata la stanza sepolcrale; bella la decorazione esterna, con colonne doriche che sostengono un fregio, sopra il quale è un tamburo sormontato da una copertura a cono. La tomba di Bnei Hezir o tomba di S. Giacomo è una grotta con due colonne doriche e fregio all'ingresso; l'interno ha un vestibolo centrale che immette nei vari loculi; appartenne a una famiglia sacerdotale (I sec. a.C.). La tomba di Zaccaria è un monolito del I sec. a.C., a pianta quadrata, decorato su tutti e quattro i lati da colonne con capitelli ionici; la stanza sepolcrale è sotterranea. Nella letteratura dei pellegrini essa viene associata con una serie di santi ebrei e cristiani (in particolare S. Giacomo), ma un'iscrizione ebraica sull'architrave sopra le due colonne doriche la identifica come appartenente alla famiglia sacerdotale dei Bene Hezir. Silwan . Volendo allungare il giro, ci si può dirigere a sud nell'ex-villaggio arabo di Silwan, sulle pendici del monte dello Scandalo (cosi chiamato perché legato al ricordo scandaloso dell'harem di Salomone), abbondantemente inglobato nel territorio di Gerusalemme; è il sito di un'antica necropoli dell'età del ferro, poi trasformatasi in un romitaggio di monaci bizantini. Il villaggio nacque nel sec. XVI quando alcune famiglie arabe adattarono le tombe scavate nella roccia ad abitazione; alcuni di questi sepolcri (la tomba del sovraintendente del palazzo, quella falsamente detta della figlia del faraone e quella detta di Isaia) risalgono all'epoca precedente l'esilio babilonese. HAR HA-ZETIM - IL MONTE DEGLI ULIVI Da Gerusalemme la vista verso oriente è impedita dal Monte degli Ulivi, che si eleva di circa 100 m sopra la città. Separato dalla città dalla valle del Cedron, il monte degli Ulivi si trova affiancato alla spianata del Tempio. Una strada corre lungo la sommità del crinale; in diversi punti si hanno magnifiche vedute sulla città vecchia e, attraverso il deserto di Giuda, fino alla valle del Giordano e le montagne di Moab. Al tempo di Davide, che scappò in questa direzione quando si trovò di fronte al tradimento di Assalonne, vi era un santuario ebraico (Nob?) sulla cima. Nella generazione seguente vi comparvero altri santuari. Salomone costruì templi per le sue mogli straniere sullo sperone meridionale vicino alla attuale Maison d'Abraham. Dopo la costruzione del Tempio di Gerusalemme sul Monte degli Ulivi si celebrava il rito della giovenca rossa; lasciando Gerusalemme dalla porta orientale, la processione, guidata dal Sommo Sacerdote, attraversava la valle del Cedron su una speciale strada rialzata e saliva sulla sommità dove l'animale veniva sacrificato. La familiarità di Gesù con il Monte degli Ulivi derivava dal fatto che, quando si trovava nell'area di Gerusalemme, egli alloggiava presso i suoi amici a Betania. Al tempo del pellegrinaggio, la popolazione di Gerusalemme triplicava. Il costo degli alloggi in città diventava altissimo e i poveri dovevano trovare soluzioni nei villaggi vicini. Così egli attraversava ogni giorno la collina per recarsi in città e ne ritornava al cadere della notte. La configurazione del terreno consente una sola strada se il viaggiatore vuole evitare di scendere e salire dai wadi: dal Getsemani dritto su per la collina fino a et-Tur e lungo il crinale fino a Betfage (pressappoco la strada moderna), poi lungo un altro crinale fino a Betania. Quando le legioni romane si riunirono per l'assedio di Gerusalemme nel 70 la X legione salì il lato orientale del Monte degli Ulivi e si accampò nelle vicinanze dell'incrocio delle strade su una leggera sella. La strada romana che sale sulla sella e scende in città potrebbe essere stata costruita in questo periodo. Tito si accampò con la X e la XV Legione all'estremità settentrionale del crinale in un luogo chiamato Scopus (l'area oggi occupata dall'Università ebraica), perché "permette già di vedere la città e la gran mole luccicante del tempio". I Cristiani accorrevano in massa al Monte degli Ulivi nel periodo bizantino. Nel VI sec. secondo testimonianze oculari, vi erano 24 chiese sul monte circondate da monasteri in cui vivevano monaci e monache. La concentrazione di cimiteri (cristiano, ebraico e musulmano) sull'estremità sud-occidentale e sull'altro lato della valle del Cedron è dovuta alla credenza secondo la quale il Cedron è la valle di Giosofat, dove verrà riunita l'umanità per essere giudicata da Dio. L'identificazione deriva da una combinazione di Gl 3, 2 e Zc 14,4 ed è stata menzionata per la prima volta dal Pellegrino di Bordeaux (333). Gli scavi e la letteratura religiosa (soprattutto la testimonianza di Egeria) parlano di tre costruzioni principali: la basilica in Eleona, d'epoca costantiniana, a tre navate con portico e propilei; la chiesa Imbomon, sulla vetta, dedicata all'Ascensione, di poco posteriore alla basilica; infine, all'inizio del sec. V fu costruito un monastero, presso la chiesa; l'area fu rasa al suolo e ricostruita diverse volte tra il 614 e l'arrivo dei crociati, i quali la spianarono per costruirvi un nuovo grande complesso dotato anche di mura difensive, spazzato via da Saladino. Ciò che resta di questa complessa vicenda è custodito dalle chiese attuali. Tomba della Vergine - Mary's Tomb Il N.T. non parla della morte di Maria. La sua sepoltura in una caverna della valle di Giosofat viene ricordata per la prima volta nel Transitus Mariae, un'opera anonima il cui nocciolo centrale può risalire al II-III sec.: "Gli apostoli trasportarono il corpo di Maria fino alla valle di Giosofat, al di qua del Monte degli Ulivi e lo deposero su di un banco di roccia nella parte più interna del sepolcro". Nel 431, Efeso pretese l'onore di possedere la tomba di Maria, ma, nel 451, l'eloquenza del patriarca Giovenale persuase l'imperatore Marciano che le pretese di Gerusalemme erano più fondate. L'esistenza di una chiesa è attestata da certi scrittori della fine del VI sec. Se i persiani la distrussero, fu ricostruita perché Arculfo (670) così descrive ciò che vide: "E' una chiesa costruita su due piani, e la parte inferiore, che è sotto una volta in pietra, ha una forma sorprendentemente rotonda. All'estremità orientale c'è un altare, a destra del quale vi è una tomba vuota scavata nella roccia, in cui, per un certo tempo, rimase sepolta Maria. Anche la chiesa superiore di S. Maria è rotonda". I crociati trovarono solo le rovine lasciate dal passaggio distruttore del califfo Hakim nel 1009, ma, nel 1130, i benedettini avevano ricostruito la doppia chiesa. Nel 1187 Saladino distrusse la sovrastruttura e usò le pietre per riparare le mura della città, ma tolse solo la decorazione della cripta. Visita. 6-11.30, 14-17; domenica chiuso. La facciata e la monumentale scalinata sono dell'inizio del XII sec.. La cripta è bizantina, in parte scavata nella roccia. La roccia è stata tagliata per isolare la tomba ritenuta di Maria. Pannelli di vetro mostrano la roccia su tre lati; la panca di roccia, sulla quale era deposto il corpo, ha sofferto le conseguenze della pietà dei pellegrini. Il curvo mihrab indica la direzione della Mecca; il luogo è sacro anche per i musulmani, poiché, secondo Mujir al-Din, Muhammad vide una luce sulla tomba di sua "sorella Maria", durante il suo viaggio notturno a Gerusalemme. Da una scalinata si scende in una corte quadrata sulla quale dà la facciata della chiesa, completamente rifatta; passato l'ingresso, si deve scendere ulteriormente lungo uno scalone epoca crociata, a metà del quale si aprono a destra la cappella di Anna e Gioacchino (un tempo tomba di Melisenda, figlia di Baldovino II, morta nel 1161 ) e a sinistra la cappella di S. Giuseppe; in fondo alle scale, girando a destra, si trova la tomba della Vergine, un grande blocco in pietra con intorno resti di antichi loculi. Davanti alla scalinata si apre un corridoio, che era l'antico accesso alla cripta. GETZEMANI. Il nome deriva dall'ebraico Gath shemanin che significa pressatoio per l'olio. Dopo aver mangiato la Pasqua da qualche parte in città, Gesù "uscì con i suoi discepoli al di là della valle del Cedron dove c'era un giardino" sul monte degli Ulivi chiamato Getzemani. Il luogo era noto a Giuda perché "Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli", forse per riposarsi prima di cominciare a salire a piedi i ripidi gradini sulla strada che portava a Betania. Gesù sapeva che la sua vita era in pericolo; sospettava Giuda di tradimento. I suoi nemici sarebbero venuti dalla città, ma se camminava di buon passo in dieci minuti sarebbe giunto in cima al Monte degli Ulivi con il deserto aperto davanti a Lui. La fuga sarebbe stata facile; solo nella preghiera poteva trovare una risposta all'angosciosa domanda se restare o scappare. Oggi alcuni pensano che il podere appartenesse a Giovanni Marco. Nel suo racconto c'è il particolare del ragazzo "vestito soltanto di un lenzuolo" che seguiva Gesù arrestato. Fermato dai soldati scappò via nudo. L'episodio è raccontato soltanto da lui. Il ragazzo probabilmente stava lavorando nudo nel vicino frantoio. BIBBIA Lc 24, 39. ]Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: "Pregate, per non entrare in tentazione". Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava:"Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà". Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: "Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione". Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: "Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?". Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: "Signore, dobbiamo colpire con la spada?". E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: "Lasciate, basta così!". E toccandogli l'orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: "Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre". All'uscita della chiesa della Tomba di Maria, sulla sinistra dello spiazzo, un passaggio conduce alla grotta dell'arresto, uno dei due luoghi santi del Getsemani e alla basilica dell'Agonia o chiesa di Tutte le Nazioni Chiesa di tutte le nazioni (Church of All Nations; visita, ore 8-12 e 14.30-18; inverno, ore 14.30-17), ultima di una sequela di chiese distrutte e ricostruite sul sito a partire dal sec. IV; nell'interno, tracce del pavimento musivo bizantino e la Roccia dell'Agonia davanti all'altar maggiore. La roccia nella navata era l'elemento centrale nella chiesa del IV sec. La chiesa attuale è moderna; pannelli di vetro proteggono parti del pavimento musivo bizantino. E' posta nel luogo tradizionale del giardino nel quale Gesù pregò, in un luogo vicino alla strada naturale che dal Tempio portava in cima al Monte degli Ulivi e al crinale che conduceva a Betania. Esso è l'ultimo di una serie di tre chiese. Esso copre la chiesa del IV sec. di cui parla Egeria. Villibaldo, nel 724-725, è l'ultimo pellegrino a ricordare questa chiesa; fu distrutta da un terremoto una ventina d'anni dopo. I crociati costruirono un oratorio sulle rovine, che poi sostituirono con una chiesa: E' improbabile che gli ulivi del giardino, anche se molto vecchi, siano esistiti ai tempi di Gesù; i pendii alberati del Monte degli Ulivi devono essere stati una fonte primaria per l'enorme fabbisogno di legno, indotto dall'esercito romano nel 70. Grotta del Getsemani Visita: 8.30-12 e 14-17. E' il luogo che i cristiani bizantini hanno ritenuto essere il luogo in cui i duscepoli si riposavano mentre Gesù vegliava ad appena un tiro di sasso da loro; è lì che Giuda lo salutò con un bacio. La forma originaria della grotta è problematica; essa è stata restaurata diverse volte. Tracce di due livelli di pavimenti musivi, probabilmente musivi, sono conservate nell'angolo sulla destra di chi entra. La griglia mostra un livello più basso al quale conducono i gradini. La forma fa pensare a una tomba, ma il canaletto che ad esso conduce lascia intendere che può essere stata usata per immagazzinare un qualche liquido prodotto nella grotta. Si pensa che la struttura a cupola sulla curva della strada sia la tomba di Mujir al-Din, un famoso studioso arabo, la cui storia di Gerusalemme ha un valore inestimabile. Su entrambi i lati i gradini scendono nel cortile antistante la Tomba della Vergine. Vicino alla piccola chiesa dei Viri Galilaei , greco-ortodossa, si trova una cappella bizantina dedicata all'apparizione dell'arcangelo Gabriele a Maria: a sud dell'area greco-ortodossa, i resti di una chiesa crociata sul sito di una basilica bizantina. Nel monastero di Maria Maddalena - Russian Church of Mary Magdalene;( visita martedì e giovedì ore 10- 12), russo-ortodosso, costruito dalla zar Alessandro III, in memoria della madre, nel 1888 si conservano i resti di un monastero armeno del sec. VI con un mosaico* pavimentale. A sinistra del passaggio appena dentro la porta d'ingresso vi sono due gradini scavati nella roccia, molto antichi. L'Edicola dell' Ascensione ( Mosque of the Ascension; visita a pagamento), a pianta ottagonale, ornata di archetti e colonnine, è una costruzione crociata (un tempo all'interno di una chiesa di cui si osserva parte delle mura) trasformata in moschea da Saladino. Nel periodo pre-costantiniano i cristiani di Gerusalemme veneravano l'ascensione in una grotta sul monte degli Ulivi, probabilmente perché era più sicuro riunirsi in un luogo nascosto. Quando Egeria partecipò alla celebrazione liturgica dell'Ascensione nel 384, essa ebbe luogo sulla vicina collinetta all'aperto. Poimenia, pia matrona membro della famiglia imperiale, costruì la prima chiesa sul posto prima del 392; Il luogo era conosciuto come "imbomon" (chiesa sulla vetta). La ricostruzione proposta si basa sulle descrizioni dei pellegrini bizantini, su un disegno di Arculfo (670) e sulle ricerche archeologiche, Nulla resta visibile di questa chiesa, distrutta dai persiani, il cui centro era aperto verso il cielo. Nella ricostruzione crociata, un ottagono sostituì l'originaria forma circolare e il santuario venne circondato da un monastero fortificato. Nel medioevo si venerò intensamente l'impronta del piede di Gesù sulla pietra del pavimento dell'edicola (impronta del piede destro; l'impronta di quello sinistro fu trasferita nella moschea el-Aqsa nel M.E.); nel periodo bizantino, le impronte dei piedi erano "interamente e chiaramente impresse nella polvere" che si consentiva ai pellegrini di asportare (Arculfo) !! I crociati costruirono un complesso grandioso sulla vetta, dopo aver spianato una vasta area; una grande chiesa ottagonale, con un'edicola al centro, che racchiudeva la pietra da cui si sarebbe elevato Gesù; il tutto circondato da un monastero fortificato. Tutto il poderoso complesso scomparve al ritorno dei musulmani, ad eccezione dell'edicola. Saladino, con atto solenne, cedette il sito a due suoi seguaci e da allora esso è rimasto sempre in possesso dei musulmani, che aggiunsero il tetto e il mihrab. Pur non essendo menzionato nel Corano, i musulmani credono che Gesù sia asceso al cielo. BIBBIA Lc 24, 50-51. Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. La piccola grotta sepolcrale che si trova nelle vicinanze ha ben tre nomi: per gli ebrei è la Tomb of Hulda , profetessa del sec. VII; per i cristiani nella, tomba riposa S. Pelagia, pellegrina del sec. V; i mussulmani sono invece convinti che vi sia sepolta una pia donna del sec. VIII. Per quanto riguarda la basilica dell'Eleona, i suoi resti sono in una grotta dentro un complesso che comprende la basilica del Sacro Cuore (visita, ore 8.30-11.45 e 15-16.45; domenica chiuso) e l'adiacente chiostro del Pater Noster, sulle rovine di una chiesa crociata. Si trova a 200 m a sud dall'edicola dell'Ascensione. Gli apocrifi Atti di Giovanni affermano l'esistenza di una grotta sul Monte degli Ulivi associata con l'insegnamento di Gesù. La chiesa costruita sopra questa grotta, sotto la direzione delle regina Elena, fu vista dal Pellegrino di Bordeaux nel 333. Egeria è la prima a nominare quello che è poi diventato il nome comune "Eleona", che significa "degli Ulivi". Dopo che il sito per la commemorazione dell'Ascensione fu spostato più in alto sulla collina, la grotta restò associata esclusivamente con l'insegnamento di Gesù, cioè con il brano che Egeria sentì leggere nella grotta il giovedì della Settimana Santa (Mt 24, 1-26, 2). Nonostante la distruzione persiana, la memoria dell'insegnamento di Gesù rimase, ma subì un notevole slittamento, per quanto riguarda il suo contenuto. Il sito cominciò ad essere considerato come il luogo in cui Gesù insegnò il Padre nostro e questa tradizione fu dominante nel M.E. La grotta acquistò la forma attuale sotto gli scalpellio dei costruttori del IV sec. Le cosiddette tombe dei Profeti. Tombs of the Prophets, (visita ore 8-15, sabato, ore 9-15), sono in realtà tombe paleocristiane, datate tra il sec. I e il V, scavate secondo un modulo già incontrato: una sala centrale immette nelle varie stanze sepolcrali; interessanti i numerosi graffiti in lingua greca. A breve distanza è una piccola chiesa francescana, Dominus flevit ( visita. ore 8-11.45 e 14.30-17), costruita a forma di lagrima, che conserva mosaici pavimentali del sec. VII, appartenenti alla chiesa bizantina sulla quale è stata edificata questa; nelle vicinanze, scavi condotti in occasione della costruzione di Dominus Flevit hanno portato alla luce una necropoli a diversi strati (da quello bizantino fino al più antico, del II millennio a.C ). Le lettere greche XP su un ossario non significano che la persona sepolta fosse cristiana, ma costituiscono un'abbreviazione che sta per "sigillato". La nuova chiesa riproduce il profilo della cappella del tardo sec. VII, la cui abside è conservata fino ad una notevole altezza. Dopo la morte del fondatore, il diakonikon adiacente fu trasformato in una cappella funeraria con un pavimento musivo ben conservato, la cui iscrizione dice :"Simeone, amici di Cristo, costruì e decorò questo oratorio e lo offrì a Cristo nostro Signore in espiazione dei suoi peccati e per il riposo dei suoi fratelli, l'igumeno Giorgio e l'amico di Cristo Domezio". I pellegrini medievali sono stati i primi a indicare una roccia sul Monte degli Ulivi come il luogo dove Gesù pianse su Gerusalemme. Almeno dal VII sec. fino all'arrivo dei crociati, la processione liturgica, che partiva dall'Eleona la notte del Giovedì Santo, commemorava qui la preghiera dell'agonia di Cristo. Secondo Luca, il luogo dove egli fu arrestato era "a un tiro di sasso" dal Getzemani. Sembra che la stessa tradizione sia attestata da Egeria. Che vi fosse un monastero bizantino sul posto è confermato dalla data del tino del pavimento musivo nell'angolo del cortile e da alti elementi non più visibili. BIBBIA Lc 19, 41-44. Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata". Bethpage Dall'Edicola dell'Ascensione, una strada conduce a Bethpage, località ricca di reperti antichi. Betfage è ricordata nei vangeli come il punto di partenza dell'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, ma i testi non hanno quella chiarezza che si vorrebbe. Secondo Mc. Gesù era nelle vicinanze di "Betfage e Betania, al Monte degli Ulivi" quando mandò i discepoli nel villaggio di fronte a prendere un asino, ma per Mt Gesù era entrato in Betfage prima di inviare i discepoli a compiere la loro missione: Inevitabilmente la localizzazione di Betfage è incerta. Tutto dipende dalla strada che Gesù ha preso venendo da Gerico; arrivati dietro il Monte degli Ulivi c'erano due possibilità. L'attuale località ha una ragionevole probabilità di trovarsi nelle vicinanze; la cappella è il punto di partenza della processione della Domenica delle Palme. BIBBIA Mc, 19, 1-11. Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli e disse loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito". Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. E alcuni dei presenti però dissero loro: "Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?". Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli! Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània. Visita: suonare il campanello per entrare. La chiesa attuale è stata costruita il secolo scorso sulle rovine di una chiesa medievale che custodiva la pietra considerata dai crociati come quella su cui Gesù si sarebbe appoggiato per salire sulla sua cavalcatura, dimenticando che un asinello palestinese non era assolutamente paragonabile ai loro enormi cavalli da battaglia. I dipinti medievali sulla pietra sono molto belli e non sono stati danneggiati dai restauri. Rappresentano scene della vita di Gesù (incontro con Marta e Maria: resurrezione di Lazzaro; ingresso in Gerusalemme). Egeria annotava: "Circa a mezzo miglio da Gerusalemme, prima di giungere al Lazarium, vi è una chiesa accanto alla strada. E' il luogo dove la sorella di Lazzaro, Maria, ha incontrato il Signore". Lo scopo della pietra è sconosciuto. Per andare a Betania, scendere la collina a destra, attraversare l'incrocio e voltare a sinistra sulla strada principale per Gerico. Betania - Bethany. Sulle estreme propaggini orientali del monte degli Ulivi, si trova un altro villaggio nel quale si svolsero importanti avvenimenti evangelici. BETANIA (=casa di Anania), ora noto con il nome arabo di El Azariya (=casa di Lazzaro); dagli scavi effettuati, il sito sembra molto antico: alcuni insediamenti paiono infatti confermare un passo dell'Antico Testamento nel quale si afferma che la tribù di Beniamino vi si insediò al ritorno da Babilonia. Non vi è alcun problema circa la sua identificazione; il suo nome arabo conserva il greco Lazarion, con cui era conosciuto da Eusebio e da tutti i successivi pellegrini bizantini e medievali. Girolamo attesta l'esistenza di una chiesa nel 390. Dopo la sua distruzione a causa di un terremoto, nel V sec ne venne costruita un'altra, più spaziosa, per contenere tutti i pellegrini che vi si recavano. I crociati costruirono anche una nuova chiesa direttamente sopra la tomba In mezzo al villaggio è una chiesa francescana (visita ore 8-11.30 e 14-18; inverno ore 14-17. Toilette) che custodisce la memoria della casa di Marta e Maria e soprattutto del miracolo della resurrezione di Lazzaro; l'edifico, del 1954, a croce greca, costruito secondo i canoni del monumento funerario, sorge su ben tre chiese precedenti, i cui resti sono parzialmente visibili: la prima chiesa era una basilica a tre navate (sec. IV) di cui parla Girolamo, della quale si vede parte dei mosaici pavimentali a disegni geometrici; la seconda chiesa venne costruita nel sec. VI, dopo che la prima era stata distrutta da un terremoto, con un tracciato molto più ampio probabilmente annettendovi un monastero); pure di questa fase restano tracce di mosaici. Dall'atrio di queste chiese un passaggio nella roccia dava accesso alla tomba di Lazzaro. La terza chiesa è crociata e aveva anch'essa un convento benedettino fondato dalla regina Melisenda. Alla fine del XIV sec la chiesa era in rovina e la cripta dell'edificio crociato fu trasformata in moschea. Anche i musulmani veneravano la risurrezione di Lazzaro e inizialmente permisero ai cristiani di continuare le loro visite liturgiche. Quando le cose diventarono più difficile i francescani aprirono l'attuale ingresso alla tomba. A cinquanta metri dalla chiesa, risalendo lungo la strada che sale verso il monte degli Ulivi, si trova la tomba di Lazzaro, entro un'area sepolcrale; la tomba attuale è il risultato dell'intervento crociato-mamelucco e poi di una sistemazione seicentesca, quando venne chiusa l'entrata primitiva e ne fu aperta una nuova. BIBBIA GV 11, 1-44.]Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è malato". All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato". Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!". (…) Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà". Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà". Gli rispose Marta: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?". Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo". Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: "Il Maestro è qui e ti chiama".]Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al sepolcro per piangere là". Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: "Dove l'avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!". Ma alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?". Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni". Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?". Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato". E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!".Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare". Mc 14, 4 - 11.Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: "Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!". Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: "Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto". |
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