1° giorno - Domenica 3 agosto 2003
La prima tappa del nostro viaggio è stata, per vari motivi, più "di servizio" che turistica: partendo da Bologna è alquanto faticoso raggiungere il cuore della Provenza senza prevedere una fermata intermedia per diminuire la quantità di chilometri da percorrere. Per dare un'idea delle distanze ho fatto un piccolo calcolo*, sicuramente approssimativo:
Bologna - Marsiglia: 675 Km
Bologna - Nizza: 489 Km
Bologna - Tolone: 611 Km
Bologna - St.Remy de Provance: 779 Km
*Ho conteggiato le distanze utilizzando le cartine stradali del Touring Club Italiano, considerando dove possibile di percorrere l'autostrada (Parma - La Spezia).
Siamo partiti con calma (ma anche con giudizio) alle 8.00 della mattina e, senza superare mai i limiti di velocità (diciamo che la nostra macchinina, carica come un uovo, non ce lo avrebbe permesso, comunque…), siamo arrivati a Tolone intorno alle 15.30: 7 ore e 30 minuti - compresa una pausa per mangiare un panino all'ultimo autogrill prima del confine - mi sembra un tempo ragionevole. Considerando che si trattava della prima domenica di agosto, abbiamo incontrato relativamente poco traffico lungo le autostrade italiane e francesi: i punti più "caldi" mi sono sembrati il tratto genovese della costosissima autostrada dei Fiori ed il tratto della Costa Azzurra. Complice l'orario (ormai erano già le 13.00!) ed il contemporaneo svolgersi del Gran Premio di Hockenheim di Formula1, da Cannes a Tolone la nostra auto era praticamente l'unica a percorrere l'autostrada nella nostra direzione! Insomma: una pacchia!
Ecco, dunque, di seguito alcune annotazioni utili:
- la spesa totale per il viaggio è stato di circa 90euro, cioè 34euro per la tratta Bologna-Ventimiglia, 15euro per la tratta dal confine a Tolone, 40euro di benzina;
- lungo tutta l'autostrada dei Fiori il traffico è intenso: soprattutto bisogna fare attenzione ai motociclisti che sorpassano in tutti i modi possibili, prediligendo il passaggio tra due auto già affiancate...
- se avete una qualche dimestichezza con la lingua francese, non vi preoccupate: c'è una stazione della radio francese che trasmette un'emozionante telecronaca dei Gran Premi di Formula1! Purtroppo non ricordo le frequenze esatte...
Tolone (Toulon)
Tolone è una città portuale, nata in una insenatura della costa che protegge, con una piccola penisola, il porto, civile e militare. La storia della città è dominata dalla presenza della marina francese, le cui navi grigie e portaerei immense spiccano tra i battelli e le vele bianche del trasporto civile.
E' molto bello fare il giro, in auto, delle colline dietro la città, seguendo l'indicazione "Le Faron": attenzione che la stradina si inerpica impervia e a senso unico! Chi soffre di vertigini non guardi in basso! Se però la giornata sarà limpida, goderete di una vista favolosa: dalle cime piuttosto alte si può osservare gran parte della costa, tutta la città ed il porto.
L'altro luogo che abbiamo visitato è, naturalmente, il porto civile. Se devo dire la verità, nulla di particolare: i soliti ristoranti specializzati nel piatto tradizionale locale, un po' di turisti che fanno il giro delle barche ormeggiate (ma se volete vederne di veramente lussuose dovete naturalmente andare a Montecarlo!), qualche locale temerario che prova a pescare. Molto più pittoresco è il quartiere antico di Tolone, il nucleo originario sorto proprio a ridosso del porto civile: case alte e strette, molte ci sono sembrate abbandonate, fatiscenti, ma ci hanno detto che buona parte del centro storico è stato ristrutturato. Nonostante il grado d'integrazione che gli immigrati dalle ex-colonie hanno raggiunto in Francia, qui a Tolone la comunità nordafricana si è stabilita nel quartiere antico e sembra ancora molto diffidente: tenete conto che fuggono davanti all'obiettivo di una macchina fotografica...
La sera del 3 agosto, poi, c'è stato uno spettacolo pirotecnico sul mare: sinceramente preferisco i fuochi d'artificio che fanno a Monghidoro (BO) per Ferragosto, tuttavia sul mare hanno un fascino diverso. Ci hanno detto che vengono fatti in pompa magna anche per il 14 luglio.
2° giorno - Lunedì 4 agosto 2003
St.Remy de Provance
Per arrivare da Tolone a St.Remy abbiamo percorso una strada bellissima, che attraversa delle pinete stupende e si tiene sempre in vista di una catena montuosa imponente come il Massif de la Sainte Baume e Le montagne du Luberon. La strada è la N8 (Nazionale 8), che passa dal circuito di Castellet. Ad Aubagne si prosegue sulla N96 per Aix-en-Provance, cittadina che dicono molto bella, ma un po' difficile da attraversare (mancano indicazioni di direzione comprensibili...). Quindi si segue la N7 fino a St.Remy.
Questa cittadina d'origine romana è stata la nostra base per visitare la Provenza: è molto centrale rispetto a città importanti come Avignone, Arles e Nimes, località minori come Les Baux en Provance, Fountaine de Voclause, Tarascona, ma può essere raggiunta in tempi ragionevoli anche la Camargue. In paese ci sono ben due campeggi: noi abbiamo scelto il Mas de Nicolas, campeggio municipale grande, con servizi discreti e una piscina. La spesa per 6 notti è stata di 90euro: la ricarica di cellulari o batterie per fotocamera digitale è gratuita, mentre si paga la refrigerazione dei ghiacciolini blu, quelli che si usano nelle borse termiche... ben 50eurocent a ghiacciolino!! Questo per chi è in tenda rappresenta un problema.
3° giorno - Martedì 5 agosto 2003
Le Baux de Provance e Tarascona
alle pendici di un leggero rilievo fitto di pinete profumatissime (sarà stato il caldo?!) si erge uno sperone, sulla cui sommità era in epoca medievale una fortezza. Da qui la famiglia dei Baux, appunto, controllava il territorio circostante e giunse a conquistare fino a 72 città nella regione. La vicina Val de l'Enfer sembra sia stata motivo ispirante per Dante Alighieri per alcune descrizioni nella prima cantica della sua Divina Comedia. Nel XIV secolo terminò la linea famigliare dei Baux e tre secoli dopo (1632) Luigi XIII decise di umiliare la cittadina orgogliosa distruggendone completamente il castello. Nel frattempo, infatti, era sorto ai piedi della fortezza un centro abitato.
Oggi si possono ammirare le rovine del castello: dalle pareti ricavate dalla roccia "con lo scalpellino" nascono archi gotici e porte decorate che rendono l'atmosfera molto suggestiva. La sommità dello sperone offre un panorama amplissimo che, nelle giornate più limpide, rivela la città di Arles e la Camargue. Ai piedi del castello si visita il paese medievale ancora integro e molto turistico, ma estremamente piacevole. Vi consigliamo di assaggiare in uno dei tanti locali le Crêpes salee, crêpes salate con ripieno di formaggio e prosciutto: economiche e buonissime, soprattutto se gustate sugli scalini di una delle tante case guardando la colorata fauna dei turisti!
Da segnalare nei dintorni la Chatédrale d'Images, un teatro e delle gallerie ricavate da una delle tante cave della zona.
A Les Baux de P.ce si paga il parcheggio all'entrata del paese (4euro) e la visita del castello (5euro).
Poiché in poco più di una mattinata si esaurisce la visita a Les Baux, abbiamo deciso di completare la giornata recandoci a Tarascona, per visitarne il famoso castello. Le distanze in Provenza sono infatti molto ridotte e le strade sempre scorrevoli.
In un'ansa del Rodano sorge la fortezza quattrocentesca, fatta costruire da Luigi II d'Angiò. A parte alcuni anni di guerra, la fortezza è servita soprattutto come prigione ed è perciò perfettamente conservata. Sulle pareti di alcune stanze vi sono bellissimi graffiti medievali; la lunghissima e faticosissima scala a chiocciola che sale dal chiostro permette di raggiungere il tetto, dal quale si gode di una vista magnifica del fiume e della fortezza sull'altra sponda; si possono visitare la bellissima farmacia ed i giardini subito fuori da essa.
Nell'adiacente Collegiata Reale S. Marta sono conservate le reliquie di Santa Marta: Secondo un'antica tradizione provenzale, arrivando dalla Palestina, all'incirca nell'anno 48, imbarcati su un battello senza vele né timone, Marta e i suoi compagni, Lazzaro, Maria Giacobbe e Maria Salomè, Massimo e Marcella - ancella, si dice, di Marta - abbandonati in balia alle correnti, si arenarono sulla costa provenzale. Marta, arrivata nei pressi di Avignone, fu chiamata dagli abitanti di Tarascona terrorizzati, per liberarli da un mostro, la "Tarasca", che divorava uomini e bestie, trascinandoli nella sua tana. Avvicinandosi al covo, con una croce come sola difesa, ordinò nel nome di Gesù Cristo al mostro di andarle vicino senza fare del male a nessuno. II mostro obbedi.
Da quando, nel 1187, la reliquia di S. Marta fu "scoperta", la chiesa è diventata uno dei più famosi santuari di Provenza. Ma già da tempo, la santa era venerata dagli abitanti di Tarascona. Nel 1197 fu consacrata una nuova chiesa che conglomera il santuario esistente e la tomba. Per poter poi rispondere alla pietà degli abitanti e all'afflusso dei pellegrini, la navata fu ricostruita nel secolo XIII e soprattutto nel XIV. Venne aggiunta nel quattrocento la torre campanaria e nel seicento si riorganizzò 1'accesso alla cripta.
Il parcheggio subito di fronte al castello è gratuito, il biglietto per il castello costa invece 4.10euro per le persone sotto i 26 anni mentre l'entrata alla Collegiata Reale S. Marta richiede una offerta per la cura dei fiori all'altare!
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