in Provenza




4° giorno - Mercoledì 6 agosto 2003

Musée de la Lavande, Gordes, abbazia di Senanque, Fontaine de Voclause

Anche per questo terzo giorno in terra provenzale avevamo fatto un programma dettagliato di visite. Peccato che non tutto sia andato come volevamo...
Sulla strada verso la cittadella (medievale, naturalmente!) di Gordes ci siamo imbattuti nel Musée de la Lavande di cui avevamo trovato il depliant informativo (a proposito: è sempre molto utile visitare gli uffici turistici nei vari centri e sbirciare tra i tanti fogli informativi; sembra inutile ricordarlo, ma spesso si trovano così i luoghi e le manifestazioni più carine e meno pubblicizzate nelle guide!). Si tratta di un piccolo museo allestito da una delle industrie produttrici di essenze e medicinali a base di lavanda: all'inizio della visita su uno schermo viene proiettata la storia della lavanda ed il ciclo produttivo - in francese e inglese…- poi nelle stanze successive si possono vedere i tanti modelli di distillazione dell'essenza e l'evoluzione dell'attrezzatura lungo gli anni. Devo dire che, sebbene piccolino, il museo è piacevole e se riuscite ad andarci all'apertura (ore 10.00) non trovate troppi turisti! La visita termina, ovviamente, nella rivendita dei prodotti dell'azienda: profumi, saponi, cosmetici, caramelle, miele, medicinali... un piccolo paradiso per chi ama la lavanda! (L'entrata al museo è gratuita per i bambini sotto i 15 anni, accompagnati dai genitori)
Se però avete in mente di visitare anche l'abbazia cistercense di Senanque (1148), nei pressi di Gordes, state molto attenti a non "perdere" del tempo prima: noi siamo arrivati poco dopo le 11.00, abbiamo ammirato la costruzione da lontano, vi abbiamo girato attorno, l'abbiamo fotografata e quindi siamo andati alla ricerca dell'entrata per visitarne l'interno. Insomma, alle 11.35 l'abbiamo trovata, ma un simpatico cartello scritto solo in francese avvertiva i poveri visitatori che le visite, per quella mattina, erano terminate alle 11.30… sarebbero riprese dopo le 16.00 del pomeriggio... immaginate la nostra delusione (e una certa rabbia!). State dunque molto attenti e magari informatevi prima - se conoscete il francese, perché è facile che non troviate molte persone disposte a parlarvi in inglese, anche negli uffici turistici!
L'abbazia, anche esternamente, merita comunque una visita: sorge in una valle stretta, trasversalmente ad essa, come a bloccare il passaggio. Si può raggiungere con due strade, l'una, da Gordes, è molto stretta ed è sconsigliata ad automezzi delle dimensioni di una monovolume in su; l'altra è molto più larga ed obbligatoria per i pullman. Se la vostra auto lo permette, però, consiglio di percorrere la stradina più stretta, nella quale ogni 120 metri sono state ricavate delle piazzole per permettere l'incrocio di due automezzi. Preparatevi a fare marcia indietro: ne vale la pena!
Delusi e un po' amareggiati, siamo tornati a Gordes, che è un paese medievale arroccato anch'esso su una prominenza del terreno, tra le colline, sovrastato da un castello rinascimentale del XVI secolo nel quale ha sede un museo. Bella, anche se tenuta davvero male, è la cattedrale: è piena di statue, tra le quali almeno quattro Madonne e una Giovanna D'Arco. Per mangiare a prezzi accettabili vi consigliamo il forno-pasticceria di fronte alla cattedrale: anche la pizza è buona!
Alla "modica" cifra di 4euro si possono visitare le Caves St-Firmin, scavo archeologico che ha rivelato sotto le cantine di alcune case un antico frantoio per l'olio d'oliva: una visita molto suggestiva che ci ha ricordato il dedalo di gallerie sotto la nostra Orvieto.
A Gordes il parcheggio costa 3euro.

Nel pomeriggio siamo andati a vedere la sorgente che ispirò Francesco Petrarca: la Fontaine-de-Vaucluse: lo affascinò così tanto che decise di trascorrere qui lunghi anni della sua vita (tra il 1337 ed il 1353). D'altra parte basta guardare la trasparenza dell'acqua ed immergervi le mani per capire cosa intendesse con "Chiare, fresche e dolci acque, \ ove le belle membra \ pose colei che sola a me par donna; ...".
Qui la salita alla sorgente (molto ridotta in agosto, ma impetuosa in primavera) è gratuita, mentre si paga il parcheggio (3euro). Consigliamo anche una visita alla cartiera, lungo la strada che porta alla sorgente. Sul lato opposto della Sorgue c'è un bel parco e la casa dove soggiornò il grande poeta italiano, oggi museo (ma noi lo abbiamo trovato chiuso).





5° giorno - Giovedì 7 agosto 2003

Avignone e Pont du Gard

Una delle visite che attendavamo con più interesse: la mitica città di Avignone, il rifugio dei papi in esilio da Roma, gli antipapi, il loro palazzo magnifico, il ponte interrotto sul Rodano... insomma, poche cose ma importanti.
Raggiungere Avignone da St-Remy è questione di una trentina di minuti, poi bisogna trovare il parcheggio! Invece di lasciare la macchina nei tanti parcheggi a pagamento ma incustoditi che si trovano lungo le mura (molto fitti, facile ritrovare dei graffi sugli sportelli...) abbiamo trovato un parcheggio custodito, gratis (incredibile!) e con una navetta che porta direttamente a Porte de l'Oulle, dal momento che si trova nell'Ile de Piot, dall'altro lato del Rodano.
Ci siamo dunque inoltrati nella vecchia città alla ricerca del Palazzo dei Papi, che compare maestoso tra i palazzi, mano a mano che ci si avvicina. "Il grandioso complesso fu eretto nel secolo XII, in circa 30 anni, sotto il pontificato di tre papi: Benedetto XII, che eresse la parte nord-est (Palais-vieux); Clemente VI, cui si deve la parte sud-ovest (Palais-nouveau); Innocenzo VI, che portò a termine il tutto. (...) Una scalinata ottocentesca sale alle porte des Champeaux, guardata da due torricine a sporto aggiunte nel 1933" (TCI). Il biglietto d'entrata offre varie possibilità: si può combinare con la visita ad altri monumenti della città. Noi abbiamo pagato 8.50 euro per accedere al palazzo ed al ponte sul Rodano. Compresa nel biglietto vi è la solita audioguida, metodo direi ormai collaudato in tutta la Provenza, che ha sostituito le care vecchie guide che scortavano gruppi di turisti affascinati lungo le tantissime stanze visitabili del palazzo. Oggi, invece, ognuno ascolta una registrazione molto accurata ed esauriente nella propria lingua, può trascorrere anche tutto il giorno nel palazzo, ma è sempre solo con la vocina che lo istruisce… io lo trovo comodo ma estremamente freddo e noioso: le guide erano anche persone simpatiche, che cercavano di rendere piacevole un mattino caldissimo di agosto. Il fatto positivo è che il palazzo è visitabile nella sua quasi totalità ed è conservato al meglio! Lungo le stanze spoglie ed immense, inoltre, vi sono mostre di installazioni di giovani artisti di varia nazionalità.
Sulla sinistra del Palazzo dei Papi si trova la cattedrale di Avignone, Notre-Dame-de-Doms: "fu eretta in forme romaniche nel XII secolo e largamente rimaneggiata nel '400". Al suo interno si può anche ammirare l'antico e prezioso tesoro della cattedrale. Più a sinistra si trovano i bei giardini di Rocher de Doms, dai quali si possono ammirare il rodano ed il Pont-St-Benezet. Anche quest'ultimo fa parte, con le mura del XIV secolo, del sistema difensivo di Avignone: fu eretto tra il 1177 ed il 1185, rifatto più volte fino alla sua distruzione nel 1660. Ne restano solo quattro arcate.
Il Palazzo dei Papi, poi, si affaccia sulla Place de l'Horloge, con l'hotel de ville, il teatro e l'antica Torre dell'Orologio. Qui vi sono molti posti in cui mangiare, ma state attenti: l'acqua è inclusa nel menù, ogni altra bevanda sarà "salatissima"! (ad esempio 11euro per due birre: buone ma...)

Terminata la visita ad Avignone ci siamo diretti verso il Pont-du-Gard. La struttura è imponente: un ponte a tre ordini d'archi costruito nel 19 a.C. per ordine di Agrippa, genero di Augusto, per portare acqua a Nimes (era infatti parte di un acquedotto). Nel 1743 vi fu costruito a lato un ponte a livello della strada, al quale oggi si accede solo a piedi. Attorno al ponte è sorta negli ultimi anni una struttura turistica imponente che, secondo me, rovina un po' il gusto del luogo: sulla riva sinistra un ampio parcheggio (5euro) immette al punto di accoglienza, nel quale, oltre a dei bar per la ristorazione, vi sono servizi di ogni tipo (compresa una nursery), un cinema per la visione di documentari sul luogo (3euro), un museo (6euro), una ludoteca per i bambini (4.5euro), il Memoires de Garrigue (gratuito o 4euro con miniguida). La visita guidata al ponte costa 5euro. La riva destra è invece una grande spiaggia e l'acqua del fiume Gardon invoglia a tuffarsi! (il che è gratis, oltretutto!) Un ultimo avvertimento: se la giornata è molto calda state attenti alle insolazioni!




7° giorno - Sabato 5 agosto 2003

Arles

Devo dire che la visita ad Arles è forse stata la più emozionante: la "città vecchia" è piccola e la si attraversa in pochi minuti dal Rodano agli Alyscamps. Il turismo in agosto è intenso ma per nulla fastidioso, probabilmente perché i punti d'interesse sono molti ed in varie zone del centro storico.
La città ha origini celto-liguri e fu una base commerciale (greca) già dal VI secolo a.C. La conquista da parte dei romani avvenne nel 46 a.C. sotto il comando di Cesare, che le diede il nome di Arelate. La cura che le dedicarono gli imperatori seguenti si nota nei monumenti dell'epoca che costellano il centro storico ancora oggi:
il Théâtre Antique, eretto nel I sec.a.C. da Augusto constava di tre ordini di arcate per gli spalti e colonne architravate dietro la scena. Della sua magnificenza rimane ben poco;
l'Arena, il più grande teatro romano in Francia, fu eretto nel II secolo, forse da Adriano. Fu poi trasformato in epoca medievale in un piccolo villaggio fortificato, con case al suo interno e tre torri sul coronamento superiore (XIII sec.). di queste ne restano due, delle quali una è visitabile ed offre un'ampia veduta sulla città e sull'arena stessa. Durante l'estate vi si svolgono corride e novilladas;
les Alyscamps, necropoli romana poi cimitero cristiano, offre un'atmosfera gotica tra file di tombe e sarcofagi ordinati all'ombra di alberi sempreverdi. Il viale centrale porta fino alla chiesa di St-Honorat (sec. XII) rimasta incompiuta ma proprio per questo di grande effetto. L'antico cimitero fu fonte d'ispirazione per poeti (Dante, Inferno, IX, 112-115) e pittori (V.van Gogh);
Thermes de Constantin, le terme romane erette, appunto, da Costantino nel IV secolo.

Di altre epoche, invece, sono la chiesa di St-Trophime ed il suo bellissimo chiostro: è un edificio romanico risalente ai secoli XI-XII, con elementi gotici. In essa venivano incoronati i sovrani di Arles, in epoca medievale, e nel 1178 vi fu incoronato Federico I Barbarossa. Da notare il bellissimo portale romanico di altissimo valore, raffigurante santi, eletti e dannati, annunciazione e natività, Cristo, gli Apostoli ed i quattro Evangelisti.

Un tocco di colore davvero piacevole viene dato alla città di Arles il mercoledì ed il sabato mattina, quando lungo i viali si svolge il mercatino provenzale: banchetti ordinatissimi e pittoreschi espongono verdure e frutta, dolciumi, erbe aromatiche e spezie di ogni tipo e colore, souvenires e cartoline, pizzi, stoffe e produzioni artigianali. Il modo più semplice per arrivare in auto al mercatino è seguire le indicazioni per i Boulevard de Lices e cercare l'omonimo parcheggio, economico ma su più piani (noi abbiamo lasciato l'auto tutto il giorno ed abbiamo pagato circa 5 euro). Tutti i maggiori monumenti sono visitabili con un unico biglietto cumulativo che si può comperare al primo monumento che si incontra: noi abbiamo pagato 10 euro (riduzione studenti) ed erano inclusi il teatro, l'arena, gli Alyscamps, le terme, il chiostro,e tre musei sulla storia della città e della regione. Particolarmente conveniente!! Dobbiamo dire che in Provenza si può usufruire spesso di riduzioni per studenti o per minori di 26 anni o di biglietti cumulativi, che consentono un piccolo risparmio.